Una tranquilla mattinata in una villetta di Lonate Pozzolo, nel Varesotto, si è trasformata in uno scenario di violenza e morte. Un tentativo di furto è degenerato in una tragica rapina, culminata con il decesso di uno dei malviventi e il ferimento del padrone di casa, che ora si trova al centro di un complesso caso giudiziario che riaccende il dibattito sulla legittima difesa.
L’IRRUZIONE E LA VIOLENTA AGGRESSIONE
Era la tarda mattinata del 14 gennaio quando due uomini, convinti che l’abitazione fosse vuota, si sono introdotti in una villa in via Montello, nella frazione di Sant’Antonino. Dopo aver suonato ripetutamente il campanello senza ricevere risposta, hanno forzato una porta-finestra della cucina per entrare. All’interno, però, si trovava Jonathan Rivolta, un ricercatore di 33 anni, a casa reduce da un turno di lavoro notturno.
Svegliato dai rumori, il giovane è sceso al piano terra e si è trovato di fronte i due intrusi. Ne è nata immediatamente una violenta colluttazione. Rivolta è stato aggredito con calci e pugni, riportando ferite al volto e alla fronte, sbattendo violentemente la testa contro lo stipite di una porta. A quel punto, per difendersi, ha afferrato un coltello, descritto come parte di un kit da sopravvivenza per il trekking, e ha colpito uno degli aggressori.
LA FUGA E LA MORTE DEL RAPINATORE
Il rapinatore ferito, identificato come Adamo Massa, 37 anni, di origini sinti e con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, è fuggito insieme al complice. I due hanno raggiunto una terza persona che li attendeva in un’Audi scura all’esterno. La loro fuga si è conclusa davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Magenta, dove Massa è stato abbandonato in condizioni disperate. Nonostante i tentativi dei sanitari, per l’uomo non c’è stato nulla da fare ed è deceduto poco dopo a causa di una profonda ferita al torace.
Jonathan Rivolta, sotto shock e ferito, è stato soccorso e trasportato all’ospedale di Gallarate, dove è stato medicato per le contusioni e un taglio alla fronte.
LE INDAGINI E L’IPOTESI DELLA LEGITTIMA DIFESA
Le indagini sono coordinate dalla pm di Busto Arsizio, Nadia Calcaterra. Al momento, il fascicolo è stato aperto per tentata rapina pluriaggravata a carico di ignoti, e Jonathan Rivolta risulta essere la parte offesa. Gli inquirenti ritengono la sua versione dei fatti “credibile” e “compatibile con i rilievi”, rafforzando l’ipotesi della legittima difesa. Per fare piena luce sulla dinamica, è stata disposta l’autopsia sul corpo di Adamo Massa, che sarà eseguita il 22 gennaio.
I Carabinieri della compagnia di Busto Arsizio e del nucleo investigativo di Varese stanno lavorando per identificare i due complici in fuga. A tal fine, stanno esaminando attentamente i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona della villa e lungo il tragitto fino all’ospedale di Magenta, oltre ad analizzare i tabulati telefonici della vittima.
TENSIONI E REAZIONI
La notizia della morte di Adamo Massa ha scatenato momenti di alta tensione all’ospedale di Magenta. Un centinaio di parenti e conoscenti del 37enne si sono radunati presso la struttura, arrivando a danneggiare la porta d’ingresso del pronto soccorso nel tentativo di raggiungere la salma. L’intervento massiccio dei Carabinieri ha riportato la calma.
La vicenda ha avuto un’ampia eco mediatica e politica, riaprendo il dibattito sulla sicurezza e la legittima difesa. Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso “solidarietà a chi è stato aggredito in casa sua e si è difeso”. Anche esponenti locali e nazionali di Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno manifestato il loro sostegno a Rivolta, con quest’ultima che ha anche proposto una raccolta fondi per le eventuali spese legali. La famiglia del 33enne, pur provata, ha ringraziato per il sostegno ricevuto, mentre cresce il timore di possibili ritorsioni.
La comunità di Lonate Pozzolo si è stretta attorno a Jonathan Rivolta, descritto come un ragazzo pacifico e controllato, con due lauree e un dottorato, appassionato di arti marziali. La sindaca leghista Elena Carraro ha incontrato i genitori, assicurando il sostegno dell’amministrazione comunale.
