FORLÌ – La terra è tornata a tremare in Romagna, con due forti scosse di terremoto avvertite distintamente dalla popolazione nella mattinata di oggi, poco prima delle 9:30. Gli eventi sismici, avvenuti a distanza di appena due minuti l’uno dall’altro, hanno interessato un’ampia area tra le province di Forlì-Cesena e Ravenna, causando paura e spingendo numerose persone a riversarsi nelle strade. Immediata la risposta del sistema di emergenza, con l’evacuazione di diverse scuole a scopo precauzionale e l’attivazione dei protocolli di sicurezza.
I dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Secondo i rilievi ufficiali diffusi dall’INGV, la sequenza sismica ha avuto inizio alle ore 9:27 con una prima scossa di magnitudo ML 4.3. L’epicentro è stato localizzato a 7 chilometri a sud-ovest di Russi, in provincia di Ravenna, con un ipocentro stimato a una profondità di circa 23 chilometri. A questa, è seguita una seconda scossa alle ore 9:29, di magnitudo ML 4.1, con epicentro a 8 chilometri a est di Faenza, sempre nel Ravennate, e una profondità di 22 chilometri. Gli esperti dell’INGV ritengono che i due eventi, molto ravvicinati nel tempo e nello spazio, siano collegati e che il secondo sia una replica del primo. L’area interessata è nota per la sua pericolosità sismica, come evidenziato dalle mappe nazionali.
La reazione della popolazione e le evacuazioni
Il sisma è stato avvertito in maniera netta in tutta la Romagna, da Forlì a Cesena, da Faenza a Rimini, e persino nel Bolognese e in alcune aree di Marche e Toscana. Il boato che ha accompagnato le scosse e il movimento sussultorio hanno generato momenti di grande apprensione. Molti cittadini, spaventati, hanno abbandonato le proprie abitazioni e i luoghi di lavoro per cercare riparo in spazi aperti, come Piazza Saffi a Forlì.
La priorità è stata immediatamente data alla sicurezza degli studenti. Come da prassi, in numerosi comuni, tra cui Forlì, Cesena, Ravenna e Imola, è scattata l’evacuazione degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Gli alunni sono stati radunati nelle aree di raccolta esterne in attesa delle verifiche strutturali da parte dei tecnici. In molti casi, dopo i controlli, gli studenti sono potuti rientrare in classe per proseguire le lezioni.
La risposta della Protezione Civile e delle Istituzioni
Il sistema di Protezione Civile si è attivato immediatamente. A Bologna è stata resa operativa la Centrale regionale, mentre i Centri Operativi Comunali (COC) sono stati aperti nei territori più vicini all’epicentro. Vigili del Fuoco e tecnici comunali hanno avviato un’intensa attività di sopralluogo per accertare l’eventuale presenza di danni a edifici pubblici, infrastrutture e al patrimonio culturale.
Il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, ha comunicato di aver riunito il Centro Operativo Comunale e attivato i tecnici per le verifiche su scuole e strutture pubbliche. “Al momento non sono emerse criticità, ma l’attenzione resta alta e le verifiche ispettive sono in corso”, ha dichiarato, rassicurando anche sulla stabilità delle strutture sanitarie e socio-residenziali. Anche la sindaca di Russi, Valentina Palli, ha confermato l’assenza di danni sul proprio territorio, invitando alla calma. Il presidente della Regione, Michele De Pascale, ha seguito costantemente l’evolversi della situazione in contatto con le autorità locali.
Verifiche e danni: la situazione attuale
Fortunatamente, nonostante la forte intensità delle scosse e la grande paura, le prime verifiche non hanno evidenziato danni strutturali significativi a persone o cose. I Vigili del Fuoco hanno effettuato decine di controlli nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna, escludendo criticità rilevanti. A Ravenna sono state monitorate in particolare le colonne di Piazza del Popolo, mentre a Forlì sono proseguiti i controlli su alcuni edifici pubblici, inclusa la sede comunale, e sui ponti di maggiore importanza.
La circolazione ferroviaria ha subito temporanee sospensioni sulle linee Bologna-Ancona, Ferrara-Rimini e altre tratte locali per consentire le necessarie verifiche tecniche all’infrastruttura, causando ritardi e cancellazioni. Il servizio è stato progressivamente ripristinato dopo il via libera dei tecnici.
