SAVONA – Una svolta drammatica nelle ricerche di Salvatore Fontana, il cacciatore novantenne scomparso lo scorso 26 ottobre. Nella mattinata di ieri, sabato 10 gennaio, resti umani sono stati rinvenuti in un’area boschiva impervia nell’entroterra savonese, tra le località di Ferrania e Altare. A fare la macabra scoperta è stato un gruppo di cacciatori impegnato in una battuta alla beccaccia, che ha immediatamente allertato le forze dell’ordine.

Sul posto sono prontamente intervenuti i Carabinieri della compagnia di Cairo Montenotte, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato i primi rilievi. I resti si trovavano in prossimità di un corso d’acqua, un ruscello che scende dal crinale di Palazzo Cappa verso Altare. Sebbene gli inquirenti mantengano il massimo riserbo, l’ipotesi più accreditata è che il corpo appartenga proprio all’anziano scomparso, la cui vicenda aveva mobilitato per settimane un ingente apparato di ricerche.

L’identificazione e le indagini

Il caso è stato affidato al procuratore di Savona, Ubaldo Pelosi, che coordina le indagini per il riconoscimento formale del cadavere. A sostegno dell’ipotesi che si tratti di Salvatore Fontana, vi sono alcuni elementi significativi ritrovati sul luogo del rinvenimento, in località Sella. Insieme ai resti, sono stati infatti rinvenuti documenti parzialmente danneggiati, il fucile dell’uomo e brandelli degli abiti che indossava al momento della scomparsa. Questi oggetti hanno fornito una prima, importante conferma all’identità del corpo.

Saranno tuttavia decisive le analisi del DNA e gli esami autoptici disposti dalla Procura per avere la certezza definitiva e per cercare di chiarire le cause del decesso. Al momento, non è chiaro se la morte sia sopraggiunta per un malore improvviso, una caduta accidentale o altre cause. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo, che, nonostante l’età avanzata, era descritto come ancora in buone condizioni fisiche e un profondo conoscitore di quei boschi che amava frequentare.

Una scomparsa che mobilitò la comunità

Salvatore Fontana si era allontanato da casa all’alba del 26 ottobre per quello che doveva essere un sopralluogo in vista di una battuta di caccia, una delle sue più grandi passioni. La sua automobile era stata ritrovata parcheggiata lungo la Strada Provinciale 12, ma di lui si erano perse completamente le tracce.

L’allarme, lanciato dai familiari preoccupati, aveva dato il via a una vasta e capillare operazione di ricerca che si era protratta per diverse settimane. Un centinaio di persone, tra Vigili del Fuoco con unità cinofile e droni, Soccorso Alpino e Speleologico, Croce Rossa, volontari e numerosi amici e compagni cacciatori, avevano perlustrato a tappeto circa 50 aree boschive e sentieri della Val Bormida, purtroppo senza esito. La notizia del ritrovamento di ieri riapre una ferita per la famiglia e per l’intera comunità, che aveva sperato fino all’ultimo in un esito diverso.

Di veritas

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