FERRARA – Una densa coltre di fumo e il suono assordante delle sirene hanno squarciato la quiete notturna di Ferrara, quando, intorno alle 3 di domenica, un violento incendio è divampato alla base della ‘Torre B’ del Grattacielo in via Felisatti. L’evento ha reso necessaria l’immediata evacuazione dell’edificio, lasciando centinaia di residenti senza un tetto e trasformando una notte qualunque in un incubo. La macchina dei soccorsi, coordinata dalla Prefettura, si è subito messa in moto per gestire l’emergenza, con una priorità assoluta: la sicurezza delle persone.
La gestione dell’emergenza e l’accoglienza degli sfollati
A seguito del rogo, la cui origine sembra essere riconducibile a un problema nel vano contatori al piano interrato, la ‘Torre B’ è stata dichiarata inagibile. Il fumo si è rapidamente propagato attraverso la struttura, rendendo l’aria irrespirabile e costringendo all’evacuazione di tutti i circa 80 appartamenti. Nell’immediato, la risposta delle istituzioni è stata rapida e coordinata. Il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), riunitosi più volte in Prefettura, ha gestito le operazioni, vedendo la partecipazione di tutte le principali cariche istituzionali e delle forze dell’ordine.
Per coloro che non hanno potuto trovare una sistemazione alternativa presso parenti o amici, il Comune ha allestito un centro di accoglienza temporaneo presso il ‘Palapalestre’ di via Tumiati. Durante la prima notte, sono stati 65 i posti letto occupati. È stata inoltre predisposta una seconda struttura di accoglienza, quella della Rivana, per far fronte a eventuali ulteriori necessità. Il Palapalestre rimarrà attivo per l’accoglienza fino a domenica 18 gennaio, per poi consentire le operazioni di disallestimento.
Le operazioni di recupero e il futuro dei residenti
Superata la fase più critica dell’emergenza, sono state avviate le operazioni di accesso controllato agli appartamenti per permettere ai residenti di recuperare beni di prima necessità. Fino ad ora sono stati effettuati 25 accessi, con operazioni rese complesse dalla necessità di raggiungere i piani alti solo tramite le scale. Si sta valutando il ripristino temporaneo di un ascensore per facilitare queste operazioni. Gli accessi per il recupero dei beni personali, assistiti dai vigili del fuoco, termineranno sabato.
Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente che sancisce il divieto di utilizzo degli immobili della ‘Torre B’, disponendo l’esecuzione delle opere di ripristino entro 30 giorni. Il primo cittadino ha inoltre assicurato che, una volta superata la prima fase di soccorso, il Comune si impegnerà a supportare le persone sfollate nella ricerca di soluzioni abitative alternative, dialogando con il mercato privato degli affitti. Per i residenti in condizioni di particolare fragilità, l’amministrazione comunale si impegna a fornire un supporto specifico attraverso lo Sportello unico integrato.
Verifiche di sicurezza e criticità pregresse
Le forze dell’ordine e i vigili del fuoco hanno completato le verifiche in tutte le 30 unità immobiliari che inizialmente destavano preoccupazione, per assicurarsi che nessuno fosse rimasto all’interno. In alcuni casi, è stato necessario procedere con l’ingresso forzato, data l’impossibilità di contattare i proprietari. È emerso che la questione della sicurezza antincendio nel Grattacielo era già nota da tempo. Un’indagine della Procura, avviata nel 2020 e archiviata nel 2023, aveva evidenziato diverse criticità e la necessità di adeguamenti alle normative, spesso ostacolati dalla resistenza di alcuni proprietari. Sebbene molti lavori fossero stati eseguiti, la situazione non era stata completamente risolta, un fattore che ora torna prepotentemente alla luce.
La comunità si stringe ora attorno agli sfollati, tra cui si contano nuclei familiari con minori e persone con ridotta mobilità, la cui permanenza in una struttura di accoglienza emergenziale solleva preoccupazioni per le condizioni igienico-sanitarie e la promiscuità. La vicenda del Grattacielo di Ferrara non è solo una notizia di cronaca, ma il dramma di centinaia di persone che attendono risposte sul proprio futuro.
