Una coltre di silenzio e commozione ha avvolto Firenze. La notizia della scomparsa di Rocco B. Commisso, il vulcanico presidente della Fiorentina, ha scosso dalle fondamenta il cuore pulsante della città e del tifo viola. A 76 anni, l’imprenditore italo-americano, che aveva rilevato il club nel giugno del 2019, si è spento lasciando un vuoto incolmabile e un’eredità che va ben oltre i risultati sportivi. Il suo sogno più grande, il Viola Park, è diventato spontaneamente il santuario del cordoglio popolare, il luogo dove centinaia di tifosi si sono recati per un ultimo, silenzioso abbraccio.

All’ingresso del modernissimo centro sportivo di Bagno a Ripoli, da lui strenuamente voluto e inaugurato con orgoglio, l’immagine del Presidente campeggia sui monitor. Ai suoi piedi, un tappeto di fiori, molti dei quali viola, colore simbolo di una passione viscerale. Una sciarpa è stata delicatamente appoggiata sulla scritta monumentale che porta il suo nome, un gesto semplice ma carico di significato. E poi, tanti piccoli, grandi messaggi: “Grazie di tutto, Presidente”, “Unico”, e un conciso ma potentissimo “Grazie Rocco”, accompagnato da un cuore. È la testimonianza più autentica dell’impatto che Commisso ha avuto su una piazza che lo ha amato per la sua schiettezza, la sua passione e la sua incrollabile difesa dei colori viola.

Un Presidente dal Cuore Viola: L’Arrivo e la Rivoluzione

Quando Rocco Commisso sbarcò a Firenze nel 2019, la Fiorentina navigava in acque turbolente. L’entusiasmo della tifoseria era ai minimi storici, logorato da anni di gestioni poco ambiziose. Commisso, con il suo inconfondibile accento calabrese misto all’inglese del Bronx, rappresentò una rottura netta con il passato. “Mò vedi che si fa”, disse in una delle sue prime uscite, una frase diventata subito un mantra. Ha portato a Firenze non solo ingenti capitali, ma una visione, un’energia e una fame di vittoria che mancavano da tempo.

La sua presidenza è stata caratterizzata da:

  • Investimenti significativi: Dal mercato giocatori, con acquisti importanti come Nico González e Dusan Vlahovic (prima della sua cessione), al rinnovo delle infrastrutture.
  • Il sogno del Viola Park: Considerato il fiore all’occhiello della sua gestione, un centro sportivo all’avanguardia costato oltre 110 milioni di euro, pensato per unire prima squadra, settore giovanile e femminile, incarnando la sua idea di “famiglia viola”.
  • La battaglia per lo stadio: Un percorso a ostacoli, fatto di scontri con la burocrazia e la politica locale, per dare alla Fiorentina una casa moderna e funzionale. Una battaglia che, purtroppo, non ha potuto vedere conclusa.
  • Un rapporto diretto e passionale: Commisso non è mai stato un presidente da salotto. Ha vissuto le partite con trasporto, non ha mai avuto peli sulla lingua nel difendere la sua squadra e i suoi tifosi, spesso scontrandosi con il “palazzo” del calcio italiano.

Il suo approccio diretto, a volte considerato sopra le righe, ha creato un legame fortissimo con la gente di Firenze, che in lui ha visto non solo un proprietario, ma uno di loro, un combattente che lottava per la stessa maglia.

Il Lascito di Rocco: Viola Park e un Futuro da Scrivere

La scomparsa di Rocco Commisso apre inevitabilmente a interrogativi sul futuro della società. La famiglia, attraverso la moglie Catherine e il figlio Joseph, che ricopre già il ruolo di Direttore Generale, ha sempre mostrato grande attaccamento al progetto. La solidità di Mediacom, l’azienda di Commisso, garantisce stabilità economica, ma sarà la visione e la passione a dover essere portate avanti. Il Viola Park non è solo un complesso di campi e palestre, ma il simbolo tangibile della sua ambizione: creare un club sostenibile, vincente e radicato nel territorio. È da qui, da questo gioiello architettonico e funzionale, che la Fiorentina dovrà ripartire per onorare la memoria del suo presidente.

Il mondo del calcio italiano, dalla Lega Serie A ai singoli club, si è stretto attorno alla famiglia Commisso e alla Fiorentina. Messaggi di cordoglio sono arrivati da ogni parte, a testimonianza del segno che, nel bene e nel male, Rocco ha lasciato nel sistema. Un uomo che ha sempre combattuto per una maggiore trasparenza e per un calcio più equo, scuotendo spesso un ambiente restio al cambiamento.

L’Uomo Oltre il Presidente

Dietro il presidente passionale e l’imprenditore di successo, c’era la storia di un emigrante. Partito da Marina di Gioiosa Ionica, in Calabria, all’età di 12 anni, ha incarnato il classico “sogno americano”. Con tenacia e intelligenza ha costruito un impero, Mediacom, diventando uno degli uomini più ricchi d’America, senza mai dimenticare le sue origini. Questo profondo legame con l’Italia lo ha spinto a investire nel calcio, prima con i New York Cosmos e poi con l’amore della sua vita sportiva, la Fiorentina. La sua storia è un esempio di determinazione e di come, con il duro lavoro, si possano raggiungere traguardi impensabili. È anche questo che Firenze oggi piange: non solo un presidente, ma un uomo che ha dimostrato che i sogni, anche i più grandi, si possono realizzare.

Il silenzio fuori dal Viola Park è rotto solo dal vento e dal dolore composto dei tifosi. Quel “Grazie Rocco” scritto su un foglio di carta racchiude il sentimento di un’intera città. Un grazie per averci creduto, per aver lottato, per aver restituito l’orgoglio a un popolo che vive di calcio e passione. La partita più difficile, ora, sarà continuare a sognare senza il suo condottiero. Ma l’eredità di Rocco Commisso, impressa nel cemento del Viola Park e nei cuori dei tifosi, è una base solida su cui costruire il futuro.

Di nike

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