ROMA – Emergono i primi, drammatici dettagli dall’esame autoptico eseguito sul corpo di Riccardo Minghetti, il sedicenne romano che ha perso la vita nella tragica notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Secondo le prime risultanze dell’autopsia, effettuata presso l’istituto di medicina legale del Policlinico Gemelli di Roma, il giovane sarebbe morto per un arresto cardiaco conseguente ad asfissia polmonare. Sul suo corpo sono state inoltre riscontrate lesioni da ustioni, che tuttavia non sarebbero state la causa diretta del decesso, e numerose ferite riconducibili a calpestamento.

Questi primi risultati, sebbene ancora parziali, iniziano a delineare un quadro terrificante degli ultimi istanti di vita di Riccardo e delle altre vittime, intrappolate nel locale “Le Constellation” mentre divampava un incendio devastante. Le lesioni da calpestamento suggeriscono una fuga caotica e disperata dalla folla in preda al panico, che cercava una via di salvezza dalle fiamme.

L’INCHIESTA E GLI ACCERTAMENTI IN CORSO

Per avere un quadro definitivo sulle cause della morte, sarà necessario attendere gli esiti degli esami tossicologici, radiologici e della TAC, disposti dal team di medici legali coordinati dal professor Antonio Oliva. Questi approfondimenti saranno cruciali per confermare l’asfissia come causa primaria del decesso e per analizzare la presenza di eventuali sostanze tossiche inalate. I risultati completi richiederanno alcune settimane, anche a causa del tempo trascorso dal giorno della tragedia, che rende più complesse le analisi sui tessuti.

L’esame autoptico è stato richiesto dalla Procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta per omicidio plurimo colposo, disastro, incendio e lesioni gravissime, aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. Questo fascicolo si affianca all’indagine già avviata dalle autorità svizzere, che vede indagati i gestori del locale. La giustizia italiana intende fare piena luce sulle responsabilità di una tragedia che ha spezzato la vita a sei giovani italiani. Oltre a Riccardo Minghetti, hanno perso la vita Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Sofia Prosperi ed Emanuele Galeppini.

LA TRAGEDIA DI CAPODANNO A CRANS-MONTANA

L’incendio è divampato poco dopo la mezzanotte del 1° gennaio 2026 nel locale seminterrato della discoteca “Le Constellation”, dove centinaia di giovani stavano festeggiando l’arrivo del nuovo anno. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero state innescate da alcune fontane pirotecniche utilizzate per festeggiare, che avrebbero incendiato il rivestimento del soffitto. Il bilancio finale della strage è pesantissimo: 40 morti e 116 feriti.

Le testimonianze e i video diffusi dopo la tragedia hanno evidenziato gravi carenze nelle misure di sicurezza del locale. In particolare, è emerso che una delle uscite di sicurezza sarebbe stata ostruita da un tavolino, rendendo ancora più difficile la fuga dei presenti. La tragedia ha scosso profondamente l’Italia e la Svizzera, portando alla proclamazione del lutto nazionale in Svizzera il 9 gennaio. Le istituzioni italiane, inclusa la Presidenza della Repubblica, si sono mobilitate per fornire assistenza ai feriti e ai familiari delle vittime, e il governo ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento in Svizzera.

IL DOLORE E LA RICHIESTA DI GIUSTIZIA

Mentre le indagini proseguono, resta immenso il dolore delle famiglie colpite da questa immane tragedia. I familiari delle vittime italiane hanno ricevuto il sostegno delle più alte cariche dello Stato e anche di Papa Francesco. La richiesta unanime è quella di ottenere verità e giustizia, affinché simili tragedie, definite dall’ambasciatore italiano in Svizzera “evitabili”, non accadano mai più. In Svizzera, l’avvocato di una delle famiglie ha richiesto la nomina di un procuratore speciale esterno al Canton Vallese per garantire la massima imparzialità nelle indagini, data la portata dell’evento e il coinvolgimento delle autorità locali nei controlli di sicurezza.

Di veritas

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