Sono ore cariche di trepidazione per circa 500mila studenti italiani che si apprestano ad affrontare l’Esame di Maturità 2026. L’attenzione è tutta rivolta verso il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) dal quale si attende, entro la fine di gennaio, il decreto che svelerà le discipline della seconda prova scritta e le quattro materie del colloquio orale. Quest’anno, l’attesa è particolarmente sentita poiché segna il debutto ufficiale della cosiddetta riforma Valditara, un pacchetto di novità che ridisegna in modo significativo l’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione.
Le novità principali della Maturità 2026
La riforma introduce cambiamenti sostanziali, con l’obiettivo dichiarato di valutare non solo le conoscenze, ma anche il grado di maturazione, autonomia e responsabilità degli studenti. Vediamo i punti salienti:
- Scelta delle materie anticipata: Una delle novità più rilevanti è la tempistica. Per la prima volta, una scadenza fissata per legge, il 31 gennaio, obbliga il Ministero a comunicare le discipline chiave dell’esame. Questo darà ai maturandi più tempo per organizzare lo studio in modo mirato.
- Il ritorno dell’ “Esame di Maturità”: Il nome stesso cambia, abbandonando la dicitura “Esame di Stato” per tornare a “Esame di Maturità”, un modo per sottolineare la valutazione complessiva della crescita personale dello studente.
- La seconda prova: Resta la prova d’indirizzo, diversa per ogni percorso di studi (ad esempio, Greco o Latino al Classico, Matematica o Fisica allo Scientifico). La novità sta nel fatto che la materia specifica sarà resa nota con largo anticipo. Per alcuni indirizzi, come i licei scientifici, la prova potrebbe includere anche quesiti di logica e comprensione del testo per saggiare le capacità di ragionamento critico.
- Il colloquio orale ripensato: Il cambiamento più discusso riguarda l’orale. Diventa obbligatorio e non verterà più su tutte le materie dell’ultimo anno, ma si concentrerà su quattro discipline specifiche scelte annualmente dal Ministero. Viene eliminato il materiale di partenza fornito dalla commissione, elemento che in passato generava ansia. L’obiettivo è trasformare l’interrogazione in un colloquio multidisciplinare che valuti le competenze trasversali e le esperienze maturate, come l’alternanza scuola-lavoro.
- Commissione più snella: La composizione della commissione d’esame viene ridotta, passando da sette a cinque membri: un presidente esterno, due commissari esterni e due interni per ogni coppia di classi.
Le polemiche e le preoccupazioni del mondo della scuola
Mentre gli studenti navigano tra ansie e ipotesi sui social, dal mondo accademico e docente si levano voci critiche. Il docente e scrittore Christian Raimo, attraverso i suoi canali social, ha espresso forte preoccupazione per l’incertezza che ancora aleggia sull’esame a pochi mesi dal suo svolgimento. “Ad oggi non sappiamo ancora come sarà l’esame di Maturità, che materie ‘usciranno’, come si dovrà interrogare, chi interrogherà”, ha scritto, sottolineando l’impatto negativo di questa situazione sulla didattica, generando “incertezza e svogliatezza”.
Raimo critica in particolare la svalutazione di alcune materie che, pur essendo parte del percorso formativo, vengono percepite come meno importanti perché escluse dalle prove finali. “Immaginate quanto sia facile spiegare Hegel a una quinta di scienze applicate, quando sono tutti ben consapevoli che filosofia non uscirà mai, è come se di fatto fosse una non materia”. La polemica si estende anche al ruolo crescente dei test Invalsi, visti non come strumento per migliorare la didattica, ma per valutare e classificare scuole e studenti, in un’ottica che, secondo Raimo, privilegia l’inserimento nel mercato del lavoro rispetto alla formazione di un pensiero autonomo e critico.
Anche le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria hanno espresso perplessità. Durante un recente incontro al Ministero, è stato evidenziato come la riduzione del numero dei commissari rischi di compromettere la corretta correzione degli elaborati scritti in alcune aree disciplinari. Inoltre, è stata sollevata la questione dell’esiguo margine di manovra del Ministero nella scelta delle quattro materie dell’orale, dovendo necessariamente includere le discipline delle prove scritte.
Cosa attendersi nelle prossime settimane
L’attesa è dunque per il decreto ministeriale che, entro il 31 gennaio, dovrà fare chiarezza su tutti gli aspetti ancora in sospeso. Il documento definirà:
- La materia della seconda prova scritta per ogni indirizzo.
- Le eventuali discipline della terza prova, dove prevista.
- Le quattro materie che costituiranno la base del colloquio orale.
- Le modalità precise di svolgimento dell’orale.
Nel frattempo, il Ministero ha già iniziato a lavorare sui decreti attuativi, come quello che aggiorna le aree disciplinari per la correzione delle prove, includendo i nuovi indirizzi come il Liceo del Made in Italy e il liceo scientifico a indirizzo sportivo. La Maturità 2026 si profila quindi come un banco di prova fondamentale per un sistema scolastico in evoluzione, un esame che cerca di bilanciare la necessità di una valutazione rigorosa con l’esigenza di valorizzare percorsi di crescita più complessi e personali.
