ROMA – Un segnale forte e unitario dal mondo politico italiano di fronte a una delle tragedie che più ha scosso l’opinione pubblica negli ultimi anni. Il Senato della Repubblica ha approvato all’unanimità una risoluzione bipartisan che impegna formalmente il Governo a garantire “piena e continua assistenza giudiziaria ai familiari delle vittime decedute e alle persone ferite nell’incendio” di Crans-Montana. Un atto dovuto, nato da un’iniziativa del presidente dei senatori del Partito Democratico, Francesco Boccia, e sottoscritto da tutti i capigruppo, a testimonianza di una volontà comune di non lasciare sole le famiglie colpite dal dramma.
L’IMPEGNO DEL GOVERNO: ASSISTENZA LEGALE E COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE
La risoluzione, presentata durante le comunicazioni in Aula del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, va oltre la semplice solidarietà. Il testo chiede all’esecutivo di attivarsi con “ogni iniziativa utile” per assicurare supporto legale, anche attraverso l’assistenza consolare. Ma il punto forse più significativo è l’invito a “valutare la possibilità di prendere parte ai giudizi eventualmente instaurati sia in sede penale che in sede civile”. Questo passaggio, cruciale, apre alla possibilità che lo Stato italiano si costituisca parte civile nel processo che si terrà in Svizzera, una mossa che rafforzerebbe in modo esponenziale la posizione delle famiglie e sottolineerebbe la gravità dei fatti agli occhi della giustizia elvetica.
Lo stesso Ministro Tajani ha espresso parole inequivocabili in merito, parlando di “negligenze evidenti agli occhi di tutti” e definendo “giusto che l’Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo, perché questa è una ferita che è stata inferta a tutto il Paese”. Un impegno che risponde al dolore di un’intera nazione, come sottolineato anche dal Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha aperto la seduta con un minuto di silenzio, affermando che “il dolore delle famiglie delle vittime è un dolore che patisce tutta la Nazione”.
LA TRAGEDIA DI CAPODANNO E LE GIOVANI VITE SPEZZATE
L’incendio, divampato nella notte di Capodanno nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana, ha causato la morte di 40 persone, tra cui sei giovani cittadini italiani. Le vittime italiane identificate sono Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti. Una tragedia che ha spezzato i sogni e le speranze di adolescenti in vacanza, lasciando un vuoto incolmabile nelle loro famiglie e comunità. Oltre ai decessi, numerosi altri connazionali sono rimasti feriti, alcuni con ustioni gravissime, e sono stati ricoverati in diverse strutture sanitarie svizzere prima di essere trasferiti in Italia.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio, un’azione che conferisce alla vicenda una dimensione giudiziaria internazionale e si affianca all’inchiesta delle autorità svizzere. L’obiettivo è fare piena luce sulle responsabilità, che secondo le prime ricostruzioni potrebbero includere gravi omissioni nei controlli di sicurezza del locale.
UNA RISPOSTA ISTITUZIONALE COMPATTA
L’iniziativa del Senato rappresenta un raro momento di coesione politica, in cui maggioranza e opposizione hanno messo da parte le divisioni per stringersi attorno ai propri cittadini colpiti da una sciagura immane. La risoluzione non è solo un atto formale, ma l’espressione concreta della volontà dello Stato di esercitare tutte le prerogative consentite dal diritto internazionale per ottenere verità e giustizia. Come ha dichiarato il Ministro Tajani, che si è recato personalmente sul luogo del disastro poche ore dopo i fatti, “poche volte… ho percepito e condiviso un dolore così straziante e un’angoscia così profonda”. Quelle stesse angoscia e dolore oggi trovano voce nell’impegno compatto del Parlamento italiano.
