L’AQUILA – In una giornata dal forte valore simbolico, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dato il via ufficiale all’anno dell’Aquila come Capitale Italiana della Cultura 2026. La cerimonia solenne, tenutasi sabato 17 gennaio presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, ha visto la partecipazione delle più alte cariche istituzionali e ha acceso i riflettori non solo su una città, ma su un intero territorio che ha fatto della cultura il motore della propria resilienza e ricostruzione.

Il Discorso del Presidente: “Cultura è collante di civiltà e seme di pace”

Il cuore dell’evento è stato l’intenso e ispirato intervento del Capo dello Stato. “L’immenso valore della cultura risalta ancor di più in questo periodo storico che ci porta molteplici motivi di preoccupazione“, ha esordito Mattarella, facendo diretto riferimento alle tensioni globali. “Guerre, volontà di dominio sugli altri, strategie predatorie che pensavamo archiviate dal Novecento sono riapparse, con il loro carico di morte e devastazione“. In questo scenario, ha proseguito il Presidente, “la cultura è strumento principe di convivenza, di dialogo, di impegno di ricerca comune e dunque di pace“.

Mattarella ha definito la cultura come “motore e anche collante di civiltà“, un patrimonio che si arricchisce nello scambio e nel confronto. Investire in cultura, secondo il Presidente, significa “investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile. Vuol dire investire in democrazia“. Citando Ovidio, illustre figlio di queste terre, ha ricordato che “una speranza, se si presta fede per una volta, dura per lungo tempo“, legando indissolubilmente il futuro della città alla sua capacità di generare e condividere valore culturale.

Il Presidente ha inoltre sottolineato il legame virtuoso tra cultura ed economia, evidenziato dalla presenza del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rimarcando i benefici che quest’ultima trae da un settore culturale vivo e dinamico.

L’Aquila “Città Multiverso”: Un Modello per le Aree Interne

Il riconoscimento dell’Aquila non è un traguardo solitario, ma il punto di partenza per un progetto diffuso che coinvolge l’intero Appennino. Il dossier di candidatura, intitolato “L’Aquila città multiverso“, propone un modello policentrico che abbraccia i comuni della provincia e i territori montani circostanti, in un dialogo che si estende anche alla città di Rieti.

Come ha sottolineato il Capo dello Stato, questa nomina rappresenta un’opportunità per tutte le aree interne, che “a pieno titolo rivendicano il proprio ruolo essenziale nello sviluppo del Paese“. L’Aquila diventa così un laboratorio di rigenerazione urbana e sociale, un esempio di come la cultura possa trasformarsi in un’infrastruttura permanente di sviluppo, partecipazione e coesione.

  • Molteplicità territoriale: Coinvolgimento attivo dei comuni della provincia e delle aree montane.
  • Molteplicità sociale: L’Aquila come riferimento per le aree interne d’Italia.
  • Un programma corale: Oltre 300 eventi in 300 giorni per raccontare la rinascita di un territorio.

Una Cerimonia Corale per un Anno di Rinascita

La cerimonia inaugurale, condotta dalla giornalista Francesca Fagnani e dall’imprenditore Paride Vitale, è stata un’opera corale che ha intrecciato narrazione e musica. Sul palco, oltre al Presidente Mattarella, sono intervenuti il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Tutti hanno concordato sul significato profondo di questo riconoscimento, meritato sigillo di una “comprovata rinascita dalle macerie” del terremoto del 2009 e “scommessa vinta da una comunità operosa“.

La direzione artistica del maestro Leonardo De Amicis ha orchestrato un racconto che ha toccato le corde della memoria, della ricostruzione e della visione futura, con la partecipazione di artisti come Simone Cristicchi, Gianluca Ginobile de Il Volo e Giorgio Pasotti. La giornata inaugurale non si è esaurita con la cerimonia istituzionale, ma è proseguita nel pomeriggio con eventi diffusi in tutto il centro storico, trasformando la città in un palcoscenico a cielo aperto.

L’anno da Capitale Italiana della Cultura si preannuncia per L’Aquila non come una semplice celebrazione, ma come un impegno condiviso, un’occasione di crescita e un potente messaggio di speranza per l’intera nazione.

Di veritas

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