Firenze, cuore pulsante del Rinascimento, si è nuovamente trasformata nel palcoscenico globale della moda maschile con l’edizione 109 di Pitti Uomo. Tra i protagonisti più attesi, il designer israeliano basato a Parigi, Hed Mayner, ha catturato l’attenzione con una sfilata-evento che è stata una vera e propria dichiarazione poetica e concettuale. Scegliendo la suggestiva cornice della Palazzina Reale della stazione Santa Maria Novella, un capolavoro del Razionalismo italiano del 1935, Mayner ha orchestrato un dialogo tra la staticità dell’architettura e il flusso perpetuo del viaggio, tema centrale della sua collezione Autunno/Inverno 2026-27.

”Il movimento è centrale nel mio lavoro. È il punto di partenza delle collezioni”, ha dichiarato lo stilista, e questa filosofia si è tradotta in 35 look che hanno sfilato tra i marmi rossi e i parquet della storica location. La scelta non è stata casuale: l’edificio, incastonato tra i binari ferroviari e il fermento urbano, è diventato metafora di un’estetica in transito, di un guardaroba pensato per un’umanità dinamica e cosmopolita.

Architetture da Indossare: Una Nuova Silhouette

La collezione di Hed Mayner per l’Autunno/Inverno 2026-27 si distingue per un approccio quasi architettonico alla sartoria. Lo stilista, vincitore del prestigioso Karl Lagerfeld Prize di LVMH, esplora e sovverte le regole tradizionali del tailoring per creare un “nuovo linguaggio del corpo”. Le sue sono “costruzioni speciali”, abiti che non si limitano a vestire, ma che alterano e dialogano con la forma umana, creando silhouette inaspettate e cariche di energia.

Elemento chiave di questa visione è la costruzione delle spalle: ampie, esagerate, quasi di due taglie più grandi, proiettate in avanti per conferire al look una forza scultorea. Queste spalle monumentali si contrappongono a vite strette, definendo una silhouette a uovo che gioca con le proporzioni e sfida la gravità. Giacche, cappotti e pantaloni disubbidiscono alle convenzioni, attraverso pannelli che si intrecciano, drappeggi asimmetrici e volumi inusuali che generano un’oscillazione continua. Come ha spiegato lo stesso Mayner, l’intento è creare “una sorta di universo parallelo, in cui gli abiti dialogassero con il corpo, piuttosto che sovrapporsi ad esso”.

Materiali, Ispirazioni e l’Espansione della Donna

La maestria sartoriale, con una produzione interamente italiana, è evidente nella scelta dei tessuti. La flanella e il pied de poule sono i protagonisti, materiali classici reinterpretati in chiave contemporanea. A questi si affiancano lampi di luce inaspettati, come i leggings di paillettes argentate indossati sotto gonne kilt, sia per lui che per lei, a dimostrazione di una fluidità di genere sempre più presente nel percorso creativo del designer.

Con questa sfilata, infatti, la linea femminile si amplia e acquista un ruolo sempre più centrale, condividendo con il menswear la stessa ricerca di volumi e la stessa attitudine sartoriale. Le ispirazioni di Mayner sono eclettiche: dal rigore della sartoria tradizionale ebraica, che influenza le sue proporzioni ampie, all’arte minimalista di Agnes Martin, evocata nella precisione geometrica e spirituale delle forme. Cresciuto in un ambiente creativo, con una madre pittrice e un padre fabbro, Mayner ha coltivato fin dall’adolescenza la passione per la manualità, lavorando su pelle e gioielli, un’impronta che si ritrova nella meticolosa attenzione al dettaglio.

La Collaborazione con Reebok e gli Accessori

Da due anni, la visione di Hed Mayner si intreccia con il mondo dello sportswear attraverso la collaborazione con Reebok. Anche in questo ambito, il designer applica il suo approccio decostruttivista. Per la collezione, ha rieditato un modello d’archivio, l’NPC Insigna, sottoponendolo a lavaggi a caldo che ne hanno deformato la struttura, allungandola e rendendola quasi irriconoscibile. Questa sperimentazione si estende anche a mocassini classici e stivaletti country in pelle invecchiata, offrendo un’alternativa più tradizionale.

Anche gli accessori seguono la filosofia della modularità e della trasformazione. Le borse in pelle sono oggetti ibridi, dotate di inserti e tasche che permettono loro di cambiare funzione, diventando cartelle, portapillole o astucci.

I must-have per la stagione fredda secondo Mayner sono quindi chiari: pantaloni ampi, camicie morbide e giacche scultoree, capi che invitano a un’esperienza tattile e visiva, dove l’abito diventa uno spazio da abitare.

Di euterpe

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