Come un arazzo che si dispiega lentamente rivelando la sua complessa trama, così la città di Città di Castello si appresta a svelare, nel corso di diciotto mesi, l’universo artistico di uno dei suoi figli più illustri: Giorgio Ascani, universalmente conosciuto come Nuvolo (1926-2008). In occasione del centenario della sua nascita, la Pinacoteca Comunale diventa il palcoscenico di un evento espositivo monumentale e senza precedenti, un’antologica che promette di essere un’immersione totale nella ricerca visiva di un pioniere della serigrafia applicata all’arte.
A partire dall’11 gennaio 2026 e fino al 23 maggio 2027, le sale del prestigioso museo tifernate ospiteranno “Presentazione ciclica delle opere”, un progetto ambizioso curato da un comitato scientifico d’eccezione composto da Bruno Corà, storico e critico d’arte nonché presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, Aldo Iori e Paolo Ascani. L’iniziativa, riconosciuta dal Ministero della Cultura come di “rilevante interesse culturale”, si propone non solo come una commemorazione, ma come una profonda riscoperta e analisi dell’eredità di Nuvolo.
Un formato espositivo rivoluzionario
L’idea alla base della mostra affonda le sue radici in un’intuizione dello stesso Nuvolo. Come ricordato da Bruno Corà, il concetto riprende una personale che l’artista, insieme allo stesso critico, curò presso lo Studio Piattelli a Roma nell’aprile del 1977. In quella occasione, Nuvolo propose una rotazione quasi frenetica dei lavori, cambiando l’allestimento ogni tre giorni per mostrare l’ampiezza dei suoi cicli produttivi. “Questa concezione di mostra fu un’idea che mettemmo in piedi nel 1977 a Roma. Fu un periodo molto intenso dell’attività di Nuvolo che, peraltro, aveva già esordito ampiamente soprattutto in sedi molto prestigiose come quella de La Tartaruga dove potevano entrare solo i migliori artisti italiani ed esteri“, ha dichiarato Corà.
Oggi, quel concetto viene dilatato nel tempo per offrire al pubblico una comprensione più stratificata e completa. L’antologica si articolerà in undici cicli espositivi: ogni cinque settimane, l’allestimento verrà completamente rinnovato, portando alla luce la totalità della produzione pittorica del Maestro, con un’enfasi particolare su opere inedite o raramente esposte al pubblico. Un viaggio cronologico e tematico che partirà dalle prime, rivoluzionarie Serotipie del 1952 fino ad arrivare ai materici Legni Collage dei primi anni 2000.
Il primo ciclo: gli Scacchi
Il sipario su questo lungo omaggio si alzerà l’11 gennaio 2026, con l’inaugurazione del primo ciclo che sarà visibile fino al 22 febbraio. Protagoniste saranno le opere appartenenti alle serie Scacchi, Piccoli Scacchi e Nuovi Scacchi. Questi lavori rappresentano un momento di sintesi estrema nella ricerca di Nuvolo, basati sul principio del recupero e dell’assemblaggio. L’artista riutilizzava frammenti e resti di precedenti lavorazioni serigrafiche, ritagli di forma quadrata o rettangolare, per creare nuove composizioni attraverso la tecnica del collage su supporti di cartoncino, legno o tela. Il risultato sono mappe cromatiche e geometriche che sfidano la percezione, creazioni che, come spiegava lo stesso autore, non possiedono un “alto” o un “basso” prestabilito, affermando una libertà compositiva assoluta.
Nuvolo e il suo legame con Città di Castello
Giorgio Ascani, il cui nome di battaglia “Nuvolo” risale alla sua militanza partigiana, è una figura indissolubilmente legata a Città di Castello, la stessa terra che ha dato i natali ad un altro gigante dell’arte del Novecento, Alberto Burri. Fu proprio su consiglio di Burri che Nuvolo si trasferì a Roma nel 1949, diventandone collaboratore e immergendosi nel vibrante clima artistico della capitale. Nonostante una carriera di fama internazionale, che lo vide esporre a New York già nel 1957 e attirare l’attenzione di Peggy Guggenheim, il legame con la sua città natale è rimasto un punto fermo.
Questo evento rappresenta il culmine di un percorso di valorizzazione promosso con passione dall’Archivio Nuvolo e dalla famiglia Ascani. “La città ha bisogno di riscoprire e capire chi è Nuvolo e un ciclo di esposizioni della durata di diciotto mesi in Pinacoteca comunale è lo strumento idoneo per farlo“, hanno sottolineato congiuntamente il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla cultura Michela Botteghi. Un’operazione culturale che non solo celebra un artista di calibro internazionale, ma che arricchisce l’offerta culturale della città e dell’intera regione Umbria, ponendola al centro di un importante progetto artistico nazionale.
L’intero progetto del centenario è un’impresa corale, sostenuta da una vasta rete di partner istituzionali e culturali, tra cui la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, la Soprintendenza, l’Accademia di Belle Arti di Perugia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello e persino le Di Donna Galleries di New York, a testimonianza della statura globale dell’artista.
Con questa maratona espositiva, Città di Castello non solo rende il giusto tributo a un maestro che ha saputo trasformare la serigrafia da tecnica di riproduzione a strumento di creazione diretta, ma invita anche il pubblico a un’esperienza di fruizione artistica nuova, un dialogo prolungato e profondo con l’opera di un artista “leonardesco”, come lo ha definito Corà, capace di esplorare con inesauribile curiosità ogni linguaggio della pittura.
