MASSAFRA (Taranto) – Una scia di sangue ha macchiato la tranquillità delle campagne di Massafra, in provincia di Taranto, nella tarda serata di domenica 11 gennaio. Un giovane di 25 anni, Jabar Khel, di nazionalità afghana, è stato brutalmente ucciso a coltellate al culmine di una violenta lite. Le indagini dei Carabinieri, scattate immediatamente, hanno portato in poche ore al fermo del presunto responsabile: un suo connazionale di 27 anni, senza fissa dimora, rintracciato al termine di una serrata caccia all’uomo.
La brutale aggressione in Contrada Le Forche
Il delitto si è consumato in contrada Le Forche, una zona rurale alla periferia della cittadina ionica. Secondo le prime ricostruzioni, tutto sarebbe nato da un alterco per futili motivi tra la vittima e il suo aggressore, alla presenza di altri connazionali. Le parole avrebbero presto lasciato spazio alla violenza fisica, con calci e pugni, fino a quando il 27enne avrebbe estratto un’arma da taglio di grosse dimensioni, forse un coltello o un macete, colpendo ripetutamente Jabar Khel. I fendenti, inferti con ferocia alla nuca, all’addome, al collo e agli arti, si sono rivelati fatali.
Le urla disperate provenienti dalla campagna hanno allarmato i residenti della zona, che hanno immediatamente contattato le forze dell’ordine. Sul posto sono giunti in breve tempo i sanitari del 118 e i Carabinieri della Compagnia di Massafra. Le condizioni del 25enne sono apparse subito gravissime. Trasportato d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, ogni tentativo dei medici di salvargli la vita si è rivelato vano: Jabar Khel è deceduto poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso a causa delle profonde lesioni riportate.
Le indagini lampo e la cattura del presunto omicida
Mentre la vittima lottava tra la vita e la morte, il suo aggressore si era già dato alla fuga, facendo perdere le proprie tracce. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno immediatamente avviato una massiccia caccia all’uomo, setacciando le campagne circostanti e le gravine tipiche del territorio.
La svolta è arrivata nella serata di lunedì. Grazie alle testimonianze raccolte e ai rilievi tecnici effettuati sulla scena del crimine, i militari hanno delineato un quadro investigativo preciso, riuscendo a identificare il presunto autore del delitto. Una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile ha notato movimenti sospetti in un uliveto. Il 27enne, vistosi scoperto, ha tentato un’ultima, disperata fuga tra gli alberi, ma è stato raggiunto e bloccato dopo un breve inseguimento a piedi.
L’uomo è stato quindi sottoposto a fermo di indiziato di delitto con l’accusa di omicidio volontario e, al termine delle formalità di rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Taranto, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si attende ora l’esito dell’autopsia disposta sul corpo della vittima per avere ulteriori dettagli sulla dinamica del delitto.
Una giovane vita spezzata e una comunità sotto shock
La vittima, Jabar Khel, si trovava a Massafra da circa un anno ed era in attesa di regolarizzare la sua posizione con il permesso di soggiorno. Una giovane vita, come tante altre in cerca di un futuro migliore lontano dalla propria terra d’origine, spezzata da una violenza insensata. L’episodio ha profondamente scosso la comunità locale, riaccendendo il dibattito sulla gestione dei flussi migratori e sull’integrazione.
L’intervento rapido e coordinato di Carabinieri e Magistratura ha permesso di assicurare in poche ore il presunto responsabile alla giustizia, restituendo un primo segnale di sicurezza alla cittadinanza e confermando l’efficacia del controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. Resta, tuttavia, l’amarezza per una tragedia che lascia dietro di sé interrogativi e dolore.
