WENGEN, Svizzera – Una giornata destinata a rimanere negli annali dello sci italiano. Giovanni Franzoni, con una prestazione magistrale, ha conquistato una vittoria strepitosa nel SuperG di Wengen, centrando il suo primo successo in Coppa del Mondo. Il 24enne bresciano delle Fiamme Gialle, sceso con il pettorale numero 1, ha disegnato traiettorie perfette sull’iconica pista del Lauberhorn, fermando il cronometro su 1’45″19 e lasciandosi alle spalle l’austriaco Stefan Babinsky e lo svizzero Franjo Von Allmen. Un trionfo che conferma il talento cristallino di un atleta in crescita esponenziale, già capace di dominare le prove cronometrate della discesa nei giorni precedenti.
FRANZONI, IL RE DEL LAUBERHORN: UNA VITTORIA COSTRUITA SULLA FIDUCIA
La vittoria di Franzoni non è un fulmine a ciel sereno. Il giovane azzurro aveva già dimostrato un feeling eccezionale con la pista svizzera, siglando il miglior tempo in entrambe le prove della discesa. “Sono due giorni che provo solo a sciare sciolto e ordinato: questo ghiaccio mi piace e riesco ad essere efficace”, aveva dichiarato, pur senza nascondere una certa sorpresa per i suoi stessi risultati. La gara di oggi ha trasformato le buone sensazioni in una realtà trionfale. Partito per primo, senza riferimenti, ha sciato con una fluidità e una precisione impressionanti, costruendo il suo vantaggio metro dopo metro, specialmente nel tratto cruciale della Kernen-S. Nemmeno il leader di Coppa del Mondo, Marco Odermatt, ha potuto fare meglio, chiudendo al quarto posto e riconoscendo la superiorità dell’italiano: “Ho visto la tua gara. Sei il numero uno”, gli ha detto nel parterre d’arrivo. Si tratta della prima vittoria di un italiano in SuperG a Wengen e il primo successo stagionale per la squadra maschile.
Giornata sfortunata, invece, per Dominik Paris, uno dei favoriti della vigilia, scivolato sull’interno e uscito di scena dopo poche porte. L’altoatesino, che lamentava un fastidio alla caviglia dopo le prove, dovrà ritrovare la concentrazione in vista della massacrante discesa di sabato, sulla pista più lunga del circuito con i suoi quasi 4,5 chilometri.
AZZURRE JET A TARVISIO: LE SORELLE DELAGO BRILLANO NELLE PROVE, GOGGIA STUDIA LA “DI PRAMPERO”
Mentre gli uomini jet si sfidavano in Svizzera, le protagoniste della velocità femminile hanno preso confidenza con la pista “Di Prampero” di Tarvisio, che torna ad ospitare la Coppa del Mondo dopo 15 anni. Nelle prove cronometrate in vista della discesa di sabato e del SuperG di domenica, sono state le sorelle Delago a mettersi in particolare evidenza.
Nella seconda e ultima prova, Nicol Delago ha fatto segnare il miglior tempo in 1’45″32, precedendo di un soffio l’austriaca Nina Ortlieb (già la più veloce nella prima prova) e la slovena Ilka Stuhec. Ottima anche la prestazione della sorella Nadia, quarta, a dimostrazione di un eccellente stato di forma. “Oggi sono davvero contenta del feeling che ho avuto”, ha commentato Nicol, sottolineando il buon lavoro svolto sui materiali.
Più in ombra, per ora, la stella più attesa, Sofia Goggia. La campionessa bergamasca ha preferito non forzare, utilizzando le prove per studiare un tracciato nuovo per molte atlete. “La pista è bella ma la neve è molto soffice, penso che sia necessario diluire molto bene le pressioni in curva”, ha spiegato dopo la prima prova, ammettendo alcuni errori di linea. Anche nella seconda sessione, Goggia ha chiuso con un distacco significativo, ma la speranza è che stia gestendo le energie per dare il massimo quando conterà davvero. Buone indicazioni sono arrivate anche da Laura Pirovano, nona e soddisfatta del suo approccio alla pista friulana.
CONDIZIONI E PROSPETTIVE: GHIACCIO A WENGEN, NEVE SOFFICE IN FRIULI
Le condizioni delle piste si preannunciano come un fattore determinante per le gare del weekend. A Wengen, gli atleti hanno trovato un fondo molto duro e ghiacciato, condizioni che hanno esaltato le doti di scorrevolezza e precisione di Franzoni. A Tarvisio, invece, le temperature relativamente alte hanno reso la neve più soffice e lenta, costringendo le atlete a un lavoro più “morbido” e a una gestione attenta delle pressioni in curva, come sottolineato da Goggia e Pirovano. Il weekend si prospetta dunque ad alta tensione, con l’Italia che sogna di replicare l’impresa di Franzoni e di vedere le sue velociste protagoniste sul pendio di casa.
