I mercati finanziari globali hanno offerto oggi un quadro a due velocità, con le borse europee che hanno chiuso una seduta all’insegna dell’incertezza, mentre Wall Street ha proseguito la sua corsa al rialzo. A influenzare gli scambi sono stati una serie di fattori interconnessi: dai dati macroeconomici provenienti da Germania e Regno Unito, che segnalano un cauto ottimismo, ai risultati trimestrali di importanti istituti finanziari statunitensi, fino alle dinamiche settoriali che hanno visto brillare i produttori di semiconduttori e soffrire il comparto automobilistico.
Europa tra luci e ombre: Milano e Londra positive, Parigi e Madrid in calo
Nel Vecchio Continente, gli indici hanno seguito percorsi divergenti. Piazza Affari ha chiuso in territorio positivo, con il FTSE MIB che ha guadagnato lo 0,35%, e anche Londra ha mostrato un andamento solido, con il FTSE 100 in crescita dello 0,45%. Al contrario, Parigi (CAC 40) e Madrid (IBEX 35) hanno ceduto circa lo 0,2%, mentre Francoforte (DAX) è apparsa sostanzialmente invariata. Questa frammentazione riflette un clima di attesa da parte degli investitori, che soppesano le notizie positive sul fronte macroeconomico con le persistenti incertezze globali.
Un segnale particolarmente incoraggiante arriva dalla Germania, la cui economia ha mostrato segni di ripresa, uscendo ufficialmente dalla recessione. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio federale di statistica (Destatis), il PIL tedesco è aumentato dello 0,2% nel 2025, interrompendo una fase di stagnazione. A trainare la ripresa sono stati principalmente i consumi interni e la spesa pubblica, mentre l’export continua a mostrare segnali di debolezza. Anche dal Regno Unito giungono notizie positive, con un’economia che a novembre è cresciuta dello 0,3%, superando le stime degli analisti, grazie soprattutto alla ripresa del settore dei servizi.
Wall Street euforica grazie a banche e tech
Oltreoceano, il clima è decisamente più ottimista. Gli indici statunitensi hanno registrato guadagni significativi, con il Dow Jones in aumento dello 0,43% e il Nasdaq che ha fatto ancora meglio, con un progresso dello 0,77%. A sostenere l’entusiasmo degli investitori sono stati i solidi risultati trimestrali di alcuni dei più grandi nomi della finanza. BlackRock (+4,46%), il più grande gestore patrimoniale al mondo, Morgan Stanley (+3,4%) e Goldman Sachs (+2,11%) hanno tutti riportato utili superiori alle attese, beneficiando della buona performance dei mercati.
Il settore tecnologico, in particolare quello dei semiconduttori, ha vissuto una giornata di forti rialzi, trainato dalle previsioni positive di TSMC, il colosso taiwanese. Questo ha innescato un’ondata di acquisti sui titoli del comparto in tutto il mondo. In Europa, hanno brillato l’olandese Asm (+11,05%) e Asml Holding (+7,27%), insieme a Nordic Semiconductor (+3,45%) e all’italo-francese Stm (+1,35%).
Analisi dei settori: auto in affanno, banche in ordine sparso
Se il settore tecnologico festeggia, quello dell’automotive ha registrato una giornata difficile. I principali produttori europei hanno chiuso in rosso: Mercedes (-2,78%), Stellantis (-2%), Porsche (-1,56%) e Ferrari (-0,84%). Pesa sul comparto la crescente concorrenza e le incertezze legate alla transizione elettrica.
Anche il settore petrolifero ha sofferto, complice il calo del prezzo del greggio. A Piazza Affari, Eni ha perso il 2,2%, in linea con le altre major europee come BP (-2,15%), TotalEnergies (-1%) e Shell (-0,43%).
Andamento contrastato, infine, per il settore bancario. A Milano, Banco Bpm (+2,31%) e Unicredit (+1,89%) hanno guidato i rialzi. In particolare, Unicredit ha smentito categoricamente le indiscrezioni stampa relative a un possibile interesse per Mps, una mossa che sembra aver rassicurato il mercato. In territorio negativo, invece, la tedesca Commerzbank (-2,16%) e le italiane Mps (-1,56%) e Mediobanca (-0,78%).
Mercato obbligazionario e materie prime: scende lo spread, cala il greggio
Sul fronte del reddito fisso, si registra un’ottima notizia per l’Italia. Lo spread tra BTP decennali e Bund tedeschi è sceso ulteriormente, raggiungendo i 62,9 punti base secondo Bloomberg e addirittura 59,2 punti secondo Mts, toccando un minimo storico. Questo calo testimonia una crescente fiducia degli investitori nei titoli di stato italiani. Il rendimento del BTP a 10 anni è sceso al 3,44%, mentre quello del Bund tedesco è salito leggermente al 2,81%.
Per quanto riguarda le materie prime, il prezzo del petrolio greggio (WTI) ha subito un forte calo, scendendo del 4,63% a 59,14 dollari al barile. In controtendenza il gas naturale, che ha guadagnato il 2,43% a 32,59 euro al MWh. In lieve calo i metalli preziosi, con l’oro che cede lo 0,2% a 4.610,45 dollari l’oncia e l’argento che perde lo 0,85% a 90,35 dollari l’oncia. Sul mercato valutario, il dollaro si è rafforzato, con l’euro che scambia a 0,862 dollari.
