MILANO – In una serata più complessa del previsto, l’Inter strappa con le unghie e con i denti tre punti che pesano come un macigno sulla corsa scudetto. A San Siro, contro un Lecce rimaneggiato ma mai domo, decide il guizzo di un giovane talento, Francesco Pio Esposito, che al 78′ firma l’1-0 e lancia i nerazzurri in una prima, vera fuga. La squadra di Cristian Chivu si laurea campione d’inverno, approfittando del passo falso del Napoli e portandosi a +6 sul Milan e sugli stessi partenopei.
UNA GARA SOTTOTONO, RISOLTA DAI CAMBI
Non è stata l’Inter brillante e travolgente ammirata in altre occasioni. Le scorie del pareggio contro il Napoli si sono fatte sentire, e neanche l’ampio turnover operato da Chivu è bastato a restituire freschezza alla manovra. Con diversi titolari a riposo, tra cui Lautaro Martinez inizialmente in panchina, i nerazzurri hanno faticato a trovare ritmo e spazi contro la solida organizzazione difensiva del Lecce di Di Francesco.
Il primo tempo è stato avaro di emozioni. L’Inter ha provato a partire forte, con un colpo di testa impreciso di Thuram e un destro di Bonny che ha impegnato Falcone. Proprio il portiere salentino è stato uno dei protagonisti della serata, autore di diversi interventi decisivi. La squadra di casa, però, è apparsa lenta e prevedibile, commettendo troppi errori in fase di costruzione. Due episodi hanno acceso le polemiche in campo: prima un’ammonizione per simulazione a Thuram, poi un rigore concesso a Bonny e successivamente revocato dal VAR dopo una lunga revisione. Il Lecce, dal canto suo, si è difeso con ordine, sfiorando addirittura il colpaccio con un pallonetto di Sottil che ha fatto correre un brivido lungo la schiena dei tifosi presenti a San Siro.
LA SVOLTA DALLA PANCHINA
La ripresa non ha offerto un cambio di copione immediato. L’Inter ha continuato a faticare, pur rendendosi pericolosa in un paio di occasioni con Barella e Diouf, ma Falcone ha risposto presente. La scossa è arrivata dalla panchina. Chivu ha gettato nella mischia forze fresche: Frattesi, Luis Henrique e, soprattutto, Francesco Pio Esposito. L’ingresso del giovane attaccante e, poco dopo, quello di Lautaro Martinez, hanno aumentato il peso offensivo dei nerazzurri. Ma è stato il Lecce a creare l’occasione più nitida, con un inserimento di Siebert fermato solo da una parata provvidenziale di Sommer.
Nel momento di maggiore difficoltà, è emersa la legge non scritta del calcio: gol sbagliato, gol subito. Scampato il pericolo, l’Inter ha trovato la rete che ha sbloccato la partita. È stato proprio il duo entrato dalla panchina a confezionare l’azione decisiva: Esposito ha servito Lautaro, il cui tiro al volo è stato respinto da Falcone. Sulla ribattuta, il più lesto di tutti è stato ancora Francesco Pio Esposito, che con un “mancino sporco” ha insaccato, facendo esplodere di gioia San Siro. Un gol cercato, voluto e pesantissimo, il primo in campionato a San Siro per il classe 2005. L’ex attaccante dello Spezia ha poi sfiorato la doppietta personale con un destro a giro terminato di poco a lato.
FUGA E STATISTICHE DA RECORD
Il finale ha visto il Lecce tentare un assalto disperato, con anche il portiere Falcone a proiettarsi in avanti su un calcio d’angolo, ma il risultato non è cambiato. L’Inter ha conquistato una vittoria sofferta ma fondamentale, che consolida il primato e permette di guardare con maggiore serenità alle prossime sfide. Con questo successo, i nerazzurri hanno raggiunto almeno 15 vittorie dopo 20 gare stagionali di Serie A per la quinta volta nell’era dei tre punti a vittoria. Si tratta inoltre della settima vittoria consecutiva contro il Lecce in Serie A, eguagliando una striscia positiva che risaliva al periodo tra il 1991 e il 1999. La solidità difensiva si conferma un punto di forza: per la sesta volta consecutiva in casa contro i salentini, la porta nerazzurra è rimasta inviolata.
