Il calcio italiano e internazionale piange la scomparsa di Rocco Benito Commisso, carismatico presidente della Fiorentina, spentosi all’età di 76 anni negli Stati Uniti dopo un prolungato periodo di cure. La notizia, diffusa dalla famiglia e dal club viola, ha scatenato un’ondata di commozione e cordoglio in tutto il mondo dello sport, unito nel ricordo di un uomo che ha saputo incarnare il sogno americano senza mai dimenticare le sue origini italiane.
Nato a Marina di Gioiosa Ionica, in Calabria, il 25 novembre 1949, Commisso era emigrato negli Stati Uniti all’età di 12 anni. La sua è una storia di straordinario successo imprenditoriale: fondatore di Mediacom, la quinta compagnia di televisione via cavo più grande degli USA, ha costruito un impero partendo da zero. Ma la sua più grande passione è sempre stata il calcio, un amore coltivato fin da ragazzo e che lo ha portato prima a salvare dal fallimento i leggendari New York Cosmos nel 2017 e poi, il 6 giugno 2019, a coronare il sogno di acquistare la Fiorentina.
Un legame viscerale con Firenze e la Fiorentina
L’arrivo di Commisso a Firenze ha segnato una svolta per il club viola. Con il suo stile diretto, a tratti vulcanico ma sempre genuino, ha instaurato un rapporto viscerale con la città e i suoi tifosi. “Chiamatemi Rocco”, disse al suo arrivo, e così è stato. Un presidente presente, appassionato, che non ha mai esitato a metterci la faccia, sia nei momenti di gioia che in quelli di difficoltà. La sua presidenza, durata sei anni e mezzo, è stata un’altalena di emozioni: dalle gioie per le tre finali raggiunte (due di Conference League e una di Coppa Italia) ai dolori più profondi.
Indelebile resterà il dolore per la tragica e improvvisa scomparsa di Joe Barone, suo braccio destro e direttore generale del club, avvenuta nel marzo 2024. Un lutto che ha segnato profondamente Commisso, che considerava Barone “come un fratello”. Un altro grande rammarico è stata la mancata realizzazione di uno stadio di proprietà, una battaglia che ha combattuto con tenacia ma che ha definito “il mio più grande fallimento”.
L’eredità: il Viola Park, un gioiello per il futuro
Nonostante le difficoltà, l’eredità più grande e tangibile che Rocco Commisso lascia a Firenze è il Rocco B. Commisso Viola Park. Inaugurato nell’autunno del 2023 a Bagno a Ripoli, è considerato uno dei centri sportivi più moderni e all’avanguardia d’Europa, un vero e proprio gioiello che ospita le squadre maschili, femminili e giovanili del club. Un investimento imponente, “segno indelebile dell’affetto e della voglia di guardare al futuro dei giovani”, come ha sottolineato la famiglia nel comunicato ufficiale. Un progetto che incarna perfettamente la sua visione: costruire un futuro solido e sostenibile per la Fiorentina.
Il cordoglio unanime del mondo del calcio
La notizia della sua scomparsa ha suscitato reazioni commosse da tutto il mondo del calcio. La FIGC ha disposto un minuto di silenzio su tutti i campi. Messaggi di cordoglio sono arrivati da numerosi club di Serie A e internazionali, da presidenti, allenatori e giocatori.
- Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, lo ha definito “una persona di grande spessore umano e imprenditoriale”.
- Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha ricordato la vicinanza di visione e le iniziative condivise, sottolineando come Commisso abbia “costruito un percorso serio e coerente”.
- La Juventus ha espresso la propria vicinanza con un messaggio sui social: “Riposa in pace, Rocco”.
- Anche i New York Cosmos hanno ricordato il loro ex presidente come “un leader appassionato che ha dedicato la sua vita al calcio”.
Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha parlato di “un uomo di straordinaria energia e passione”, mentre il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha sottolineato come Commisso “ha amato Firenze e i fiorentini”.
Anche il mondo politico e istituzionale si è unito al dolore, riconoscendo in Commisso una figura che “lascia un segno indelebile nel calcio italiano”, come dichiarato dal presidente della FIGC, Gabriele Gravina. La famiglia, composta dalla moglie Catherine, con cui ha condiviso 50 anni di matrimonio, e dai figli Giuseppe e Marisa, ha ringraziato tutti per la vicinanza. Sarà ora la famiglia a portare avanti l’eredità del presidente, con il figlio Giuseppe già inserito nelle dinamiche societarie.
Rocco Commisso lascia un vuoto incolmabile, ma anche un’eredità fatta di passione, visione e un amore incondizionato per il calcio e per la sua Fiorentina. Un uomo che, partito dalla Calabria con una valigia piena di sogni, ha conquistato l’America per poi tornare e donare al suo Paese un pezzo del suo cuore, tinto di viola.
