TORINO – Si è conclusa tra la Val di Susa e la prima cintura torinese la latitanza di due cittadini italiani, rispettivamente di 27 e 37 anni, ricercati dalla giustizia belga per una rapina commessa nell’estate del 2024. Gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia di Torino hanno eseguito un mandato di arresto europeo, emesso nel settembre scorso dalle autorità giudiziarie di Anversa, ponendo fine a una fuga durata mesi. I due uomini sono stati condannati in via definitiva a due anni di reclusione e a una multa di 1.600 euro per i reati di rapina, associazione a delinquere e minaccia.
Il colpo al “Tomorrowland”, tra musica e violenza
I fatti contestati risalgono al luglio del 2024 e si sono svolti in un contesto di festa e aggregazione internazionale: il “Tomorrowland”, uno dei più grandi e famosi festival di musica elettronica al mondo, che si tiene ogni anno nella cittadina di Boom, vicino ad Anversa, in Belgio. Secondo quanto ricostruito dalle autorità belghe, i due arrestati, in concorso con un terzo complice rimasto al momento ignoto, hanno approfittato della folla e della confusione per prendere di mira uno dei partecipanti. La vittima è stata minacciata e rapinata di una preziosa collana. Un atto predatorio fulmineo, consumato tra decibel e migliaia di persone, che non è però sfuggito alla giustizia.
Le indagini condotte in Belgio hanno permesso di identificare i due italiani come responsabili del crimine, portando alla loro condanna in via definitiva. Nonostante la sentenza, i due si erano resi irreperibili, cercando rifugio in Italia.
Il Mandato di Arresto Europeo: la giustizia senza frontiere
La cattura dei due latitanti è un esempio emblematico dell’efficacia della cooperazione giudiziaria all’interno dell’Unione Europea. Lo strumento chiave in questa operazione è stato il Mandato di Arresto Europeo (MAE). Istituito nel 2004, il MAE ha sostituito le lunghe e complesse procedure di estradizione tra gli Stati membri, creando un sistema di consegna semplificato e rapido. Un mandato emesso dall’autorità giudiziaria di un Paese UE è valido e direttamente esecutivo in tutto il territorio dell’Unione.
Nel caso specifico, una volta emesso il mandato dalla procura di Anversa, le forze di polizia italiane si sono attivate per la ricerca e la localizzazione dei condannati. Il lavoro meticoloso della Squadra Mobile di Torino ha permesso di rintracciare il 27enne in Val di Susa e il 37enne in un comune della prima cintura torinese, assicurandoli alla giustizia.
Le prossime tappe: l’estradizione
Dopo l’arresto, i due uomini sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria italiana. Sarà ora la Corte d’Appello di Torino a dover convalidare l’arresto e a decidere sulla consegna dei due condannati al Belgio, seguendo le procedure previste dalla legge italiana di recepimento del mandato d’arresto europeo (Legge 69/2005). Salvo ostacoli procedurali, i due uomini verranno trasferiti in Belgio per scontare la pena inflitta loro dalla giustizia di quel Paese, chiudendo definitivamente il cerchio su una vicenda di criminalità transfrontaliera.
