MILANO – In una dichiarazione che segna un punto di svolta nella gestione delle conseguenze della tragedia di Capodanno a Crans-Montana, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha aperto alla possibilità che l’ente si costituisca parte civile nel procedimento giudiziario che cercherà di far luce sulle responsabilità del rogo. La tragedia, avvenuta nella notte di San Silvestro nel locale “Le Constellation”, ha causato la morte di 40 persone, tra cui sei giovani italiani, e il ferimento di altre 116.

“Se ci saranno le condizioni, ci costituiremo parte civile”, ha affermato Fontana a margine di un evento a Milano. Una dichiarazione cauta, che tiene conto della complessità della procedura penale svizzera, ma che al contempo invia un segnale forte di vicinanza e supporto alle famiglie delle vittime, molte delle quali provenienti proprio dal territorio lombardo.

La richiesta dalla Giunta e il legame con la Lombardia

L’iniziativa è stata sollecitata all’interno della stessa Giunta regionale. È stato l’assessore al Territorio e Sistemi verdi, Gianluca Comazzi, a chiedere formalmente al presidente Fontana di avviare una verifica tecnica e giuridica sulla fattibilità di tale azione legale. “Si tratta di una tragedia immane che ha coinvolto in maniera particolare la Lombardia e Milano, città di provenienza di due vittime, i sedicenni Chiara Costanzo e Achille Barosi”, ha sottolineato Comazzi. Oltre alle vittime, il legame con la regione è rafforzato dalla presenza di dodici giovani feriti, attualmente ricoverati presso l’ospedale Niguarda di Milano, centro di eccellenza per la cura dei grandi ustionati.

Il contesto giudiziario: un’indagine complessa tra Italia e Svizzera

La vicenda giudiziaria si sta sviluppando su un doppio binario. Mentre le autorità del Canton Vallese portano avanti l’inchiesta locale, che vede indagati i proprietari del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric, anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio. Questa mossa conferisce alla vicenda una dimensione internazionale, affiancandosi a iniziative analoghe di Francia e Belgio, paesi che contano loro cittadini tra le vittime. Anche il governo italiano, per voce del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha formalizzato l’intenzione di costituirsi parte civile, definendola una scelta “giusta” per onorare la memoria delle vittime e assicurare la presenza dello Stato in ogni fase del procedimento.

Le indagini in Svizzera si concentrano sulle gravi negligenze in materia di sicurezza che sarebbero emerse. Si parla di uscite di sicurezza bloccate, materiali non a norma e una generale sottovalutazione dei rischi, elementi che hanno trasformato una festa di Capodanno in una trappola mortale. I proprietari del locale sono al centro dell’inchiesta, con il Tribunale di Sion che ha convalidato l’arresto per Jacques Moretti a causa del concreto “pericolo di fuga”.

La procedura penale svizzera e il ruolo della parte civile

La costituzione di parte civile in un procedimento penale svizzero permette alla persona danneggiata, sia essa fisica o giuridica, di partecipare attivamente al processo. Questo ruolo consente di far valere le proprie pretese di risarcimento per il danno materiale e morale subito direttamente all’interno del procedimento penale, senza dover avviare una separata causa civile. La parte civile ha diritto di essere informata sugli sviluppi dell’indagine, di partecipare agli atti istruttori e di presentare le proprie conclusioni in dibattimento. La dichiarazione del governatore Fontana evidenzia la necessità di un’attenta valutazione legale, poiché la procedura richiede il rispetto di specifici requisiti formali e sostanziali previsti dal codice di procedura penale elvetico.

Una comunità in lutto alla ricerca di giustizia

La decisione della Regione Lombardia, qualora venisse confermata, si inserirebbe in un coro unanime di richieste di giustizia che si leva dalle famiglie delle vittime e dall’opinione pubblica italiana. I funerali dei giovani connazionali sono stati momenti di profondo dolore e commozione, durante i quali è emersa con forza la richiesta che vengano accertate tutte le responsabilità. “Strage evitabile, chiediamo giustizia”, sono state le parole dello zio di una delle vittime milanesi, un sentimento condiviso da un’intera nazione. L’impegno delle istituzioni, sia a livello nazionale che regionale, rappresenta una risposta concreta a questo bisogno di verità e un passo fondamentale per garantire che tragedie simili non abbiano a ripetersi.

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