Il mondo della scienza italiana e internazionale è in lutto per la scomparsa di Orazio Svelto, pioniere della ricerca sui laser in Italia e figura di riferimento globale nel campo dell’elettronica quantistica. Il fisico e professore emerito del Politecnico di Milano si è spento a Milano all’età di 89 anni, lasciando un’eredità scientifica e umana di inestimabile valore. La sua morte segna la fine di un’era per la fisica moderna, un campo che ha contribuito a definire con intuizioni geniali e una dedizione incrollabile.
Nato a Maglie (Lecce) il 21 febbraio 1936 e cresciuto a Gioia del Colle, Svelto ha dimostrato fin da giovane una mente brillante e una curiosità insaziabile. La sua carriera accademica è iniziata con una laurea con lode in Ingegneria Nucleare presso il Politecnico di Milano nel 1960, sotto la guida del professor Emilio Gatti. Fu un momento cruciale: il laser era stato appena inventato e Svelto, cogliendone immediatamente il potenziale rivoluzionario, ottenne una borsa di studio dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) per recarsi negli Stati Uniti. Dal 1961 al 1963, presso la prestigiosa Università di Stanford, si immerse nella fisica dei laser a stato solido, gettando le fondamenta di quella che sarebbe diventata una carriera straordinaria.
Il Ritorno in Italia e la Nascita di una Scuola
Rientrato in Italia nel 1963, Svelto divenne il catalizzatore della ricerca sui laser nel nostro Paese. Presso l’Istituto di Fisica del Politecnico di Milano, fondò e guidò un gruppo di ricerca che si impose rapidamente ai vertici della comunità scientifica internazionale. La sua visione portò alla creazione del Centro di Elettronica Quantistica e Strumentazione Elettronica del CNR, da lui diretto dal 1975 al 2000, un laboratorio che per decenni è stato il cuore pulsante di innumerevoli iniziative di ricerca. Come professore ordinario di Fisica della Materia al Politecnico dal 1976 al 2010, ha formato intere generazioni di fisici e ingegneri, trasmettendo non solo conoscenze tecniche ma anche rigore intellettuale e passione per la scoperta.
“Principles of Lasers”: La Bibbia della Fotonica
Uno dei contributi più duraturi di Orazio Svelto è senza dubbio il suo trattato “Principles of Lasers”. Pubblicato per la prima volta nel 1972 e giunto alla sua quinta edizione, questo libro è considerato da decenni il testo di riferimento a livello mondiale per lo studio dell’interazione tra radiazione e materia. Tradotto in numerose lingue, tra cui russo, cinese, greco e farsi, è utilizzato come libro di testo nelle università di tutto il mondo, a testimonianza della sua chiarezza espositiva e del suo rigore scientifico. Nel libro, Svelto ha saputo enfatizzare gli aspetti fisici piuttosto che quelli puramente matematici, rendendo accessibile una materia complessa e ispirando innumerevoli studenti e ricercatori.
Un precursore della Scienza da Nobel
Le ricerche di Svelto hanno spaziato in vasti campi della fisica dei laser e della fotonica, dalla generazione di impulsi ottici ultrabrevi ai laser a stato solido. Tra le sue invenzioni più significative si annoverano gli specchi super-gaussiani per risonatori instabili e, soprattutto, il compressore a fibra cava (hollow-fiber compressor) nel 1996. Quest’ultima invenzione si è rivelata una pietra miliare, aprendo la strada alla scienza degli attosecondi, ovvero lo studio dei fenomeni ultrarapidi che avvengono su scale di tempo di un milionesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo. Si tratta di un campo di ricerca di frontiera che, nel 2023, è stato insignito del Premio Nobel per la Fisica, a riprova della lungimiranza e dell’impatto profondo del lavoro di Svelto e della sua scuola.
Riconoscimenti e Impatto Globale
La statura scientifica di Orazio Svelto è stata celebrata da numerosi e prestigiosi riconoscimenti internazionali. Tra questi spiccano:
- Il Quantum Electronics Prize della European Physical Society (1998).
- Il Charles Hard Townes Award della Optical Society of America (2006).
- La Medaglia d’oro dei benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte, conferitagli dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (2005).
- Il Premio Italgas per la Ricerca e l’Innovazione Tecnologica (2000).
- Il Julius Springer Prize for Applied Physics (2011).
Era inoltre Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei, che ne ha ricordato “la statura intellettuale e l’integrità professionale”, e membro di altre importanti accademie scientifiche. La sua influenza si estendeva anche al di là della ricerca, avendo ricoperto ruoli chiave nell’organizzazione di conferenze internazionali e avendo collaborato persino con il Comitato Nobel per la Fisica nel 2000.
Un’Eredità di Conoscenza e Ispirazione
Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha definito Svelto uno “scienziato straordinario e maestro generoso”, sottolineando come la sua scuola di ottica quantistica abbia formato generazioni di talenti. “Ci lascia un testamento di conoscenza immenso e l’insegnamento che l’eccellenza nasce dall’apertura, dalla curiosità e dalla responsabilità verso la comunità”, ha dichiarato il ministro. Le sue parole riecheggiano il sentimento di un’intera comunità scientifica che oggi piange non solo un grande fisico, ma un mentore e un modello di integrità. L’eredità di Orazio Svelto continuerà a vivere nei laboratori, nelle aule universitarie e nelle innumerevoli tecnologie che le sue scoperte hanno reso possibili, continuando a illuminare il cammino della scienza per gli anni a venire.
