Roma – “Milano Cortina? Arriveremo preparati e siamo pronti per essere dei protagonisti di successo”. Le parole, cariche di determinazione e fiducia, sono quelle di Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Pronunciate durante l’ottava assemblea di avvio dell’anno sociale dell’US Acli a Roma, queste dichiarazioni tracciano una linea netta sull’approccio italiano ai Giochi Invernali, ormai alle porte.
A quasi sette anni dall’assegnazione a Losanna, l’emozione lascia spazio alla concentrazione. “Ci siamo candidati sette anni fa e facevo parte della Giunta dell’epoca. La squadra che presentò il dossier era una bella squadra, il progetto fantastico e vincemmo“, ha ricordato Malagò. Un percorso lungo e non privo di ostacoli, come ha sottolineato lo stesso presidente del CONI in altre occasioni, menzionando l’impatto della pandemia e dei conflitti internazionali che hanno complicato l’iter e aumentato i costi. Malgrado tutto, il cronoprogramma è stato sostanzialmente rispettato, un risultato che infonde ottimismo.
L’arte italiana di organizzare grandi eventi
Uno dei punti di forza su cui Malagò fa leva è la riconosciuta capacità italiana nell’organizzazione di grandi eventi. “Uno dei pregi degli italiani è che siamo i secondi al mondo per l’organizzazione dei grandi eventi, dietro solo agli Stati Uniti“, ha affermato con orgoglio. Una tradizione di eccellenza che si rinnova, un “saper fare” che diventa garanzia di qualità e che mira a trasformare la pressione in energia positiva.
“È chiaro che abbiamo più pressioni di quando gareggiamo lontano da casa. Ma lo ribadisco: siamo pronti“, ha concluso il numero uno dello sport italiano. Questa pressione, derivante dall’ospitare un evento di tale portata, è vista non come un fardello, ma come uno stimolo a dare il massimo, a isolarsi dal contesto per concentrarsi sulla performance, sia essa agonistica o organizzativa.
Stato dei lavori: una corsa contro il tempo vinta
L’avvicinamento ai Giochi è stato caratterizzato da un’intensa attività infrastrutturale. Secondo i dati più recenti forniti da Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina), a fine ottobre 2025 risultavano completate 16 delle 98 opere totali previste, con molte altre in fase di esecuzione. Di queste, 31 sono considerate “propedeutiche” ai Giochi, ovvero essenziali per il loro svolgimento, e la maggior parte di esse è stata conclusa. Tra gli interventi più significativi figurano l’adeguamento dello stadio del biathlon di Anterselva, il Villaggio Olimpico di Cortina e la riqualificazione della storica pista da bob “Eugenio Monti”.
Non sono mancate le criticità, come i ritardi legati a questioni autorizzative o le discussioni sulla sostenibilità di alcuni impianti. Tuttavia, la macchina organizzativa ha dimostrato di procedere spedita, con l’obiettivo di lasciare un’eredità strutturale duratura ai territori coinvolti, ben oltre la cerimonia di chiusura.
Un’Olimpiade diffusa tra sfide e opportunità
Milano Cortina 2026 si caratterizzerà per essere una delle edizioni più estese geograficamente nella storia dei Giochi Invernali, coinvolgendo un vasto territorio che va dalla Lombardia al Veneto, passando per il Trentino-Alto Adige. Questa scelta, in linea con l’agenda del CIO sulla sostenibilità e l’utilizzo di impianti esistenti, ha sollevato interrogativi sulla logistica e sullo “spirito olimpico”. Critiche sono arrivate anche da media internazionali come il Washington Post, che ha evidenziato le potenziali difficoltà negli spostamenti tra le varie sedi di gara.
D’altra parte, questa conformazione rappresenta un’opportunità unica per mostrare al mondo la diversità e la bellezza di un’ampia porzione delle Alpi italiane, promuovendo un modello di Giochi che si integra con il territorio. Malagò stesso ha definito i futuri Giochi con tre parole chiave: Italianità, Eccellenza e Bellezza, sottolineando come l’evento possa diventare un volano per l’economia e lo sviluppo.
L’eredità dei Giochi: sport, cultura e sviluppo
Al di là delle due settimane di competizioni, l’obiettivo è lasciare un’eredità tangibile. Come ha spiegato Malagò in una recente sessione del CIO, sono già attivi numerosi progetti legati a legacy, educazione e cultura che stanno coinvolgendo migliaia di scuole e studenti, diffondendo i valori olimpici e paralimpici. La Fondazione Milano Cortina 2026 ha impostato un modello di “legacy integrato” ai territori, con oltre 330 progetti già avviati. Si tratta di un investimento sul futuro, che va dalle infrastrutture materiali alla crescita sociale e culturale delle nuove generazioni, nel segno dello sport come veicolo di crescita personale e collettiva.
