YANBU, ARABIA SAUDITA – Il deserto saudita, teatro per la settima volta consecutiva della leggendaria Dakar, regala un’emozione inaspettata e un brivido tricolore a sole tre tappe dalla conclusione. Con un colpo di scena degno della migliore tradizione motoristica, l’equipaggio italiano composto dagli altoatesini Josef Unterholzner e Franco Gaioni ha conquistato la seconda posizione nella classifica generale della Dakar Classic 2026. Un risultato eccezionale, frutto di costanza, abilità e di un inatteso sviluppo di gara che ha visto l’equipaggio spagnolo di Juan Morera e Lidia Ruba, precedentemente secondi, penalizzato pesantemente, spalancando così le porte del podio ai nostri portacolori.
A bordo del loro fidato e robusto Mitsubishi Pajero del R Team, Unterholzner e Gaioni stanno scrivendo una pagina memorabile del motorsport italiano. La loro gara, fin qui caratterizzata da una notevole regolarità con ben otto piazzamenti nella Top 10 di giornata, li aveva visti stazionare solidamente al terzo posto. Ora, questo balzo in avanti li proietta direttamente nella lotta per la vittoria, sebbene i leader della classifica, il lituano Karolis Raisys e il francese Cristophe Marques, mantengano un solido vantaggio di 259 punti.
Una Gara di Precisione e Resistenza: Il Fascino della Dakar Classic
È fondamentale ricordare che la Dakar Classic non è una gara di velocità pura, ma una competizione dove prevalgono navigazione, precisione e regolarità. Riservata ai veicoli che hanno fatto la storia del rally raid prima del 2000, questa categoria è un tributo alla meccanica, all’ingegneria e alla resilienza di mezzi e piloti. L’obiettivo non è arrivare primi al traguardo nel minor tempo possibile, ma rispettare medie di velocità imposte lungo il percorso, accumulando il minor numero di penalità. È una danza complessa tra uomo e macchina, un dialogo costante con il cronometro e la bussola tra le dune e le pietraie di un percorso che quest’anno si estende per quasi 8.000 chilometri, con partenza e arrivo a Yanbu, sul Mar Rosso.
In questo contesto, la performance di Unterholzner, ex consigliere regionale di Lana, e del navigatore bolzanino Gaioni assume un valore ancora più grande. La loro esperienza, già dimostrata con il decimo posto assoluto e la vittoria di classe nella passata edizione, si sta rivelando un’arma fondamentale. La loro capacità di interpretare il roadbook e di preservare la meccanica del Pajero, un’icona che ha vinto ben 12 edizioni della Dakar, è la chiave del loro successo.
La Classifica si Infiamma: Lotta Serrata per il Podio
La notizia della penalità inflitta all’equipaggio spagnolo Morera-Ruba ha rimescolato le carte in modo decisivo. Unterholzner e Gaioni si trovano ora secondi, con un margine di 20 punti sui nuovi terzi classificati. Ma la battaglia è tutt’altro che finita. Alle loro spalle, la pressione si fa sentire: i cechi Ondrej Klymciw e Josef Broz, vincitori dell’ultima frazione, si sono avvicinati pericolosamente, riducendo il loro distacco e confermando quanto la lotta per ogni singola posizione sia ancora apertissima. Addirittura, un altro equipaggio italiano dell’R Team, composto da Marco Ernesto Leva e Alexia Giugni, occupa la quarta posizione, sebbene con un distacco più consistente di 237 punti.
La spedizione italiana in Arabia Saudita, e in particolare quella del Trentino-Alto Adige, si sta dimostrando particolarmente nutrita e competitiva. Tra gli altri equipaggi regionali in gara figurano:
- Paolo Fellin e Werner Gramm, che hanno chiuso l’ultima tappa al 24° posto, risalendo fino alla 51ª posizione nella classifica generale.
- Lorenzo Delladio e Guido Guerrini, attualmente all’80° posto nella classifica complessiva.
Verso Yanbu: Le Ultime Sfide Decisive
Con solo tre tappe rimaste prima del traguardo finale di Yanbu, previsto per il 17 gennaio, la tensione è ai massimi livelli. Le ultime prove speciali saranno decisive e non ammetteranno errori. La navigazione si farà ancora più complessa e la stanchezza accumulata in quasi due settimane di gara metterà a dura prova la lucidità e la resistenza di piloti e mezzi. Per Josef Unterholzner e Franco Gaioni, l’obiettivo è ora difendere con le unghie e con i denti una seconda posizione che avrebbe il sapore dell’impresa, continuando a sognare un risultato che porterebbe l’Italia sul tetto della competizione più affascinante e massacrante del mondo.
