Un mercoledì dai due volti per i mercati finanziari asiatici, che riflette un complesso intreccio di dinamiche politiche interne e tensioni geopolitiche globali. Mentre la Borsa di Tokyo ha chiuso con un rally impressionante, raggiungendo nuovi massimi storici, i listini cinesi hanno mostrato debolezza, zavorrati dalle ultime schermaglie commerciali tra Washington e Pechino. L’attenzione degli operatori è ora rivolta all’apertura dei mercati europei, attesi in territorio positivo, e ai dati macroeconomici chiave in arrivo dagli Stati Uniti, che potrebbero definire il sentiment delle prossime settimane.
Euforia a Tokyo: l’effetto Takaichi spinge il Nikkei
La vera protagonista della seduta asiatica è stata senza dubbio la piazza di Tokyo. L’indice Nikkei ha terminato le contrattazioni con un balzo del 3,1%, superando per la prima volta nella storia la soglia dei 54.000 punti. A scatenare l’entusiasmo degli investitori sono le crescenti speculazioni su possibili elezioni anticipate in Giappone, che potrebbero tenersi già a febbraio. La premier conservatrice, Sanae Takaichi, in carica da pochi mesi ma forte di un elevato tasso di gradimento nei sondaggi (oltre il 70%), starebbe valutando di sciogliere la Camera bassa del Parlamento per consolidare la sua maggioranza, attualmente piuttosto risicata.
Gli operatori di mercato scommettono che un mandato popolare più forte permetterebbe a Takaichi di portare avanti con maggiore decisione la sua agenda economica, caratterizzata da una politica fiscale fortemente espansiva. Questo “Takaichi trade”, come è stato ribattezzato dagli analisti, si basa sull’aspettativa di nuovi e consistenti stimoli all’economia, nonostante un debito pubblico che ha già superato il 250% del PIL. Tale prospettiva, se da un lato galvanizza il mercato azionario, dall’altro mette sotto pressione lo yen, scivolato ai minimi da due anni contro il dollaro, e fa salire i rendimenti dei titoli di stato.
Cina in affanno tra dazi e tensioni geopolitiche
Di tutt’altro umore le borse cinesi. L’indice Shanghai Composite ha ceduto lo 0,64%, mentre lo Shenzhen Component ha registrato una perdita più marcata dell’1,4%. A pesare sul sentiment degli investitori sono le rinnovate frizioni tra Stati Uniti e Cina. L’ex presidente e attuale candidato Donald Trump ha annunciato tramite il suo social network, Truth, l’intenzione di imporre una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli USA da parte di qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con l’Iran.
La mossa, che rientra nella dottrina della “massima pressione” sull’Iran, ha un impatto diretto sulla Cina, uno dei principali partner commerciali di Teheran, soprattutto per l’importazione di greggio. Pechino ha reagito con fermezza, condannando la decisione e definendola una forma di “coercizione illegittima”. La portavoce del Ministero degli Esteri, Mao Ning, ha ribadito la ferma opposizione della Cina alle guerre tariffarie e ha avvertito che il Paese “salvaguarderà con fermezza i propri diritti e interessi legittimi”. Questo nuovo fronte di scontro rischia di minare la tregua commerciale faticosamente raggiunta tra le due superpotenze, aggiungendo un ulteriore elemento di incertezza per i mercati globali.
Attesa per l’inflazione USA e le trimestrali delle banche
Con la chiusura dei mercati asiatici, i riflettori si spostano sull’Occidente. Le borse europee sono attese in rialzo, ma l’attenzione è tutta concentrata sugli Stati Uniti. Nel pomeriggio, infatti, verrà pubblicato il dato sull’inflazione di dicembre, un’informazione cruciale che potrebbe influenzare le prossime decisioni della Federal Reserve in materia di tassi di interesse. Gli analisti si aspettano una conferma del rallentamento della crescita dei prezzi, ma ogni sorpresa potrebbe innescare volatilità.
Inoltre, oggi prende il via ufficialmente la stagione delle trimestrali del quarto trimestre 2025, come da tradizione con i colossi bancari di Wall Street. La prima a presentare i conti sarà Jp Morgan. I risultati del settore bancario sono considerati un importante termometro dello stato di salute dell’economia americana. I dati pubblicati hanno mostrato utili in calo ma superiori alle attese, con l’amministratore delegato Jamie Dimon che ha sottolineato la resilienza dell’economia USA. I futures sugli indici di Wall Street, tuttavia, si muovono al momento in territorio negativo, segnalando un approccio cauto da parte degli investitori in attesa di maggiori chiarimenti dal fronte macroeconomico e societario.
