Bari – Il nuovo corso della Regione Puglia, guidato dal presidente Antonio Decaro, muove i suoi primi passi in un clima già surriscaldato. A quasi due mesi dalla sua proclamazione, il neo-governatore ha ufficializzato la composizione della sua squadra di governo: una giunta di dieci assessori, composta da sei uomini e quattro donne, che cerca di bilanciare le diverse anime della maggioranza. Tuttavia, a tenere banco è la decisione, annunciata poco prima, di nominare il suo predecessore, Michele Emiliano, come consigliere giuridico della presidenza, un atto che ha immediatamente innescato un’aspra polemica politica.

La composizione della nuova Giunta Regionale

La squadra presentata da Antonio Decaro riflette un attento dosaggio politico. L’esecutivo, composto da otto consiglieri eletti e due assessori esterni, vede una predominanza del Partito Democratico, a cui vanno quattro assessorati chiave. Tre deleghe sono state assegnate alle liste civiche, una al Movimento 5 Stelle, una ad Alleanza Verdi e Sinistra, e un ruolo è stato affidato a un tecnico esterno. Il presidente Decaro ha scelto di mantenere per sé deleghe strategiche come la Programmazione economico-finanziaria, gli Enti Locali, la Comunicazione istituzionale e il Contenzioso.

Ecco la composizione nel dettaglio:

  • Cristian Casili (M5S): Nominato Vicepresidente, con deleghe al Welfare e allo Sport. Agronomo di professione, è alla sua terza legislatura in Consiglio regionale.
  • Donato Pentassuglia (PD): Assessore alla Salute e al Benessere, un ruolo cruciale, specialmente dopo la battuta di Decaro sul suo ritardo alla presentazione, legandolo ironicamente alle “liste d’attesa”.
  • Raffaele Piemontese (PD): Guiderà l’assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità.
  • Francesco Paolicelli (PD): A lui le deleghe all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale.
  • Debora Ciliento (PD): Si occuperà di Ambiente e Clima.
  • Graziamaria Starace (Lista Decaro Presidente): Nominata assessore al Turismo e alla Promozione.
  • Silvia Miglietta (Lista Decaro Presidente): Avrà le deleghe a Cultura e Conoscenza, Legalità e Antimafia sociale.
  • Sebastiano Leo (‘Per la Puglia’): Sarà assessore al Bilancio e al Personale.
  • Marina Leuzzi (esterna, in quota Avs): Guiderà l’Urbanistica e la Casa, una scelta per includere Avs, rimasta fuori dal Consiglio per un meccanismo elettorale.
  • Eugenio Di Sciascio (tecnico esterno): Ex rettore del Politecnico di Bari ed ex vicesindaco di Decaro, si occuperà di Sviluppo economico e Lavoro.

Il “Nodo Emiliano”: una scelta che divide

La vera scintilla della polemica è stata la nomina di Michele Emiliano a consigliere giuridico del presidente. Un ruolo che, secondo la nota ufficiale della Regione, lo vedrà impegnato nell’analisi di norme nazionali ed europee, con un focus su crisi industriali, politiche del lavoro, sociali e sicurezza urbana. Emiliano avrà anche funzioni di impulso per la stesura di leggi regionali e si occuperà della semplificazione normativa. Una posizione defilata rispetto a un assessorato, ma di indubbio peso strategico.

Decaro ha difeso con forza la sua decisione, sottolineando il legame e il debito politico verso il suo predecessore: “Se non ci fosse stato lui, io non sarei qui a fare il presidente della Regione, non avrei fatto il sindaco di Bari, e forse i progressisti non stavano al governo di questa regione”. Ha poi aggiunto: “Michele è stato e sarà un visionario, come quando parlava dell’alleanza con il M5s e oggi avremo l’onore di guidare insieme al Movimento questa squadra di assessori”. Pur ammettendo i litigi passati, Decaro ha ribadito che l’interesse della comunità ha sempre prevalso.

Le reazioni infuocate delle opposizioni

La nomina di Emiliano ha scatenato l’immediata e durissima reazione del centrodestra, che parla di un’operazione di facciata. Gli undici consiglieri di Fratelli d’Italia hanno commentato sarcasticamente: “Tu chiamala se vuoi discontinuità. Ma solo sulla carta, anzi solo nelle belle parole e nei like”. Secondo FdI, la scelta di Decaro segue lo stesso criterio del suo predecessore: “nominare i trombati e gli scontenti”. Il partito di Giorgia Meloni ha anche sollevato questioni economiche, paragonando i costi dei nuovi nove consiglieri a quelli dei ventuno di Emiliano, sostenendo che il peso sulle casse regionali rimarrà invariato.

Ancora più tagliente il commento di Forza Italia, che definisce la nomina un “capolavoro di cinismo politico”. Per i consiglieri forzisti, la mossa di Decaro dimostra che il suo unico obiettivo era “non essere offuscato da presenze ingombranti” e non certo realizzare la discontinuità promessa in campagna elettorale. Secondo questa interpretazione, Decaro avrebbe escluso Emiliano da un ruolo attivo nel governo, dandogli però una “pacca sulla spalla” per non prendere le distanze dall’esperienza passata.

Le promesse del neo-governatore

Nonostante le polemiche, durante la presentazione della giunta, Antonio Decaro ha cercato di guardare avanti, delineando la sua visione per la Puglia. Ha promesso di “tagliare dei privilegi” e ha chiesto ai suoi assessori due cose fondamentali: “lavorare tutto il giorno tutti i giorni dell’anno, e di lavorare da Santa Maria di Leuca al Gargano”. Ha assicurato che non esisteranno campanilismi né collegi elettorali, perché “la Puglia è unica e dobbiamo lavorare tutti insieme. La Puglia, per me, non ha colori e bandiere”. Un appello all’unità e al lavoro, nel tentativo di superare le divisioni e avviare una nuova stagione di governo per la regione.

Di veritas

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