Il mondo dei motori è rimasto con il fiato sospeso fino all’ultimo. Le voci, i teaser, le speranze: tutto convergevano verso un’unica, gloriosa aspettativa per il Tokyo Auto Salon 2026: il ritorno della leggendaria Toyota MR2. Invece, con un colpo di scena degno del miglior stratega, il presidente di Toyota, Akio Toyoda, noto nell’ambiente delle corse con lo pseudonimo di “Morizo”, ha svelato qualcosa di completamente inaspettato, un veicolo che ridefinisce i confini tra lavoro, avventura e pura passione sportiva. Sul palco, sotto i riflettori, non c’era una coupé a motore centrale, ma un kei truck, un mini-camioncino tipico del mercato giapponese, radicalmente trasformato dalla divisione ad alte prestazioni Gazoo Racing (GR). Un gesto che, da un lato, ha spiazzato i puristi, ma dall’altro ha dimostrato ancora una volta la capacità di Toyota di innovare e, perché no, di divertirsi.
La promessa di Toyoda era stata chiara e volutamente ambigua: una novità “firmata da Gazoo Racing e dotata di motore centrale”. Tecnicamente, la promessa è stata mantenuta. Il veicolo svelato, il GR Hijet Morizo K-Trail, si basa sul Daihatsu Hijet, un piccolo veicolo commerciale che, per sua natura costruttiva, ha il motore posizionato centralmente, sotto i sedili della cabina. Ma le somiglianze con il modello di serie finiscono qui. Questo concept, che non vedrà mai la produzione di massa, è un pezzo unico destinato esclusivamente alle avventure fuoristrada del “Master Driver” di Toyota.
Una “faida familiare” tra Toyota e Daihatsu
La nascita di questo singolare veicolo è il risultato di una competizione interna, una “faida familiare” come l’ha definita lo stesso Toyoda, tra Gazoo Racing e Daihatsu, marchio parte del gruppo Toyota. A entrambi è stato chiesto di creare la propria interpretazione estrema del piccolo Hijet. Il risultato è una coppia di concept tanto diversi quanto affascinanti, che sono stati sottoposti al giudizio del pubblico del Salone. Alla fine, per una manciata di voti, il GR Hijet Morizo K-Trail ha prevalso sul rivale, con 3.579 preferenze contro le 3.520 dello Star Climber.
GR Hijet Morizo K-Trail: l’essenza del fuoristrada in miniatura
L’interpretazione di Gazoo Racing è un concentrato di aggressività e capacità off-road. Il GR Hijet Morizo K-Trail è stato progettato per affrontare i terreni più impervi, unendo l’anima delle kei car con lo spirito indomito dei mezzi da rally.
- Meccanica e Prestazioni: Sotto la cabina pulsa un motore tre cilindri da 660 cc, portato al limite legale di 64 Cv per le kei-car grazie all’aggiunta di un turbocompressore. L’impianto di scarico, con un tubo rivolto verso l’esterno, è un chiaro richiamo alla GR Corolla, sottolineando il DNA sportivo del progetto.
- Assetto e Sospensioni: Il veicolo è stato rialzato con un kit di sospensioni specifico che include ammortizzatori speciali. Un dettaglio da intenditori: gli ammortizzatori anteriori sono stati presi in prestito dalla coupé sportiva GR 86, a testimonianza della cura riposta nell’ottimizzazione della dinamica di guida.
- Estetica e Funzionalità: L’aspetto è dominato da pneumatici fuoristrada sovradimensionati, marchiati “Morizo”, che riempiono i passaruota allargati. Il frontale è stato completamente ridisegnato, con una griglia e un paraurti che si ispirano al design del potente Land Cruiser Serie 300. A completare il look da esploratore, una barra di luci a LED sul tetto, protezioni per la carrozzeria, portiere tubolari e un roll-bar posteriore.
- Interni: L’abitacolo è un inno alle corse, con quattro sedili avvolgenti da competizione dotati di cinture a quattro punti. La particolarità? Due sedili sono in cabina, ma altri due sono audacemente montati sul cassone posteriore, per offrire a passeggeri coraggiosi un’esperienza di viaggio a cielo aperto decisamente adrenalinica.
Hijet Jumbo Star Climber: l’avventura secondo Daihatsu
La risposta di Daihatsu, l’Hijet Jumbo Star Climber, pur condividendo la base di partenza, segue una filosofia differente. È un veicolo pensato più per l’avventura e le operazioni di soccorso in aree remote, unendo praticità e un look da “survival vehicle”.
- Design Open-Air: La modifica più radicale è la rimozione della cabina tradizionale, sostituita da un telaio tubolare che integra parabrezza e tetto, trasformandolo in un mezzo open-air. Questa struttura si collega a un robusto bull-bar anteriore e a un portapacchi posteriore, equipaggiato con sei faretti a LED.
- Assetto e Componenti: Anche qui troviamo un assetto rialzato di 100 mm, cerchi da 16 pollici con pneumatici Yokohama Geolandar e parafanghi allargati. Uno snorkel assicura la corretta aspirazione del motore turbo da 660 cc anche in condizioni estreme.
- Abitacolo e Funzionalità: L’interno ospita due sedili avvolgenti Bride con cinture Sabelt a quattro punti, pedaliera in alluminio e un pomello del cambio personalizzato. Sul cassone posteriore, una “kangaroo bar” e un vano di carico chiuso e bloccabile, pensato per contenere attrezzature specifiche come cingoli per l’asse posteriore.
E la nuova MR2? Il gioco di Toyota
La presentazione di questi due concept ha inevitabilmente lasciato una domanda nell’aria: che ne sarà della nuova MR2? La mossa di Akio Toyoda può essere interpretata come un magistrale “troll” ai danni di media e appassionati, un modo per mantenere alta l’attenzione e giocare con le aspettative. Tuttavia, non tutto è perduto. Molti analisti ritengono che questo sia stato solo un modo per alimentare l’hype, e che il progetto di una nuova sportiva a motore centrale sia ancora vivo e vegeto nei piani di Toyota. Dopotutto, l’azienda ha recentemente registrato nuovamente il marchio MR2 e continua a sviluppare prototipi ad alte prestazioni, come dimostra anche la GR Yaris Morizo RR presentata nello stesso salone. Il futuro delle sportive Toyota è ancora tutto da scrivere, e questo divertente intermezzo a base di kei truck non fa che renderlo ancora più interessante.
