Il mondo della politica e del sindacato italiano è in lutto per la scomparsa di Valeria Fedeli, venuta a mancare oggi all’età di 76 anni. Ex sindacalista della CGIL, Vicepresidente del Senato e Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel governo Gentiloni, Fedeli è stata una figura centrale nelle battaglie per i diritti civili, la parità di genere e la tutela del lavoro. La notizia della sua scomparsa ha suscitato unanime cordoglio, a partire dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il ricordo del Presidente Mattarella

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha espresso il suo cordoglio con una nota ufficiale in cui ha sottolineato il valore dell’impegno di una vita. “Il suo lungo impegno sindacale e politico, con costante attenzione ai traguardi di parità tra donna e uomo” – ha affermato Mattarella – “è stato sempre caratterizzato da passione civile, capacità di dialogo e alto senso delle istituzioni, testimoniati anche da Ministro dell’Istruzione e da Vicepresidente del Senato”. Parole che incorniciano perfettamente il percorso di una donna che ha fatto della coerenza e della passione i pilastri della sua azione pubblica.

Una vita tra sindacato e politica

Nata a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 29 luglio 1949, Valeria Fedeli ha iniziato la sua carriera come insegnante, per poi dedicarsi a tempo pieno all’attività sindacale all’interno della CGIL. La sua ascesa nel sindacato è stata costante: dopo importanti incarichi a livello locale e nazionale, è diventata segretaria generale della FILTEA-CGIL (la categoria dei lavoratori tessili) dal 2000 al 2010. Il suo pragmatismo e la sua capacità di coniugare visione ideale e risultati concreti le valsero anche la presidenza del sindacato tessile europeo.

Nel 2012, ha lasciato il sindacato per intraprendere la carriera politica con il Partito Democratico. Eletta senatrice nel 2013, è stata subito nominata Vicepresidente del Senato della Repubblica, con funzione vicaria. In questo ruolo, si trovò a coadiuvare la Presidente della Camera Laura Boldrini nella storica seduta congiunta del Parlamento per l’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica nel 2015.

Ministra dell’Istruzione e le battaglie per i diritti

Il 12 dicembre 2016, Valeria Fedeli è stata nominata Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel governo presieduto da Paolo Gentiloni, incarico che ha mantenuto fino al 1° giugno 2018. Il suo mandato è stato caratterizzato da un forte impegno sui temi dell’innovazione didattica e dell’edilizia scolastica, ma soprattutto dalla costante attenzione alle politiche di genere, intese come strumento per raggiungere una piena uguaglianza di diritti e opportunità.

Sempre in prima fila nelle battaglie femministe, è stata tra le promotrici del movimento “Se non ora, quando?” e prima firmataria di una proposta per l’istituzione di una commissione parlamentare sul femminicidio. Il suo impegno è stato trasversale, toccando la difesa dei diritti dei lavoratori, dei giovani e la lotta contro ogni forma di discriminazione.

Il cordoglio unanime della politica

La notizia della sua scomparsa ha generato una vasta ondata di commozione. La premier Giorgia Meloni ha ricordato come Fedeli “ha sempre vissuto con convinzione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo”. La segretaria del PD, Elly Schlein, ha parlato di “un’enorme perdita per tutta la comunità democratica”, sottolineando il suo “contributo insostituibile di impegno, di rara profondità e di grande intelligenza”. Messaggi di stima e cordoglio sono giunti da esponenti di tutti i partiti, a testimonianza del rispetto guadagnato sul campo in decenni di attività.

La camera ardente sarà allestita in Campidoglio, presso la Sala della Protomoteca, giovedì 15 gennaio, per consentire a tutti di porgere l’ultimo saluto a una protagonista della vita pubblica italiana.

Di veritas

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