Un vero e proprio terremoto politico ha scosso la città di Salerno. Il sindaco Vincenzo Napoli, esponente del Partito Democratico, ha rassegnato le sue dimissioni in anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato, prevista per il 2027. Un atto che, di fatto, spalanca le porte a un clamoroso ritorno sulla scena politica cittadina: quello di Vincenzo De Luca, ex governatore della Campania e figura iconica della politica salernitana, famoso per il suo pugno di ferro che gli è valso il soprannome di ‘sindaco sceriffo’.

Le motivazioni ufficiali e i retroscena politici

In una lettera di meno di venti righe, Napoli ha attribuito la sua decisione a “nuovi scenari politici che impongono mutamenti radicali ed una rinnovata spinta propulsiva e progettuale”. Ha negato fermamente che la scelta sia stata dettata da pressioni esterne, in particolare da parte di De Luca, definendo tale ipotesi “assolutamente non vera”. Tuttavia, nel mondo politico e tra gli osservatori, pochi credono a questa versione. Le dimissioni sono viste come una mossa strategica per anticipare le elezioni comunali alla prossima primavera, consentendo così a De Luca, rimasto senza incarichi dopo la fine del suo mandato in Regione, di ricandidarsi alla guida della città che ha amministrato per quattro mandati.

Napoli, prima di formalizzare l’addio, ha riunito la sua giunta e presieduto l’ultimo Consiglio provinciale, carica dalla quale decade automaticamente con le dimissioni da sindaco. La Provincia sarà ora guidata dal vicepresidente Giovanni Guzzo. Per il Comune di Salerno si apre invece un periodo di commissariamento fino alle nuove elezioni. Le dimissioni diventeranno irrevocabili tra 20 giorni, come previsto dalla legge.

“La ricreazione è finita”: De Luca torna sceriffo

Vincenzo De Luca, pur non confermando ufficialmente la sua candidatura, ha lanciato segnali inequivocabili. Nella sua consueta diretta social del venerdì, parlando di Salerno, ha usato toni che sanno già di campagna elettorale. “La ricreazione è finita“, ha tuonato, annunciando un programma basato sulla linea dura per la sicurezza urbana. Tra le sue priorità, ha indicato la necessità di specializzare gli interventi della polizia municipale, anche con incentivi economici, per contrastare fenomeni di degrado, spaccio e microcriminalità. De Luca ha parlato di “reparti speciali” per la movida notturna e di tolleranza zero verso “lavavetri” e “ubriachi” che molestano i cittadini.

L’ex governatore non ha risparmiato critiche all’attuale amministrazione di Napoli, parlando di una città “marginalizzata” e attaccando il sindaco Gaetano Manfredi, sostenendo che l’unico ente ad aver realmente investito sulla città negli ultimi anni sia stata la Regione Campania con finanziamenti per sei miliardi di euro.

Le dure reazioni delle opposizioni

L’atto politico ha scatenato una bufera di polemiche da parte delle forze di opposizione, che hanno definito la vicenda “indecente” e “una farsa”. L’accusa principale è quella di una “concezione padronale delle istituzioni” e di aver piegato l’interesse pubblico a calcoli e ambizioni personali. Esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega hanno parlato di un’operazione di potere che “umilia Salerno” e “calpesta la volontà popolare”. Il senatore di FdI, Antonio Iannone, ha paragonato la dinamica tra Napoli e De Luca a quella storica tra Celestino V e Bonifacio VIII, accusando il PD di “giocare con le istituzioni come fossero il salotto di casa”.

Le critiche sottolineano come un sindaco regolarmente eletto sia stato di fatto “dimesso” per favorire il ritorno del suo predecessore e mentore politico, tradendo il mandato ricevuto dagli elettori e aprendo un vuoto istituzionale che danneggerà i cittadini. L’opposizione è determinata a vigilare e a chiedere agli organi competenti di fare luce su quanto accaduto, preparandosi a dare battaglia nelle prossime elezioni per offrire a Salerno “un’alternativa seria e credibile”.

Cosa succede ora: commissariamento e voto in primavera

Con le dimissioni di Vincenzo Napoli, il Comune di Salerno si avvia verso una fase di transizione. Una volta trascorsi i 20 giorni per l’irrevocabilità, il Prefetto nominerà un commissario che gestirà l’ordinaria amministrazione fino alle nuove elezioni. La tornata elettorale si terrà con ogni probabilità nella primavera del 2026, aprendo una campagna elettorale che si preannuncia infuocata e che vedrà, con quasi assoluta certezza, il ritorno in campo di uno dei protagonisti più discussi e carismatici della politica campana.

Di veritas

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