AOSTA – Una giornata che doveva essere dedicata alla passione per la montagna si è trasformata in tragedia. Nella tarda mattinata di oggi, una valanga si è staccata nella zona della Pointe de la Pierre, un’area molto frequentata dagli amanti dello scialpinismo situata sopra la nota località di Pila, nel comune di Gressan in Valle d’Aosta. La slavina ha travolto uno scialpinista, risultando purtroppo fatale.

L’ALLARME E I SOCCORSI IMMEDIATI MA COMPLESSI

L’allarme è stato lanciato immediatamente alla Centrale Unica del Soccorso da due testimoni che hanno assistito impotenti al distacco della massa nevosa. La macchina dei soccorsi si è attivata senza indugio, mobilitando il Soccorso Alpino Valdostano (SAV), il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) e diverse unità cinofile.

Tuttavia, le operazioni di salvataggio si sono rivelate subito estremamente complesse. “Impossibile il primo avvicinamento in elicottero causa scarsa visibilità e forte vento in quota”, hanno comunicato dal Soccorso alpino valdostano. Questa condizione meteorologica avversa ha costretto le squadre a procedere via terra, un’opzione molto più lenta e faticosa in un contesto dove ogni minuto è prezioso. Per ottimizzare i tempi di avvicinamento, la società che gestisce gli impianti di risalita di Pila ha messo a disposizione un gatto delle nevi per trasportare i soccorritori il più vicino possibile al luogo dell’incidente.

IL TRAGICO EPILOGO E L’IDENTITÀ DELLA VITTIMA

Nonostante gli sforzi profusi, per lo scialpinista travolto non c’è stato nulla da fare. Dopo lunghe e difficili ricerche, le squadre di soccorso hanno individuato e estratto il corpo senza vita dalla neve. La vittima è stata identificata come Enrico Finezzi, un uomo di 52 anni residente in Piemonte. Secondo le prime ricostruzioni, Finezzi era partito insieme a un compagno, rimasto illeso, seguendo la pista di scialpinismo vicino alla seggiovia Grimondet.

Il corpo dello sfortunato alpinista è stato trasportato a una quota inferiore per consentirne l’imbarco sull’elicottero una volta che le condizioni meteo lo hanno permesso. Sul posto è intervenuto anche il medico del 118, che non ha potuto far altro che constatare il decesso.

LE INDAGINI SULLA DINAMICA

Le operazioni di riconoscimento e gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente sono state affidate alla Guardia di Finanza. Gli inquirenti stanno sentendo i testimoni, tra cui il compagno della vittima e altri due alpinisti presenti in zona, per chiarire ogni dettaglio. Un punto cruciale delle indagini sarà verificare se la vittima fosse dotata dell’attrezzatura di autosoccorso obbligatoria in queste situazioni, come l’ARTVA (Apparecchio di Ricerca Travolti in Valanga), la pala e la sonda. Secondo le prime informazioni, sembra che lo scialpinista non avesse con sé l’ARTVA.

La zona dell’incidente, un itinerario classico tra Pila e Ozein, era stata interessata nei giorni scorsi da forti venti che avevano causato importanti accumuli di neve, aumentando considerevolmente il rischio di valanghe. Questo tragico evento si inserisce in un fine settimana nero per le Alpi, con numerosi incidenti mortali causati da valanghe tra Italia e Francia, a testimonianza della pericolosità della montagna in determinate condizioni.

Di veritas

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