ALBACETE – Notte fonda per il Real Madrid, che vive una delle pagine più amare della sua storia recente. A soli tre giorni dalla cocente sconfitta nella finale di Supercoppa Spagnola contro gli eterni rivali del Barcellona, i Blancos subiscono un’altra umiliante eliminazione, questa volta negli ottavi di finale di Coppa del Re. A compiere l’impresa è stato l’Albacete, club che milita in Segunda División, attualmente al 17° posto in classifica, capace di imporsi per 3-2 al termine di una partita epica e ricca di colpi di scena. Una sconfitta che rende l’esordio del nuovo allenatore, Álvaro Arbeloa, un vero e proprio incubo.
Un cambio in panchina che non porta la scossa
La settimana del Real Madrid era già stata turbolenta. Lunedì, il club aveva annunciato a sorpresa l’esonero di Xabi Alonso, arrivato solo sette mesi prima, pagando a caro prezzo la sconfitta con il Barcellona e, secondo indiscrezioni, una gestione non ottimale dello spogliatoio. Al suo posto, il presidente Florentino Perez ha promosso l’ex compagno di squadra e allenatore della squadra riserve, Álvaro Arbeloa, con l’obiettivo di dare una scossa immediata all’ambiente. La risposta del campo, però, è stata impietosa.
La cronaca di una disfatta annunciata
Allo stadio Carlos Belmonte, avvolto per lunghi tratti da una fitta nebbia, Arbeloa ha schierato una formazione con diverse seconde linee e alcuni giovani del Castilla, come Jorge Cestero e David Jimenez, ma anche con stelle del calibro di Vinicius Jr. e Fede Valverde. Tuttavia, fin dai primi minuti si è capito che per il Real Madrid non sarebbe stata una serata semplice. L’Albacete, spinto dal proprio pubblico, ha giocato con coraggio e senza timori reverenziali.
La partita si sblocca al 42′, quando Javi Villar, prodotto del vivaio del Real Madrid, porta in vantaggio i padroni di casa con un perfetto colpo di testa su azione da calcio d’angolo. La reazione del Real Madrid arriva in pieno recupero del primo tempo: al 45’+3, il giovane argentino Franco Mastantuono è il più lesto a ribattere in rete una respinta del portiere su un colpo di testa di Dean Huijsen, fissando il punteggio sull’1-1 all’intervallo.
Nella ripresa, ci si aspetterebbe un Real Madrid più determinato, ma è l’Albacete a continuare a credere nell’impresa. Dopo aver resistito alla pressione iniziale dei Blancos, la squadra di casa torna a colpire all’82’ con il neo-entrato Jefte Betancor, che con una precisa conclusione batte un incerto Andriy Lunin. Sembra finita, ma il Real Madrid ha un ultimo sussulto d’orgoglio. Al 91′, su un altro corner, Gonzalo Garcia trova il colpo di testa vincente che vale il 2-2 e sembra portare la sfida ai tempi supplementari.
Il colpo di grazia al 94′
Ma il destino aveva scritto un finale diverso, un finale da favola per l’Albacete e da incubo per il Real Madrid. Al 94′, in pieno recupero, l’eroe della serata, Jefte Betancor, si inventa un gol capolavoro: su un rapido contropiede, dopo una prima respinta, scavalca Lunin con un delizioso pallonetto che si insacca in rete, facendo esplodere di gioia il Carlos Belmonte e condannando il Real Madrid a un’eliminazione storica e umiliante.
Crisi Real: due trofei persi in quattro giorni
Questa sconfitta apre ufficialmente la crisi in casa Real Madrid. In appena quattro giorni, la squadra ha detto addio a due dei quattro trofei stagionali a cui poteva ambire. L’esonero di Alonso non ha portato i frutti sperati e ora per Arbeloa la strada si fa subito in salita. “In questo club anche un pareggio è una tragedia, quindi immaginatevi una sconfitta del genere”, ha dichiarato a caldo il neo-tecnico, assumendosi la piena responsabilità della disfatta. La squadra appare priva di identità, fragile mentalmente e con evidenti problemi tattici. Ora restano la Liga, dove i Blancos inseguono il Barcellona, e la Champions League per salvare una stagione che rischia di trasformarsi in un fallimento totale.
