Dal cuore pulsante dell’ingegneria automobilistica britannica, una notizia scuote il mondo degli appassionati: il leggendario marchio Jensen è pronto a rinascere. Non si tratta di un’operazione nostalgia, né di un semplice “restomod”, ma della creazione di una granturismo (GT) completamente nuova, progettata da zero per incarnare lo spirito della sua antenata più celebre, l’iconica Interceptor. A orchestrare questo atteso ritorno è la Jensen International Automotive (JIA), azienda del Regno Unito già nota per i suoi meticolosi restauri, che promette una vettura ad altissime prestazioni che fonderà l’eleganza britannica con la brutale potenza di un motore V8.

Un Progetto “Clean-Sheet”: Oltre il Restomod

La JIA, con sede a Banbury nell’Oxfordshire, ha messo in chiaro fin da subito la natura del progetto. Come dichiarato da David Duerden, amministratore delegato dell’azienda, la nuova vettura “prende ispirazione dalla Jensen Interceptor lanciata 60 anni fa, ma non è assolutamente un ‘restomod’ o una ‘continuation’ e si affermerà con orgoglio come un’auto completamente nuova a sé stante“. Questo significa un design “clean-sheet”, ovvero un foglio bianco da cui partire per ingegnerizzare una GT moderna in ogni suo aspetto, pur mantenendo vivo il DNA stilistico e filosofico che rese grande il marchio. L’azienda ha creato una divisione interna dedicata specificamente allo sviluppo rapido di questo nuovo modello.

Il cuore del progetto sarà un telaio interamente in alluminio, una scelta che mira a garantire leggerezza e rigidità torsionale, elementi fondamentali per una dinamica di guida sportiva e precisa. L’immagine teaser diffusa dalla JIA svela una silhouette che omaggia le proporzioni classiche della Interceptor originale: un cofano lungo e slanciato, un abitacolo arretrato e una coda raccolta che richiama la distintiva linea fastback con il suo ampio lunotto curvo. Tuttavia, i dettagli suggeriscono un’aerodinamica moderna, con elementi come splitter anteriore e diffusore posteriore.

Il Ruggito del V8: Un’Esperienza di Guida Analogica

In un’epoca dominata dalla transizione elettrica, la scelta di JIA è una dichiarazione d’intenti audace e controcorrente. La nuova GT sarà spinta da un motore V8, definito “su misura” (“bespoke”), che promette di regalare emozioni pure e un sound inconfondibile. Sebbene non siano state ancora rilasciate specifiche tecniche definitive, questa decisione posiziona la vettura in una nicchia di mercato per puristi, alla ricerca di un’esperienza di guida “completamente analogica“. Si ipotizza che il propulsore possa essere un’evoluzione dei V8 americani, come i GM LS3, che JIA ha già utilizzato nei suoi progetti di restauro, magari in versione sovralimentata. La promessa di un’esperienza di guida coinvolgente fa sperare molti nell’opzione di un cambio manuale.

La produzione sarà rigorosamente artigianale e in serie ultra-limitata, con ogni esemplare assemblato a mano nel Regno Unito e destinato, almeno inizialmente, solo al mercato interno. Questo approccio esclusivo mira a creare un oggetto da collezione, un’auto per intenditori che sappiano apprezzare la cura del dettaglio e l’unicità di un prodotto non di massa.

Un’Eredità di Innovazione e Stile

Per comprendere appieno l’importanza di questo ritorno, è necessario fare un passo indietro nella storia. Fondata nel 1934 dai fratelli Alan e Richard Jensen, la Jensen Motors si è distinta per la sua capacità di unire l’eleganza del design (spesso di matrice italiana, come nel caso della Interceptor disegnata dalla Carrozzeria Touring) con la potenza dei motori V8 americani, principalmente Chrysler.

  • Le Origini: L’avventura iniziò con la modifica di modelli di serie e la costruzione di carrozzerie su misura, una delle quali per la star di Hollywood Clark Gable su telaio Ford V8, che diede grande notorietà all’azienda.
  • L’Innovazione della FF: La Jensen non fu solo stile, ma anche avanguardia tecnologica. La Jensen FF (Ferguson Formula), una variante della Interceptor, fu la prima auto di serie non fuoristrada al mondo a essere dotata di trazione integrale permanente e di un sistema di frenata anti-bloccaggio (ABS), precorrendo di decenni soluzioni tecniche oggi comuni.
  • I Modelli Iconici: Oltre alla Interceptor, la produzione Jensen include modelli come la C-V8 con carrozzeria in fibra di vetro e la sportiva Jensen-Healey, nata dalla collaborazione con Donald Healey e dotata di un motore Lotus.

Crisi e Tentativi di Rinascita

La storia della Jensen originaria si interruppe bruscamente nel 1976, vittima della crisi petrolifera del 1973 che rese i suoi potenti V8 insostenibili per il mercato, e di complesse vicende aziendali. Negli anni successivi ci furono diversi tentativi di rilanciare il marchio, come la produzione di un numero limitato di Interceptor Serie IV e della S-V8 con motore Ford tra la fine degli anni ’90 e il 2002, ma nessuno di questi riuscì a garantire una stabilità duratura. L’ultimo tentativo di rilancio risale al 2011, ma il progetto non vide mai la luce.

Oggi, grazie alla passione e alla competenza di Jensen International Automotive, che dal 2010 si dedica al restauro e alla modernizzazione delle Interceptor classiche, si apre un capitolo completamente nuovo. La presentazione ufficiale della nuova GT è attesa nel corso del 2026, e l’attesa tra gli appassionati è già altissima per scoprire se questa nuova creatura sarà degna della sua gloriosa eredità.

Di davinci

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