Roma – Una storia di coraggio, paura e, infine, di rinascita. Rosanna Banfi, amata attrice e figlia del celebre Lino, ha aperto il suo cuore nel salotto televisivo di “Storie al bivio”, raccontando a Monica Setta la sua seconda, difficile battaglia contro il cancro. Una testimonianza lucida e commovente che svela il lato più intimo di una donna forte, capace di trasformare l’angoscia in speranza grazie alla forza incrollabile dei legami familiari.
La scoperta e la paura: “L’ospite non invitato è tornato”
Tutto è iniziato la scorsa estate, con la scoperta di un nodulo durante un controllo di routine. “A luglio ho scoperto di avere un nodulo”, ha rivelato l’attrice durante l’intervista in onda su Rai2. Un fulmine a ciel sereno che ha riportato a galla le paure di sedici anni prima, quando aveva combattuto e vinto contro un tumore al seno. “Mi sono spaventata tantissimo. Ho temuto che il cancro, quello che era tornato ai polmoni dopo sedici anni da quello che avevo avuto al seno, fosse più grave”, ha confessato. Già a novembre, con un toccante post sui social, aveva annunciato il ritorno di quello che lei stessa definisce “l’ospite assolutamente non invitato”, spiegando che questa volta aveva “scelto un’altra stanza della mia casa”.
La diagnosi definitiva è arrivata solo dopo l’intervento chirurgico: si trattava di un tumore maligno. Un adenocarcinoma al polmone destro, come specificato in un’altra intervista. Fortunatamente, la diagnosi precoce si è rivelata fondamentale. “Solo dopo l’operazione ho saputo che era maligno, ma che non aveva assolutamente intaccato i linfonodi”, ha spiegato, sottolineando l’importanza della prevenzione e dei controlli periodici. Una notizia che ha portato un immenso sollievo, confermata poi dall’esito della TAC che l’ha dichiarata ‘pulita’.
La forza negli affetti: il pensiero della nipotina e il sostegno della famiglia
In un percorso così complesso, il sostegno della famiglia si è rivelato un pilastro insostituibile. Rosanna Banfi ha raccontato di aver affrontato l’operazione con una serenità inaspettata, aggrappandosi al pensiero più dolce: “Prima di addormentarmi con l’anestesia ho pensato alla cosa più bella del mondo, mia nipote Matilde”. Un’immagine di pura gioia che le ha dato la forza di superare la paura del tavolo operatorio.
Nelle lunghe settimane di attesa dei risultati, l’attrice ha potuto contare sull’amore incondizionato dei suoi cari. “A darmi la forza di aspettare quelle settimane sono stati mio marito Fabio, insieme a me da trentacinque anni, mia figlia Virginia, mio figlio e la mia nipotina”, ha raccontato. Un cerchio d’amore che l’ha protetta, senza mai farle pesare la preoccupazione che inevitabilmente attanagliava tutti, compreso il padre Lino. “Mio padre Lino era molto preoccupato, ma nessuno di loro me lo ha fatto capire”, ha aggiunto, evidenziando la delicatezza e il rispetto con cui la sua famiglia ha gestito la situazione.
La fine dell’incubo è stata celebrata con un momento di gioia e convivialità tipicamente pugliese: “Quando la Tac ha rivelato che ero ‘pulita’ abbiamo fatto una grande cena a base di orecchiette”. Un ritorno alla normalità, alla vita, suggellato dalla convinzione che una protezione speciale vegliasse su di lei: “Sono convinta che a proteggermi sia stata mia madre Lucia da lassù”.
Un messaggio di speranza e prevenzione
La storia di Rosanna Banfi non è solo il racconto di una battaglia personale, ma si trasforma in un potente messaggio di speranza per tutte le persone che affrontano un percorso simile. La sua determinazione, unita all’importanza fondamentale della diagnosi precoce e del supporto psicologico offerto dall’amore familiare, emerge come un faro. L’attrice, da sempre impegnata nella sensibilizzazione sulla prevenzione oncologica, con questa nuova testimonianza rafforza il suo ruolo di esempio, dimostrando che anche di fronte alle sfide più dure, la forza interiore e la rete di affetti possono fare la differenza. La sua vicenda sottolinea, ancora una volta, come la scienza e l’amore siano due alleati potentissimi nella lotta contro la malattia.
