Il Marocco si è trasformato in un vero e proprio gigante della produzione cinematografica mondiale, un palcoscenico a cielo aperto dove i sogni dei più grandi registi prendono forma. Secondo i dati recentemente diffusi dal ministro della Cultura, Mohamed Mehdi Bensaid, il settore ha registrato un’ascesa vertiginosa: le riprese di produzioni straniere hanno generato la cifra record di 1,5 miliardi di dirham (circa 150 milioni di dollari) nel corso del 2025. Un dato che, se confrontato con i meno di 500 milioni di dirham registrati prima del 2021, testimonia una crescita sbalorditiva, con ricavi triplicati in appena quattro anni. Un successo che non è frutto del caso, ma di una strategia mirata a valorizzare un patrimonio paesaggistico e culturale unico al mondo, capace di attrarre le più ambiziose produzioni internazionali.
Il richiamo dei grandi maestri: Nolan sceglie il Marocco per la sua “Odissea”
A testimonianza del nuovo status del Marocco nell’olimpo del cinema, spicca la scelta di un regista del calibro di Christopher Nolan, che ha eletto il paese a location d’eccezione per il suo attesissimo kolossal “L’Odissea”. Le riprese dell’epica omerica, che vedono protagonisti stelle del calibro di Matt Damon e Zendaya, si sono snodate attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi del regno: dalla kasbah di Aït Benhaddou, patrimonio dell’UNESCO, alle ventose coste di Essaouira, dal vibrante cuore di Marrakech fino all’incantevole Duna Bianca di Dakhla. La troupe di Nolan ha saputo cogliere l’essenza di questi luoghi, trasformandoli in scenari perfetti per narrare le peripezie di Ulisse, in un dialogo continuo tra mito e realtà. Le prime immagini trapelate dai set hanno già acceso l’entusiasmo degli appassionati, promettendo un’opera di grande impatto visivo ed emotivo, la cui uscita è prevista per il 2026.
Ma “L’Odissea” è solo la punta di diamante di un movimento ben più ampio. Il Marocco ha infatti ospitato anche altre produzioni di rilievo, come il dramma ispano-marocchino “Sirāt”, acclamato in anteprima al Festival di Cannes 2025, e “Calle Málaga”, una coproduzione che ha brillato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Anche il piccolo schermo ha trovato nel paese nordafricano un set ideale: la seconda stagione della serie di Amazon Prime “The Terminal List” ha girato scene cruciali tra Marrakech, Casablanca e Tangeri, mentre il dramma d’azione britannico “Atomic” ha completato le riprese per la sua première su Sky Atlantic.
Un’industria in fermento: crescono le sale e il pubblico
L’eco del successo internazionale si riflette anche sul mercato interno. Il 2025 ha segnato un anno di grande vitalità per il cinema in Marocco, con un numero crescente di spettatori che affollano le sale. Circa 2,2 milioni di persone si sono recate al cinema, un dato che incoraggia nuovi e importanti investimenti nel settore dell’esercizio. Ne è un esempio lampante l’inaugurazione del nuovo multisala Pathé Dar Essalam a Rabat, un complesso moderno che testimonia la fiducia nel futuro del grande schermo. Il Centro Cinematografico Marocchino (CCM) continua a svolgere un ruolo cruciale in questo sviluppo, sostenendo attivamente la creazione e il rinnovamento delle sale cinematografiche attraverso commissioni dedicate.
Questo fermento culturale trova la sua massima espressione nel Festival Internazionale del Film di Marrakech, un evento che ha ormai consolidato la sua posizione come uno dei più prestigiosi nella regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa). La 22ª edizione, tenutasi tra novembre e dicembre 2025, ha registrato un’affluenza record, proiettando oltre 80 film provenienti da più di 30 paesi e attirando più di 47.000 spettatori. Con una giuria di caratura internazionale presieduta dal regista sudcoreano Bong Joon Ho, vincitore dell’Oscar per “Parasite”, e un programma ricco di incontri e workshop, il festival si è confermato un crocevia fondamentale per il dialogo tra culture e un trampolino di lancio per i nuovi talenti del cinema mondiale.
Un modello di sviluppo culturale ed economico
La crescita esponenziale dell’industria cinematografica in Marocco non rappresenta solo un successo culturale, ma anche un potente motore di sviluppo economico. L’impatto sul territorio è tangibile, con la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo di professionalità specializzate e un indotto significativo per il settore turistico. Il paese, da sempre terra di grande fascino e ispirazione per artisti e viaggiatori, ha saputo trasformare la sua bellezza in un asset strategico, diventando una “Hollywood africana” che attrae capitali e talenti da ogni angolo del globo. Un modello virtuoso che dimostra come la cultura, e il cinema in particolare, possano essere leve fondamentali per la crescita e l’affermazione di una nazione sulla scena internazionale.
