Milano – Sembra ieri quando un piccolo uovo di plastica con uno schermo a cristalli liquidi catturò l’immaginazione di un’intera generazione. Era il 23 novembre 1996 quando Bandai lanciò in Giappone il primo Tamagotchi, un nome nato dalla fusione delle parole giapponesi “tamago” (uovo) e “uotchi” (orologio). Oggi, a trent’anni da quel giorno, l’animaletto virtuale non solo non è scomparso, ma dimostra una vitalità sorprendente, capace di evolversi e rimanere rilevante in un panorama tecnologico radicalmente trasformato. Con oltre 100 milioni di unità vendute in tutto il mondo, il Tamagotchi festeggia questo importante anniversario guardando contemporaneamente al passato, con operazioni nostalgiche, e al futuro, ispirando nuove forme di compagnia digitale basate sull’intelligenza artificiale.
Il Ritorno alle Origini e le Celebrazioni a Tokyo
Per celebrare il trentennale, Bandai Namco ha orchestrato una serie di iniziative che toccano il cuore dei fan della prima ora. In collaborazione con il colosso dell’abbigliamento Uniqlo, è stata lanciata un’edizione speciale del primo, iconico modello. Il Tamagotchi Original, disponibile per ora solo in Giappone, ripropone fedelmente il design a ovetto e lo schermo monocromatico in pixel art che hanno definito un’epoca. Questa operazione non è solo un tributo, ma un’affermazione di come un’idea semplice e potente possa trascendere i limiti tecnologici del proprio tempo.
Il cuore pulsante delle celebrazioni è però a Tokyo, patria del gadget, dove il Roppongi Museum ospita la “Tamagotchi Grand Exhibition”. Aperta dal 7 gennaio al 2 febbraio 2026, la mostra offre un’esperienza immersiva nella storia del pet virtuale, ripercorrendo le tappe di un’evoluzione lunga tre decenni. I visitatori possono esplorare installazioni interattive, ammirare le decine di modelli diversi lanciati negli anni e acquistare merchandise esclusivo, vivendo un vero e proprio viaggio nella memoria collettiva.
Dagli Infrarossi al Wi-Fi: Trent’anni di Evoluzione Tecnologica
La longevità del Tamagotchi risiede nella sua straordinaria capacità di adattamento. Se il modello del 1996 era un’esperienza solitaria, la vera svolta arrivò nel 2004 con il Tamagotchi Plus (noto in Occidente come Tamagotchi Connection). L’introduzione di una porta a infrarossi fu una rivoluzione: i piccoli alieni virtuali potevano finalmente interagire, giocare e persino “sposarsi”, creando una primitiva ma efficace rete sociale.
Da quel momento, l’innovazione non si è più fermata:
- 2008: Arriva il Tamagotchi Plus Color, che introduce per la prima volta uno schermo a colori, arricchendo l’esperienza visiva.
- Anni successivi: Modelli come il Tamagotchi 4U e il Tamagotchi m!x introducono meccaniche di “mixaggio” genetico, permettendo di creare generazioni di personaggi con tratti ereditati e di interagire con app per smartphone.
- 2021: Viene introdotto il pannello touch, modernizzando ulteriormente l’interfaccia.
- 2023: Con il Tamagotchi Uni, arriva la connettività Wi-Fi, che apre le porte al Tamaverse, un metaverso dove i pet virtuali di tutto il mondo possono incontrarsi e interagire.
- 2025: Il Tamagotchi Paradise segna l’apice di questo percorso, introducendo una “rotella dello zoom” che permette di interagire con la propria creatura su quattro livelli differenti, dalla scala cellulare a quella cosmica, e di gestire un intero pianeta di creature.
Il Futuro è Adesso: Sweekar e l’Eredità del Tamagotchi nell’Era dell’IA
Se il Tamagotchi ha definito il concetto di compagnia virtuale, la sua influenza è oggi più viva che mai. La dimostrazione più eclatante è arrivata dal CES 2026 di Las Vegas, dove la startup Takway ha presentato Sweekar, un dispositivo che raccoglie l’eredità del pet tascabile per proiettarla nel futuro dell’intelligenza artificiale. Sebbene non sia un prodotto ufficiale Bandai, Sweekar è un chiaro omaggio al suo predecessore spirituale.
Questo compagno tascabile di nuova generazione è dotato di un’IA avanzata, basata su una combinazione di modelli come Gemini e ChatGPT, che gli permette di interagire in modo profondo e personalizzato con il suo proprietario. Sweekar è in grado di riconoscere la voce, ricordare conversazioni passate, preferenze e stati d’animo, sviluppando una personalità unica basata sulle interazioni. Non si limita a chiedere cibo o attenzioni, ma comunica, racconta esperienze virtuali e cresce non solo emotivamente ma anche fisicamente, passando da un uovo a diverse fasi di vita. Un’evoluzione che solleva anche interrogativi importanti su privacy e dipendenza emotiva, ma che segna indiscutibilmente un nuovo orizzonte per il legame uomo-macchina.
Un Fenomeno Culturale Intergenerazionale
Il successo trentennale del Tamagotchi non è solo una questione di tecnologia, ma di fisica delle emozioni. Ha insegnato a milioni di bambini (e non solo) il senso di responsabilità, creando un legame affettivo reale con una creatura fatta di bit. Un rituale semplice – nutrire, pulire, giocare – che ha anticipato le dinamiche di cura e interazione che oggi caratterizzano i social network e il mondo digitale. Divenuto un’icona pop, un accessorio di moda e un fenomeno culturale di massa, il Tamagotchi ha dimostrato di essere un ponte tra passato e futuro, un oggetto capace di continuare a crescere, evolversi e, soprattutto, a richiedere ciò che ci rende umani: attenzione e affetto.
