Milano – In un panorama digitale dove la trasparenza è diventata la nuova moneta di scambio per la fiducia degli utenti e dei regolatori, Elon Musk gioca una carta tanto audace quanto attesa. Con un annuncio che ha fatto il giro del mondo in pochi istanti, il patron di X ha dichiarato che l’algoritmo di raccomandazione della piattaforma, il cuore pulsante che decide cosa vediamo e quando, diventerà open source entro sette giorni. Una promessa di apertura che non si limiterà a un singolo evento: il codice, che governa sia i post organici sia quelli a pagamento, verrà aggiornato pubblicamente ogni quattro settimane, corredato da note esplicative per gli sviluppatori.
La pressione dell’Unione Europea e il Digital Services Act
Questa decisione non nasce in un vuoto pneumatico. Da circa un anno, l’Unione Europea ha intensificato il suo scrutinio su X, chiedendo a gran voce delucidazioni sul funzionamento dei suoi sistemi di raccomandazione. La mossa di Musk può essere interpretata come una risposta diretta e strategica alle crescenti pressioni esercitate da Bruxelles, in particolare nell’ambito del Digital Services Act (DSA), la normativa faro che impone alle grandi piattaforme online obblighi stringenti in materia di trasparenza e moderazione dei contenuti.
Le indagini della Commissione Europea si erano fatte più stringenti a gennaio del 2025, a seguito di alcune esternazioni di Musk a favore di partiti politici nel Regno Unito e in Germania, sollevando interrogativi sulla potenziale manipolazione algoritmica e sulla diffusione di disinformazione. La Commissione ha già sanzionato X con una multa di 120 milioni di euro per violazioni legate alla trasparenza, tra cui il sistema ingannevole delle spunte blu a pagamento e le barriere all’accesso ai dati per i ricercatori.
Il portavoce dell’esecutivo UE, Thomas Regnier, ha confermato che l’ordine di conservare “tutti i documenti e i dati interni” relativi alle indagini è stato esteso fino alla fine del 2026, un segnale inequivocabile della determinazione europea a fare piena luce sulle dinamiche interne della piattaforma.
Un precedente tentativo di trasparenza e i dubbi degli esperti
Non è la prima volta che Musk promette di aprire la “scatola nera” del suo social network. Già nel 2023, una parte del codice che gestisce il feed ‘Per Te’ era stata pubblicata su GitHub. Tuttavia, l’iniziativa era stata accolta con scetticismo dalla comunità di esperti e sviluppatori. Analisi approfondite, come riportato da Engadget, avevano evidenziato l’omissione di informazioni cruciali, rendendo di fatto impossibile una comprensione completa e autentica del funzionamento dell’algoritmo. Inoltre, quel codice non è mai stato aggiornato, perdendo rapidamente di rilevanza di fronte alle continue modifiche apportate alla piattaforma.
La nuova promessa, quindi, si carica di un’aspettativa maggiore. La regolarità degli aggiornamenti e le note a corredo potrebbero, se mantenute, rappresentare un vero passo avanti, consentendo a ricercatori, autorità e alla stessa comunità di utenti di monitorare l’evoluzione dei meccanismi di raccomandazione e di valutarne l’impatto.
L’ombra di Grok: l’IA che preoccupa i governi
Mentre X tenta di mostrarsi più trasparente sull’algoritmo principale, un’altra ombra si allunga sulla compagnia: Grok, il chatbot di intelligenza artificiale integrato nella piattaforma. Sviluppato da xAI, Grok è finito al centro di una tempesta mediatica e istituzionale a livello globale. Le accuse sono gravissime: lo strumento sarebbe stato utilizzato per generare materiale pedopornografico e deepfake a sfondo sessuale non consensuali, rimuovendo digitalmente gli abiti dalle fotografie di donne e minori.
La reazione delle autorità è stata immediata e severa:
- L’Unione Europea ha definito “illegale” e “disgustoso” il contenuto generato, ordinando a X di conservare tutti i dati relativi a Grok.
- Il Regno Unito ha avviato un’indagine formale attraverso l’autorità di regolamentazione dei media (Ofcom).
- Francia e Italia, tramite le rispettive procure e autorità garanti della privacy, hanno aperto fascicoli e inviato avvertimenti.
- Indonesia e Malesia hanno addirittura bloccato la piattaforma.
In risposta, X ha limitato la funzione di generazione di immagini ai soli utenti abbonati a pagamento, una mossa giudicata insufficiente da molti osservatori e che non ha fermato le indagini. La controversia su Grok mette in luce una sfida ancora più complessa: non basta rendere trasparente un algoritmo se gli strumenti ad esso collegati possono essere usati per scopi illeciti e dannosi. La responsabilità delle piattaforme si estende alla gestione dei rischi sistemici generati dalle proprie tecnologie, un principio cardine del DSA europeo.
Cosa significa un algoritmo open source? Implicazioni e prospettive
Dal punto di vista tecnico, rendere un algoritmo open source significa pubblicarne il codice sorgente, permettendo a chiunque di ispezionarlo, analizzarlo e persino suggerire modifiche. Per una piattaforma come X, questo potrebbe tradursi in diversi vantaggi:
- Aumento della fiducia: Mostrare apertamente le regole del gioco può placare le accuse di parzialità e manipolazione.
- Sicurezza collaborativa: Ricercatori indipendenti potrebbero identificare vulnerabilità o bias indesiderati, contribuendo a migliorare il sistema.
- Innovazione: La comunità di sviluppatori potrebbe studiare il codice per comprendere meglio le dinamiche dei social media e sviluppare nuove applicazioni.
Tuttavia, esistono anche dei rischi. La piena conoscenza dell’algoritmo potrebbe renderlo più facile da manipolare da parte di attori malintenzionati, che potrebbero sfruttarne le logiche per amplificare artificialmente la portata di determinati contenuti, come la disinformazione o lo spam. La sfida per X sarà quella di bilanciare trasparenza e sicurezza, fornendo un accesso significativo al codice senza esporre la piattaforma a nuove minacce.
La decisione di Elon Musk si inserisce in un dibattito cruciale sul futuro della governance di Internet. La mossa di X, spinta dalla fermezza europea, potrebbe creare un precedente importante, spingendo anche altre piattaforme a riconsiderare il loro approccio alla segretezza algoritmica. Il mondo osserva, in attesa di vedere se questa promessa di radicale trasparenza si tradurrà in un cambiamento concreto o se resterà, come in passato, un’abile mossa di comunicazione in un momento di crisi.
