Un vento nuovo, intriso di spezie lontane e di un’eleganza nomade, ha soffiato tra gli stand di Pitti Uomo 109. Protagonista di questa brezza esotica è Antik Batik, il celebre marchio francese che, dopo aver vestito per oltre tre decenni i sogni di donne giramondo, ha finalmente svelato la sua prima, attesissima collezione maschile. Un debutto strategico e significativo che segna un’evoluzione naturale per il brand fondato nel 1992 da Gabrielle Cortese, stilista e imprenditrice di origini torinesi.

Un’eredità bohémien-chic al maschile

Nato da un profondo amore per i viaggi e per le tradizioni artigianali scoperte in giro per il mondo, in particolare a Bali e in India, Antik Batik è da sempre sinonimo di uno stile bohémien-chic autentico e ricercato. L’anima del marchio risiede nella celebrazione del “fatto a mano”, un valore che si traduce in ricami preziosi, stampe realizzate con antiche tecniche come il batik e il bandhani, e una cura meticolosa per i dettagli. Questo DNA, così fortemente identitario, si trasferisce ora con coerenza e fluidità nel guardaroba maschile.

La collezione presentata a Firenze, presso la Fortezza da Basso, è un’estensione diretta dell’estetica femminile, un dialogo stilistico che propone un “mood gemello”. Come spiegato dalla stessa Gabrielle Cortese, la scelta di aprirsi al menswear è stata una risposta diretta e necessaria alla crescente richiesta del consumatore finale. Già nel 2024, una prima capsule collection aveva anticipato questa evoluzione, con una campagna che vedeva come protagonista il danseur étoile dell’Opéra di Parigi, Germain Louvet, incarnazione perfetta di quella libertà di movimento e di quell’eleganza non convenzionale che la stilista voleva trasmettere.

Il racconto della collezione: un viaggio tra texture e culture

L’uomo Antik Batik è un viaggiatore contemporaneo, un lettore di Jack Kerouac come suggerisce sorridendo la stessa Cortese, un’anima libera che non teme di esprimere la propria personalità attraverso ciò che indossa. La collezione Autunno/Inverno 2026/27 è un invito a questo viaggio, un guardaroba ricco di suggestioni e contaminazioni culturali.

Tra i pezzi forti che hanno catturato l’attenzione a Pitti Uomo, spiccano:

  • Giacche e capispalla: Vere protagoniste della collezione, spaziano da modelli imbottiti e a kimono a giacche-camicia in jacquard realizzate con il cotone matelassé tipico delle coperte invernali del nord dell’India, con vibranti motivi oro, malva e bronzo. Non mancano giacche in densa tela di cotone con ampie tasche applicate e alti colli in montone, per un tocco più strutturato e deciso.
  • Camicie e maglieria: Le camicie, in leggero cotone indiano lavato, presentano plastron a coste e dettagli artigianali come le etichette realizzate a mano. La maglieria esplora diverse tradizioni, dai kimono-cardigan neri a pelo lungo con ricami verdi fatti a mano in India, ai più classici ma pregiati maglioni a coste spesse prodotti in Scozia da McGeorge, fino agli eleganti gilet in jacquard e alle sciarpe in vigogna confezionate in Perù.
  • Pantaloni e accessori: La proposta si completa con pantaloni morbidi, arricchiti da ricami e stampe orientali, che garantiscono comfort e stile. Gli accessori, da sempre un punto di forza del brand, includono cinture e borse in pelle lavorata a mano, foulard, parei e sciarpe in pashmina ricamata.

Etica, artigianalità e sostenibilità: i pilastri di Antik Batik

Ciò che rende unica ogni creazione Antik Batik non è solo l’estetica, ma la storia che essa racchiude. Fin dalle sue origini, Gabrielle Cortese ha instaurato un rapporto profondo e duraturo con gli artigiani, collaborando con gli stessi laboratori indiani da oltre trent’anni. Questa scelta non è solo una garanzia di qualità e autenticità, ma rappresenta un impegno concreto verso una produzione etica e sostenibile, ben prima che questi termini diventassero di uso comune nel mondo della moda.

L’azienda, con sede a Parigi, si impegna a onorare il lavoro degli artigiani attraverso accordi equi, preservando savoir-faire ancestrali che rischiano di scomparire. “Amo i vestiti che hanno un’anima. Preferisco produrre meno, ma meglio”, afferma la Cortese, sottolineando una filosofia che privilegia la dimensione umana e la qualità rispetto alla produzione di massa. Un approccio che si riflette nella scelta di materiali come il khadi, tessuto a mano e simbolo della liberazione indiana.

Un futuro internazionale

Con due boutique di proprietà a Parigi e Saint-Tropez, una presenza in circa 300 punti vendita internazionali e negozi in destinazioni turistiche di lusso come Maiorca e Mykonos, Antik Batik ha già una solida base globale. La partecipazione a Pitti Uomo 109 e il lancio ufficiale della linea maschile rappresentano un passo strategico fondamentale per consolidare ed espandere ulteriormente questa presenza, portando la visione bohémien e consapevole del brand a un nuovo pubblico maschile, sempre più attento alla qualità, all’originalità e alla storia dietro un capo di abbigliamento.

Di euterpe

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