Un colloquio telefonico di circa 45 minuti tra il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha riacceso i riflettori sull’asse strategico tra Brasilia e Mosca. La conversazione, avvenuta su iniziativa brasiliana secondo quanto riportato dal Cremlino, non è stata una mera formalità diplomatica, ma un denso scambio di vedute che ha toccato i pilastri della loro cooperazione bilaterale e le più delicate questioni dello scacchiere internazionale. Al centro del dialogo, come confermato dal Palazzo di Planalto, i preparativi per un appuntamento chiave: l’ottava Commissione Bilaterale di Alto Livello Brasile-Russia, fissata per il prossimo 5 febbraio.
Una Cooperazione a 360 Gradi: la Commissione Bilaterale
L’incontro del 5 febbraio si preannuncia come un momento fondamentale per “dinamizzare” una partnership già solida. La riunione, che si terrà in formato ibrido – con sessioni sia virtuali che in presenza a Brasilia – vedrà la partecipazione di figure di primo piano dei rispettivi governi. A co-presiedere i lavori saranno il vicepresidente brasiliano, Geraldo Alckmin, e il primo ministro russo, Mikhail Mishustin. L’importanza attribuita all’evento è sottolineata dall’impegno, preso da Putin su richiesta di Lula, di inviare una delegazione russa di alto livello nella capitale brasiliana.
Le aree prioritarie sul tavolo sono vaste e strategiche, a testimonianza della profondità delle relazioni tra i due giganti. L’agenda includerà:
- Commercio: Il Brasile è un partner commerciale di primo piano per la Russia in America Latina. Si punterà a espandere ulteriormente gli scambi, che già vedono i fertilizzanti russi come un elemento cruciale per l’agribusiness brasiliano.
- Agricoltura: Collaborazione tecnologica e apertura di nuovi mercati per i prodotti agricoli di entrambi i paesi.
- Difesa: Cooperazione in un settore storicamente rilevante per le relazioni bilaterali.
- Energia: Progetti congiunti, con un focus particolare sull’energia nucleare per scopi pacifici.
- Scienza e Tecnologia: Scambio di know-how e sviluppo di iniziative comuni in settori ad alta innovazione.
- Educazione e Cultura: Rafforzamento dei legami tra i popoli attraverso programmi di scambio e iniziative culturali.
Questa vasta gamma di temi evidenzia la volontà di entrambi i Paesi di costruire un partenariato strategico sostenibile e multi-settoriale, come già sottolineato in passato dal Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.
La Scacchiera Globale: Venezuela e il Ruolo dei BRICS
Oltre ai temi bilaterali, la telefonata è stata un’occasione per un fitto scambio di valutazioni sulla situazione internazionale. Un punto di particolare convergenza è stata la “preoccupazione per la situazione in Venezuela“. Entrambi i leader, secondo le note ufficiali, hanno ribadito “l’importanza che l’America del Sud e i Caraibi continuino a essere zone di pace”. Questa posizione condivisa riflette un approccio comune che privilegia la tutela della sovranità statale e degli interessi nazionali della Repubblica Bolivariana, in opposizione a interventi esterni.
Il dialogo ha inevitabilmente toccato il ruolo del blocco dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica e i nuovi membri Egitto, Etiopia, Iran ed Emirati Arabi Uniti) come attore chiave per un nuovo ordine mondiale. Lula e Putin hanno concordato sulla necessità di rafforzare le istituzioni di governance globale, con un riferimento esplicito alle Nazioni Unite e al suo Consiglio di Sicurezza. Questa posizione non è nuova: da tempo i Paesi BRICS premono per una riforma dell’ONU che renda il Consiglio di Sicurezza più rappresentativo degli attuali equilibri geopolitici, superando una struttura ritenuta obsoleta e dominata dagli interessi occidentali.
L’intesa tra Lula e Putin si inserisce in un contesto più ampio in cui i BRICS cercano di porsi come un’alternativa all’egemonia occidentale, promuovendo il multilateralismo e la de-dollarizzazione degli scambi commerciali. Il recente summit di Kazan, in Russia, ha consolidato questo percorso, dimostrando la capacità di Mosca di non essere isolata e il crescente peso del “Sud Globale” sulla scena mondiale.
Implicazioni Geopolitiche ed Economiche
Il consolidamento dell’asse Brasile-Russia ha implicazioni significative. Dal punto di vista economico, rafforza una relazione commerciale vitale per entrambi. Per il Brasile, garantisce l’accesso a input strategici per il suo potente settore agricolo. Per la Russia, rappresenta un partner affidabile in un continente chiave, aggirando le sanzioni occidentali.
Dal punto di vista geopolitico, la sintonia tra Lula e Putin sul Venezuela e sulla riforma della governance globale invia un messaggio chiaro: entrambi i Paesi sono determinati a perseguire una politica estera autonoma e a promuovere un mondo multipolare. La loro collaborazione all’interno dei BRICS è lo strumento principale per raggiungere questo obiettivo, sfidando l’ordine internazionale a guida statunitense e proponendo un modello alternativo basato sulla cooperazione tra economie emergenti. Sebbene esistano differenze e rivalità interne al blocco, come quella tra Cina e India, la frustrazione comune verso l’attuale assetto globale agisce da potente collante.
In conclusione, la telefonata tra i due presidenti non è stata solo un preludio all’incontro di febbraio, ma la riaffermazione di una visione comune che vede Brasile e Russia come protagonisti attivi nella costruzione di nuovi equilibri di potere globali.
