Milano – Serviva una scintilla, un colpo di coda, il guizzo del campione o la fame di un giovane talento per scardinare il muro eretto da un Lecce eroico e disciplinato. Per 78, lunghissimi minuti, San Siro ha trattenuto il fiato, ha spinto, sofferto e temuto la beffa. Poi, come spesso accade nel calcio, è stato l’uomo che non ti aspetti a cambiare il copione di una partita bloccata, a trasformare una serata complessa in un’esplosione di gioia nerazzurra. È Pio Esposito, il più giovane dei fratelli terribili del calcio italiano, a firmare l’1-0 che decide il recupero contro i salentini e che, soprattutto, proietta l’Inter in orbita, lanciandola nella prima vera mini-fuga del campionato.

LA PARTITA: MURO GIALLOROSSO E PAZIENZA NERAZZURRA

Simone Inzaghi lo sapeva: contro questo Lecce, organizzato e compatto, sarebbe servita pazienza e qualità. I nerazzurri si presentano con il consueto 3-5-2, ma fin dalle prime battute il copione è chiaro. Il possesso palla è quasi un monologo interista, ma un monologo sterile, che si infrange sistematicamente sulla doppia linea difensiva disegnata con perizia tattica dal tecnico dei pugliesi. Lautaro Martinez, costantemente raddoppiato, fatica a trovare spazi vitali, mentre i tentativi dalla distanza di Calhanoglu e Barella non impensieriscono più di tanto un attentissimo Falcone.

Il Lecce, dal canto suo, non rinuncia a ripartire. Con la velocità di Banda e la fisicità di Krstovic, i salentini provano a pungere in contropiede, creando qualche apprensione alla retroguardia di casa, oggi apparsa meno impeccabile del solito. Il primo tempo si chiude così a reti bianche, tra gli applausi di incoraggiamento del pubblico e qualche fischio di impazienza, con la sensazione crescente che per sbloccare il risultato servisse una giocata diversa, un cambio di ritmo.

LA SVOLTA DALLA PANCHINA: ENTRA ESPOSITO, CAMBIA L’INTER

Nella ripresa, la pressione dell’Inter si fa più asfissiante. La squadra di Inzaghi alza il baricentro, schiacciando il Lecce nella sua metà campo. Le occasioni iniziano a fioccare: un colpo di testa di Acerbi su calcio d’angolo, una conclusione velenosa di Dimarco, ma Falcone si dimostra insuperabile, abbassando la saracinesca con interventi di grande spessore. Il cronometro scorre inesorabile e lo spettro del pareggio, ghiotta occasione per le inseguitrici, si fa sempre più concreto.

È al minuto 65 che Inzaghi decide di pescare dalla panchina la carta della disperazione, o forse, della speranza. Fuori un Bonny generoso ma poco incisivo, dentro il giovane Pio Esposito, classe 2005, aggregato dalla Primavera per l’emergenza infortuni. Una mossa che sa di scommessa, ma che si rivelerà decisiva. L’ingresso del giovane attaccante porta freschezza e imprevedibilità, la sua voglia di spaccare il mondo si rivela contagiosa.

E così, al minuto 78, l’episodio che cambia la partita e, forse, la stagione. L’azione si sviluppa sulla sinistra, palla al limite per Lautaro Martinez. Il Toro controlla e scarica un destro potente ma centrale. Falcone, fino a quel momento perfetto, compie un altro grande intervento, ma non riesce a trattenere la sfera. Sulla respinta corta, come un falco, si avventa proprio lui, Pio Esposito, che con un tocco rapace di destro anticipa tutti e deposita in rete il pallone più pesante della sua giovanissima carriera. San Siro esplode, liberando in un urlo tutta la tensione accumulata.

CLASSIFICA E PROSPETTIVE: +6 SUL NAPOLI, MILAN ATTESO AL VARCO

Il gol di Esposito non vale solo tre punti. Il suo peso specifico è amplificato dalla notizia che arriva quasi in contemporanea dallo stadio Diego Armando Maradona, dove il Napoli non è andato oltre uno scialbo 0-0 contro un ottimo Parma. Un risultato che permette all’Inter di scavare un solco significativo: i nerazzurri si portano a 43 punti, volando a +6 sui partenopei, fermi a 37.

Si tratta della prima vera fuga del campionato, un vantaggio che mette pressione enorme sulle altre contendenti. Ora tutti gli occhi sono puntati sul Milan, impegnato domani sera nella trasferta insidiosa contro il Como. I rossoneri sono chiamati a una risposta immediata per non perdere ulteriore terreno da cugini lanciatissimi verso il titolo d’inverno. Per l’Inter, una vittoria sofferta, sporca, ma dal valore incalcolabile, griffata dal suo gioiello più inatteso.

Di nike

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