Kharkiv, Ucraina – La città di Kharkiv ha vissuto un’altra notte di terrore a causa di un massiccio attacco sferrato dalle forze russe. Il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, è di almeno quattro morti e sei feriti, come confermato dal governatore regionale Oleg Synegubov attraverso il suo canale Telegram. L’offensiva russa non ha risparmiato le aree civili, aggravando una situazione umanitaria già estremamente precaria.
Droni e missili su obiettivi civili
Secondo le prime ricostruzioni, l’attacco è stato condotto utilizzando una combinazione di droni a lungo raggio e missili. Tra gli obiettivi colpiti figura una struttura medica pediatrica, come denunciato dal sindaco di Kharkiv, Igor Terekhov. L’impatto di un drone ha causato un vasto incendio nell’edificio, sebbene fortunatamente non si registrino vittime in questa specifica località. L’attacco indiscriminato contro infrastrutture civili, e in particolare contro un centro destinato alla cura dei bambini, rappresenta una palese violazione del diritto internazionale umanitario e ha suscitato l’immediata condanna da parte della comunità internazionale.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato su ‘X’ che nella notte sono stati lanciati sull’Ucraina quasi 300 droni d’attacco, principalmente di tipo “shahed”, insieme a 18 missili balistici e 7 missili da crociera. L’obiettivo principale, ha sottolineato Zelensky, erano ancora una volta gli impianti di produzione energetica del paese, ma l’attacco ha causato anche “un’ampia distruzione di infrastrutture residenziali e civili”. Oltre a Kharkiv, sono state colpite diverse altre regioni, tra cui Dnipro, Zhytomyr, Zaporizhzhia, Kiev, Odessa, Sumy e Donetsk.
Il contesto di una guerra che non si ferma
Questo raid si inserisce in una strategia russa che, negli ultimi mesi, ha intensificato i bombardamenti sulle principali città ucraine, prendendo di mira sistematicamente le infrastrutture energetiche in pieno inverno, con l’evidente obiettivo di fiaccare la resistenza della popolazione civile. La città di Kharkiv, per la sua vicinanza al confine russo, è stata uno degli obiettivi principali fin dall’inizio dell’invasione e continua a subire attacchi quasi quotidiani. Organizzazioni come Amnesty International hanno più volte denunciato l’uso da parte delle forze russe di munizioni vietate, come le bombe a grappolo, in attacchi indiscriminati che hanno causato centinaia di vittime civili nella regione.
La situazione a Kharkiv è emblematica della brutalità di un conflitto che non accenna a placarsi. I residenti vivono in uno stato di costante allerta, con le sirene antiaeree che risuonano frequentemente e la minaccia di nuovi bombardamenti che incombe giorno e notte. Gli attacchi non solo provocano morte e distruzione, ma lasciano anche profonde cicatrici psicologiche sulla popolazione, costretta a vivere nel terrore e nell’incertezza.
La risposta ucraina e le reazioni internazionali
Le forze di difesa aerea ucraine sono costantemente impegnate nel tentativo di intercettare i droni e i missili russi, riuscendo spesso a neutralizzarne una parte significativa. Tuttavia, la vastità e l’intensità degli attacchi rendono impossibile una difesa totale. Il governo di Kiev continua a chiedere ai partner internazionali un maggiore sostegno militare, in particolare sistemi di difesa aerea più avanzati, per proteggere le proprie città e i propri cittadini.
L’attacco a Kharkiv ha riacceso i riflettori sulla necessità di una risposta ferma da parte della comunità internazionale. L’uso di armi contro obiettivi civili è considerato un crimine di guerra e le prove raccolte in questi mesi di conflitto saranno fondamentali per assicurare i responsabili alla giustizia. Nel frattempo, la popolazione di Kharkiv e di tutta l’Ucraina continua a resistere con coraggio, sperando in una fine del conflitto che possa riportare pace e sicurezza nelle loro vite.
