Caracas, Venezuela – Si è conclusa positivamente la lunga e complessa vicenda che ha visto protagonista Luigi Gasperin, l’imprenditore italiano di 77 anni detenuto in Venezuela dallo scorso agosto. La notizia della sua liberazione è stata data dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, attraverso un messaggio su X (precedentemente noto come Twitter), che ha confermato come Gasperin sia ora “nella sede della nostra ambasciata a Caracas”. “Nei giorni scorsi avevamo ottenuto l’ordine di scarcerazione. Stanotte è uscito dal carcere”, ha aggiunto il ministro, sottolineando il successo dell’azione diplomatica italiana.

I dettagli dell’arresto e della detenzione

Luigi Gasperin, originario di Tortona in Piemonte, è un imprenditore di successo trasferitosi da tempo in Venezuela, dove ha fondato la Tecnica Petrolera Wlp, un’azienda specializzata in servizi per il settore petrolifero. La sua azienda, attiva da anni nel paese sudamericano, aveva ottenuto numerosi contratti con la compagnia petrolifera statale PDVSA, occupandosi principalmente di perforazioni di pozzi, un’attività che richiede l’uso di materiali esplosivi.

L’arresto di Gasperin è avvenuto il 9 agosto 2025 a Maturín, capitale dello stato di Monágas, a seguito di una perquisizione nella sede della sua società. Le accuse, secondo quanto trapelato, sarebbero legate proprio alla detenzione di materiale esplosivo, ipotizzando un suo coinvolgimento in un presunto complotto contro il governo di Nicolás Maduro. La figlia dell’imprenditore ha sempre respinto con forza tali accuse, definendo il padre “un uomo onesto, innocente, privato della libertà e del lavoro di una vita”. Anche le autorità italiane non hanno mai dato credito alla tesi del complotto. Durante la detenzione, sono emerse forti preoccupazioni per le sue condizioni di salute, dato che il 77enne soffre di patologie cardiache, ipertensione e difficoltà respiratorie.

Il ruolo della diplomazia e la liberazione

La liberazione di Gasperin è il risultato di un intenso e silenzioso lavoro diplomatico condotto dalla Farnesina e dalla rete consolare italiana a Caracas. L’ordine di scarcerazione era stato emesso già nei giorni precedenti, ma la sua esecuzione ha richiesto ulteriore tempo a causa di lungaggini burocratiche interne all’amministrazione venezuelana. La Farnesina ha comunicato che l’imprenditore è “provato ma in condizioni stabili”.

La sua scarcerazione si inserisce in un contesto più ampio di rilasci di detenuti, anche stranieri, da parte delle autorità venezuelane, un segnale interpretato da molti osservatori come un tentativo di apertura e dialogo con la comunità internazionale. Recentemente, infatti, sono stati liberati anche altri due cittadini italiani, il cooperante Alberto Trentini e l’imprenditore Mario Burlò.

La scelta di rimanere in Venezuela

A sorpresa, la Farnesina ha reso noto che Luigi Gasperin ha espresso la volontà di non rientrare immediatamente in Italia. L’imprenditore intende infatti tornare a Maturín per riprendere in mano le redini della sua azienda. Una decisione che, come sottolineato dai familiari, è dettata da un profondo senso del dovere e di responsabilità verso il proprio lavoro e i propri dipendenti, e che testimonia il forte legame costruito da Gasperin con il Venezuela nel corso degli anni.

La comunità di Tortona, città di origine della famiglia, ha accolto la notizia della liberazione con “sollievo e felicità”, come dichiarato dal sindaco Federico Chiodi, che ha ringraziato il governo e la diplomazia italiana per l’impegno profuso nel risolvere una vicenda che ha tenuto l’intera cittadinanza con il fiato sospeso.

Di atlante

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