PRAGELATO (TORINO) – Una giornata di scialpinismo si è trasformata in un’esperienza ad alto rischio per un escursionista, travolto da una valanga nel territorio di Pragelato, in alta Val Chisone. L’incidente, avvenuto nell’area del Gran Miol a una quota di circa 2300 metri, fortunatamente non ha avuto conseguenze letali, ma ha innescato una macchina dei soccorsi resa particolarmente ardua dalle difficili condizioni ambientali.

La dinamica dell’incidente e il tempestivo allarme

Secondo le prime ricostruzioni, lo scialpinista si trovava in escursione con un compagno quando un distacco nevoso lo ha investito. È stato proprio il compagno a lanciare immediatamente l’allarme, un’azione cruciale che ha permesso di attivare tempestivamente le procedure di emergenza. Le prime informazioni indicavano che l’uomo avesse riportato una lussazione a una spalla e un trauma toracico, ferite serie ma che non lo ponevano in pericolo di vita.

Un soccorso complesso ostacolato dal vento

La vera sfida per i soccorritori è stata rappresentata dalle condizioni meteorologiche avverse. Il forte vento che sferzava la Val Chisone ha reso impossibile il decollo dell’elicottero del soccorso regionale, mezzo che in queste situazioni permette un intervento rapido e mirato. Di fronte a questa impossibilità, si è resa necessaria l’attivazione delle squadre di terra del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF).

I tecnici, partiti via terra con sci e pelli di foca, hanno dovuto affrontare una lunga e faticosa risalita per raggiungere l’infortunato. Le operazioni si sono protratte per diverse ore, in un ambiente reso ostile non solo dal vento ma anche dal rischio di ulteriori distacchi e dalle pendenze impegnative.

L’intervento risolutivo e il trasporto in Francia

Dopo aver raggiunto lo scialpinista intorno alle 17:00 e avergli prestato le prime cure, i soccorritori lo hanno stabilizzato su una barella. Le sue condizioni, aggravate da un principio di ipotermia, non gli permettevano di muoversi autonomamente. Verso le 19:30, una temporanea attenuazione del vento ha aperto una finestra per una soluzione alternativa: è stato richiesto l’intervento di un elicottero del Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne (PGHM) di Briançon, in Francia. Il velivolo francese è riuscito a recuperare l’infortunato e a trasportarlo oltralpe, dove è stato ricoverato in ospedale, presumibilmente in codice giallo.

Il contesto: un weekend di allerta sulle Alpi

Questo incidente si inserisce in un fine settimana caratterizzato da un elevato rischio valanghe su tutto l’arco alpino, come testimoniato da altri eventi, alcuni dei quali purtroppo con esito fatale. Le recenti nevicate, accompagnate da un’intensa attività eolica, hanno creato condizioni di forte instabilità del manto nevoso, aumentando significativamente il pericolo per chi pratica attività fuoripista.

Le autorità e gli esperti del settore rinnovano costantemente l’appello alla massima prudenza, sottolineando l’importanza di:

  • Consultare attentamente i bollettini neve e valanghe prima di ogni escursione.
  • Dotarsi sempre dell’attrezzatura di autosoccorso (ARTVA, pala e sonda) e saperla utilizzare.
  • Scegliere itinerari adeguati alle proprie capacità tecniche e alle condizioni nivometeorologiche.
  • Preferibilmente, affidarsi a guide alpine o a professionisti della montagna.

L’episodio di Pragelato, pur conclusosi senza gravi conseguenze, funge da monito sulla fragilità dell’equilibrio tra la passione per la montagna e i pericoli intrinseci che essa nasconde, specialmente in determinate condizioni.

Di veritas

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