Il turismo dello shopping in Italia si conferma una leva economica fondamentale, specialmente durante il periodo dei saldi. Un recente focus realizzato da Confcommercio in collaborazione con Format Research ha delineato una mappa precisa delle abitudini di acquisto dei turisti nelle principali città italiane, rivelando un quadro complesso e ricco di spunti. Dall’analisi emerge una doppia leadership: se Firenze si laurea regina per la capacità di attrarre i visitatori all’interno dei negozi, è Milano a dominare incontrastata per valore dello scontrino medio. Un binomio, quello tra turismo e saldi, che si dimostra ancora una volta vincente e strategico per il tessuto commerciale del Paese.
La Sfida delle Metropoli: Chi Attrae di Più e Chi Fa Spendere di Più?
I dati parlano chiaro e mostrano dinamiche differenti tra le grandi città d’arte. Firenze si posiziona al primo posto per la cosiddetta “penetration rate”: ben il 42% dei turisti che visitano il capoluogo toscano varca la soglia di un’attività commerciale. Un dato che testimonia il fascino diffuso del suo centro storico, un vero e proprio centro commerciale a cielo aperto dove arte, artigianato e moda si fondono. Seguono a stretto giro Milano con il 38%, Napoli con il 35,8% e Roma, che si ferma al 33,8%.
Tuttavia, la classifica si ribalta quando si analizza la capacità di spesa. Qui, Milano si conferma la capitale indiscussa dello shopping di alta gamma: ogni turista nel capoluogo lombardo spende in media 184 euro. Questo primato è seguito da Firenze, con uno scontrino medio di 168 euro, e Roma con 162 euro. Più contenuta la spesa a Napoli, che si attesta su una media di 110 euro per turista.
Il Fascino Internazionale e il Trionfo del Made in Italy
Sul fronte della clientela internazionale, è Roma a confermarsi la meta più attrattiva. La Città Eterna attira il 34% dei turisti stranieri che fanno acquisti, consolidando il suo ruolo di magnete globale. Subito dopo si posiziona Milano con il 32%, seguita da Napoli (21%) e, a sorpresa, da Firenze con il 19%.
Ma cosa cercano questi visitatori? La risposta è inequivocabile: il Made in Italy. I grandi marchi dell’alta moda italiana restano la prima scelta per il 57,7% dei turisti, un dato in crescita di 2,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Questo dimostra la forza intramontabile dei nostri brand di lusso. Accanto a questi colossi, però, si fa strada una tendenza sempre più marcata verso l’autenticità e l’unicità. Cresce infatti l’interesse per i prodotti artigianali locali, scelti dal 23,8% degli acquirenti. Un segnale importante che indica una domanda turistica sempre più orientata verso la qualità, l’identità e il legame con il territorio.
Un Settore in Salute: La Voce dei Commercianti e il Fenomeno “Bleisure”
L’impatto positivo di questi flussi si riflette sull’umore dei commercianti. Secondo Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, “per quasi sei negozi su dieci le vendite sono in linea o migliori rispetto allo stesso periodo del 2025”. I risultati più performanti, non a caso, si concentrano proprio nelle città e nelle aree a forte vocazione turistica, dove l’effetto “shopping tourism” si è manifestato con maggiore evidenza.
Felloni sottolinea inoltre un’evoluzione cruciale nel profilo del turista. “Turismo e saldi si confermano un binomio vincente, ulteriormente rafforzato dal turismo business legato alle grandi fiere e agli eventi internazionali della moda, come Pitti, Milano Unica e la fashion week milanese”. Si assiste a una transizione da un turismo puramente leisure (di svago) a un modello ibrido, definito “bleisure” (business + leisure). Questo nuovo tipo di visitatore, che coniuga impegni di lavoro con momenti di piacere e shopping, rappresenta un sostegno fondamentale e costante per i consumi nei negozi fisici, contribuendo a destagionalizzare i flussi e a garantire una vitalità economica prolungata.
