In un contesto internazionale sempre più teso, il Messico riafferma con forza la propria autonomia in politica estera, confermando la decisione di mantenere gli invii di greggio a Cuba. La presidente messicana, Claudia Sheinbaum, ha difeso la scelta del suo governo definendola un atto di sovranità nazionale e precisando che si tratta di un aiuto consolidato nel tempo, non di una decisione recente. Questa presa di posizione giunge in un momento critico per l’isola caraibica, che sta affrontando una delle peggiori crisi energetiche della sua storia.
La Difesa della Sovranità Messicana
“Il Messico è un Paese sovrano, si tratta di una decisione di politica estera”, ha dichiarato la presidente Sheinbaum, sottolineando che ogni nazione ha il diritto di decidere come gestire le proprie risorse naturali, senza subire ingerenze esterne. Le sue parole tracciano una linea netta rispetto alle possibili pressioni, in particolare da parte degli Stati Uniti, che da oltre sessant’anni mantengono un rigido embargo economico, commerciale e finanziario contro Cuba, noto come “el bloqueo”. La leader messicana ha specificato che le forniture a Cuba si basano sia su contratti preesistenti sia su ragioni umanitarie, inquadrando l’operazione all’interno di una relazione storica di mutuo appoggio tra i due paesi.
Il Contesto: La Crisi Energetica Cubana e il Ruolo del Messico
Cuba sta attraversando una crisi profonda, caratterizzata da blackout prolungati che in alcune aree superano le 20 ore giornaliere, e da una cronica carenza di carburante. Questa situazione è il risultato di molteplici fattori: infrastrutture energetiche obsolete, la difficoltà nell’acquistare combustibile sui mercati internazionali a causa della mancanza di valuta e l’impatto delle sanzioni statunitensi. L’isola importa circa il 60% del combustibile che consuma, e gran parte di questo è destinato ad alimentare le vecchie centrali termoelettriche.
Storicamente, il principale fornitore di petrolio per Cuba è stato il Venezuela, ma la drastica riduzione delle spedizioni da Caracas, a sua volta colpita da una grave crisi produttiva e da sanzioni, ha lasciato un vuoto enorme. In questo scenario, il Messico è emerso come un fornitore di petrolio cruciale e strategico per la sicurezza energetica cubana. Dati recenti indicano un aumento significativo delle esportazioni messicane verso l’isola, con la compagnia petrolifera statale Pemex che ha inviato una media di circa 19.000-31.300 barili al giorno nel corso del 2024 e 2025.
Un Aiuto Umanitario con Implicazioni Geopolitiche
Il governo messicano definisce gli invii di petrolio come un “aiuto umanitario”, volto ad alleviare le sofferenze della popolazione cubana. Recentemente, la petroliera Ocean Mariner ha scaricato circa 86.000 barili di carburante nella baia dell’Avana, una boccata d’ossigeno per un sistema elettrico al collasso. Tuttavia, questa mossa non è priva di complessità e costi. Un’inchiesta ha rivelato che il valore del carburante inviato a Cuba in pochi mesi del 2025 potrebbe aver superato i 3 miliardi di dollari, gravando pesantemente sulle finanze già precarie di Pemex. Questa generosità ha anche attirato l’attenzione degli Stati Uniti, che in passato hanno già sanzionato la compagnia messicana per le sue donazioni all’isola.
Nonostante la retorica del presidente statunitense Donald Trump, che ha minacciato di “chiudere i rubinetti” a Cuba, l’amministrazione USA sembra per ora tollerare le forniture messicane, forse per evitare un collasso totale dell’isola che potrebbe innescare una crisi migratoria. La presidente Sheinbaum ha anche aperto alla possibilità che il Messico possa agire da mediatore tra Cuba e gli Stati Uniti, in un tentativo di de-escalation diplomatica.
Una Tradizione di Solidarietà Latinoamericana
La posizione del Messico non è estemporanea, ma si inserisce in una lunga tradizione di politica estera basata sul principio di non-intervento e sulla solidarietà con le altre nazioni latinoamericane. Il Messico è stato l’unico paese della regione a opporsi fin dall’inizio all’embargo contro Cuba e ha sempre mantenuto relazioni diplomatiche ed economiche con L’Avana. Questa politica è stata portata avanti da governi di diverso colore politico, a testimonianza di un legame profondo che va oltre le contingenze politiche del momento. Con questa decisione, il Messico non solo fornisce un aiuto vitale a un popolo in difficoltà, ma lancia anche un messaggio politico chiaro: la rivendicazione della propria sovranità e la volontà di perseguire una politica estera indipendente, basata sui propri valori e interessi strategici nella regione.
