RIO DE JANEIRO – L’Unione Europea ha ufficialmente lanciato la sua sfida nella competizione globale per le risorse strategiche del XXI secolo, puntando dritto al cuore del Sud America. Con un annuncio che ridisegna gli equilibri geopolitici, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha reso nota da Rio de Janeiro l’apertura di negoziati con il Brasile per massicci investimenti congiunti in minerali critici. L’incontro con il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha fatto da cornice a questa iniziativa, che mira a garantire all’Europa un accesso privilegiato a litio, nichel e terre rare, elementi indispensabili per la transizione ecologica e la rivoluzione digitale.
La mossa europea, avvenuta alla vigilia della storica firma dell’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur ad Asunción, in Paraguay, non è casuale. Segna, infatti, un passo decisivo nella strategia di “de-risking” di Bruxelles, ovvero la riduzione della dipendenza da un singolo fornitore, la Cina, che oggi detiene una posizione quasi monopolistica nell’estrazione e, soprattutto, nella raffinazione di queste preziose materie prime.
Il Cuore della Strategia: Autonomia e Sicurezza
“La cooperazione sulle materie prime critiche sarà uno dei pilastri del nostro rapporto bilaterale”, ha dichiarato von der Leyen, sottolineando come l’obiettivo sia quello di rafforzare l’autonomia strategica europea. In un mondo segnato da crescenti tensioni sulle catene di approvvigionamento globali, l’accesso sicuro e sostenibile a queste risorse non è più solo una questione economica, ma di sicurezza nazionale e continentale. Questi minerali sono la linfa vitale per settori chiave dell’industria europea:
- Litio: componente essenziale per le batterie dei veicoli elettrici e i sistemi di accumulo energetico, cruciale per il successo del Green Deal europeo.
- Nichel: utilizzato nelle batterie ad alta densità energetica e in leghe speciali per l’industria aerospaziale e della difesa.
- Terre Rare: un gruppo di 17 elementi chimici fondamentali per la produzione di magneti permanenti usati in turbine eoliche, motori elettrici, smartphone, e tecnologie militari avanzate.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del Critical Raw Materials Act, il regolamento con cui l’UE ha fissato obiettivi ambiziosi per il 2030: estrarre sul suolo europeo il 10% del fabbisogno, raffinare in Europa il 40% dei materiali strategici consumati e riciclare il 25% del totale. L’alleanza con il Brasile diventa quindi un tassello fondamentale per diversificare le fonti di approvvigionamento estero, con il target di non dipendere da un singolo paese terzo per più del 65% del consumo annuo di una materia prima strategica.
Il Brasile: un Gigante Geologico al Centro della Scacchiera
La scelta del Brasile come partner strategico è tutt’altro che casuale. Il gigante sudamericano non è solo la più grande economia della regione, ma anche un vero e proprio tesoro geologico. Detiene infatti le seconde riserve mondiali di terre rare dopo la Cina, oltre a vasti giacimenti di litio (circa il 12% delle riserve globali), nichel (tra il 12% e il 17%), grafite e manganese. Questo potenziale, in gran parte ancora da sviluppare, rende il Brasile l’interlocutore ideale per l’Europa, che si propone non come un semplice acquirente, ma come un partner per lo sviluppo di progetti comuni di estrazione e raffineria, portando capitali, tecnologia e standard ambientali e sociali elevati.
Questa mossa si inserisce in una fase di forte interesse internazionale per il sottosuolo brasiliano. Anche gli Stati Uniti hanno manifestato un chiaro interesse, vedendo nel Brasile un’alternativa cruciale per allentare la morsa cinese sulle forniture tecnologiche. La competizione è aperta, e l’Europa sta giocando le sue carte migliori, legando la cooperazione sui minerali al più ampio accordo commerciale UE-Mercosur, definito da von der Leyen “vantaggioso per tutti”.
L’Accordo UE-Mercosur: la Cornice di un’Alleanza più Ampia
Dopo oltre vent’anni di complessi negoziati, l’accordo di libero scambio tra UE e Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) è finalmente giunto alla firma. Questo trattato creerà una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, aprendo un mercato di oltre 700 milioni di consumatori. Per l’Europa, significa l’abbattimento di dazi elevati su prodotti industriali come automobili e macchinari, mentre per i paesi del Mercosur rappresenta un accesso privilegiato al ricco mercato unico europeo.
Nonostante le preoccupazioni, soprattutto dal settore agricolo europeo, per la potenziale concorrenza sleale, la Commissione Europea ha difeso l’intesa come una risposta strategica a un mondo sempre più protezionista e instabile. L’accordo non è solo commerciale, ma profondamente politico: un’affermazione di fiducia nel multilateralismo e nella cooperazione in un’epoca di crescenti tensioni geopolitiche. È in questa cornice che l’intesa sui minerali critici acquista ancora più valore, diventando il pilastro industriale di un’alleanza politica ed economica rinnovata tra i due continenti.
