Una giornata a due velocità per i mercati europei, che chiudono in ordine sparso una seduta caratterizzata da spunti settoriali e notizie societarie. In questo contesto, la Borsa di Milano è riuscita a strappare un segno positivo, con l’indice FTSE MIB che ha terminato le contrattazioni in progresso dello 0,27%. Sul fronte del reddito fisso, si registra una sostanziale stabilità per il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e tedeschi: lo spread tra BTP e Bund si è attestato a 63 punti base, con il tasso del decennale italiano al 3,44%, confermando un clima di relativa fiducia verso il debito sovrano del Paese.
Tim in rally: il mercato scommette sul nuovo piano e sulle sinergie con Poste
Protagonista indiscussa della giornata a Piazza Affari è stata Telecom Italia (Tim), le cui azioni hanno messo a segno un balzo del 4,6%. A catalizzare gli acquisti sono le crescenti aspettative sul nuovo piano industriale 2026-2029, che il management sta definendo. Secondo le indiscrezioni, il piano, che potrebbe essere presentato al mercato già a metà marzo, punterà su una forte integrazione industriale con Poste Italiane (-0,5%), con sinergie stimate tra 1 e 1,2 miliardi di euro. Queste sinergie dovrebbero derivare dall’integrazione di PosteMobile, dallo sviluppo congiunto di servizi cloud per imprese e Pubblica Amministrazione, e dall’utilizzo della capillare rete di uffici postali come canale commerciale per Tim. Gli analisti guardano con favore a queste prospettive, che potrebbero tradursi in un significativo beneficio a livello di EBITDA nel medio termine.
Brilla l’energia sull’onda del rialzo del greggio. Bene anche Prysmian
A sostenere il listino milanese ha contribuito in modo significativo il comparto energetico e delle utility, favorito dall’aumento dei prezzi del greggio e del gas sui mercati internazionali. Gli investitori hanno premiato i titoli del settore, con acquisti diffusi su A2a e Hera (+2,3%), Eni (+1,8%), Terna (+1,7%) ed Enel (+1,6%). L’aumento dei costi delle materie prime energetiche, pur rappresentando una sfida per l’economia, si traduce spesso in maggiori ricavi per le società del settore.
Ottima performance anche per Prysmian, che ha chiuso in rialzo del 3,4%. Il leader mondiale nel settore dei cavi continua a beneficiare di un solido portafoglio ordini e delle prospettive legate alla transizione energetica e alla digitalizzazione. Seduta positiva anche per altri titoli industriali come Amplifon (+1,3%) e Stellantis (+1,1%).
Finanziari in ordine sparso, vendite sul lusso
Andamento contrastato per il comparto bancario e finanziario. Tra le note positive si segnalano Mps (+0,4%), Generali (+0,4%) e Unipol (+0,3%). Poco mosse invece le big Unicredit (-0,07%) e Bper (+0,04%). La nota più negativa arriva da Banco Bpm, che ha ceduto il 2,5%, oggetto di vendite dopo una fase di debolezza relativa rispetto all’indice di riferimento. Male anche Popolare di Sondrio e Intesa Sanpaolo, entrambe in calo dello 0,3%.
Giornata decisamente negativa, invece, per i titoli del lusso e della tecnologia. Le vendite hanno colpito in particolare Brunello Cucinelli (-3,3%), Stm (-2,3%) e Moncler (-2,1%). Pesa sul settore del lusso il rallentamento della domanda in alcuni mercati chiave, mentre i tecnologici risentono di un clima di maggiore avversione al rischio. In calo anche Leonardo (-1,5%).
Focus sulle Mid e Small Cap: volano De Nora e Webuild
Al di fuori del listino principale, meritano una menzione speciale due società che si sono distinte per le loro performance brillanti:
- De Nora (+5,2%): il titolo della multinazionale specializzata in elettrochimica è balzato in avanti dopo la sigla di un importante accordo di partnership strategica con l’australiana Reed Advanced Materials (Ram). La collaborazione mira a integrare i sistemi di elettrolisi di De Nora nel processo “ELi” per la raffinazione sostenibile del litio, un materiale critico per la produzione di batterie destinate ai veicoli elettrici. Questo accordo posiziona De Nora come un partner chiave lungo l’intera catena del valore del litio, in un mercato globale che si stima raggiungerà i 25,6 miliardi di dollari entro il 2030.
- Webuild (+2%): il colosso delle costruzioni ha beneficiato dell’annuncio di nuove importanti commesse. Di recente, la società si è aggiudicata un contratto per l’estensione della metropolitana di Riyadh e, più recentemente, la realizzazione della nuova tratta T1 della Linea C della metropolitana di Roma. Questi progetti confermano la leadership del gruppo nel settore delle grandi infrastrutture di mobilità sostenibile a livello globale.
