VENEZIA – Il conto alla rovescia segna meno di due mesi all’inizio dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e l’attesa cresce, alimentata da una visione che promette di lasciare un’eredità ben più duratura delle medaglie. Durante la presentazione ufficiale delle cerimonie di apertura e chiusura, tenutasi a Palazzo Balbi a Venezia, il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, ha acceso i riflettori sul ruolo cruciale che il Veneto giocherà in questa manifestazione, un ruolo che va oltre la semplice ospitalità per diventare simbolo di unione e inclusione. “Il Veneto è protagonista assoluto“, ha dichiarato con enfasi Malagò, delineando una geografia dell’accoglienza che vede Venezia come hub principale per l’arrivo degli atleti e degli appassionati, Cortina come teatro delle competizioni e, soprattutto, Verona come fulcro simbolico e logistico dell’evento.
Le parole di Malagò risuonano con una forza particolare quando definisce Verona “non solo il luogo dove si celebra la cerimonia inaugurale, ma il link tra il mondo olimpico e quello paralimpico“. Una dichiarazione che svela uno degli “elementi fondamentali su cui abbiamo costruito il nostro masterplan“. L’Arena di Verona, monumento iconico e patrimonio UNESCO, non sarà solo una cornice spettacolare per la cerimonia di apertura del 6 marzo 2026, ma diventerà il primo sito UNESCO nella storia ad ospitare un evento paralimpico di tale portata, trasformandosi in un emblema di accessibilità e di superamento delle barriere, fisiche e culturali.
Un evento che riscrive la storia
Il presidente Malagò ha spinto la sua analisi ancora più in là, con un’osservazione destinata a far riflettere: “Milano Cortina sarà più importante per il mondo paralimpico che per quello olimpico“. Una prospettiva che capovolge la narrazione tradizionale, spesso relegando lo sport paralimpico a un ruolo secondario. La motivazione è chiara: mentre nel mondo olimpico le competizioni si susseguono a ritmo serrato, il mondo paralimpico “aspetta questo evento come l’evento“. È un’attesa carica di significato, un’opportunità unica di visibilità e celebrazione per atleti che incarnano i valori più puri dello sport: resilienza, determinazione e coraggio.
Questa edizione dei Giochi Paralimpici Invernali, in programma dal 6 al 15 marzo 2026, assume un valore ancora più profondo celebrando due importanti anniversari: i 50 anni dalle prime Paralimpiadi Invernali di Örnsköldsvik in Svezia nel 1976 e i 20 anni da Torino 2006. Un’occasione per misurare i progressi fatti e per guardare al futuro con rinnovato impegno. Come ha ricordato qualcuno, a Torino la diretta televisiva della cerimonia fu interrotta, un gesto oggi impensabile che testimonia la crescita esponenziale dell’attenzione e del rispetto verso il movimento paralimpico.
L’Arena di Verona: un simbolo di accessibilità e inclusione
La scelta dell’Arena di Verona per la cerimonia di apertura, intitolata “Life in Motion“, è una dichiarazione d’intenti. L’antico anfiteatro romano, che ospiterà anche la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, sta subendo importanti interventi per garantire la massima accessibilità. Non si tratta di meri adeguamenti tecnici, ma di un progetto di “accessibilità diffusa” che mira a rendere l’intera area, dalla stazione di Porta Nuova fino alla Gran Guardia, pienamente fruibile da tutti. Come sottolineato da Luca Zaia, Presidente del Consiglio regionale del Veneto, l’Arena diventerà “un monumento di storia pienamente fruibile anche da persone con ridotta mobilità: è un segno di civiltà, non un dettaglio tecnico“.
La cerimonia di apertura promette di essere un evento memorabile, un “inno alla vita e al movimento” che vedrà la partecipazione di talenti internazionali del calibro di Stewart Copeland, leggendario batterista dei Police, e i Meduza, trio italiano di produttori house tra i più ascoltati al mondo. La direzione artistica è affidata a Filmmaster, con Alfredo Accatino che promette uno spettacolo centrato sul movimento e sullo spazio, elementi che definiscono abilità e disabilità.
I numeri e l’eredità di Milano Cortina 2026
Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 vedranno la partecipazione di circa 650 atleti provenienti da 50 Paesi, che si sfideranno in 79 eventi da medaglia in sei diverse discipline. Si attendono oltre 400.000 spettatori e una copertura mediatica globale con più di un miliardo di contatti. Ma al di là dei numeri, l’obiettivo è lasciare un’eredità tangibile. “L’inclusione non è un’opzione“, ha affermato con decisione un rappresentante istituzionale, e queste Paralimpiadi vogliono esserne la dimostrazione concreta. La cerimonia di chiusura, “Italian Souvenir“, si terrà il 15 marzo al Cortina Curling Olympic Stadium e vedrà la partecipazione, tra gli altri, della cantante Arisa.
In conclusione, le parole di Giovanni Malagò a Venezia non sono state solo una presentazione formale, ma un manifesto programmatico. Hanno delineato la visione di un evento che vuole essere un punto di svolta, un’occasione per celebrare lo sport in tutte le sue forme e per promuovere una cultura dell’inclusione che parta da Verona per irradiarsi in tutto il Paese. Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 si candidano a essere non solo un grande spettacolo sportivo, ma un potente veicolo di cambiamento sociale e culturale.
