Roma – Una svolta significativa segna le relazioni tra Italia e Venezuela. All’indomani della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, due cittadini italiani detenuti da oltre un anno nelle carceri venezuelane, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato un’importante decisione destinata a ridefinire i rapporti diplomatici tra i due Paesi. “Noi dobbiamo lavorare per un cambio di passo nei rapporti con il Venezuela e per questo, in accordo con la premier Meloni, abbiamo intenzione di alzare il livello di rappresentanza, finora con l’incaricato d’affari, al rango di ambasciatore”, ha dichiarato il titolare della Farnesina in un punto stampa.
Questa mossa diplomatica, definita da Tajani come “un segnale politico importante” e una “risposta positiva al messaggio che ci è venuto da Caracas”, arriva dopo un complesso lavoro diplomatico che ha portato alla liberazione dei due connazionali. Trentini, un cooperante, e Burlò, un imprenditore, erano detenuti da oltre 400 giorni senza accuse formali. La loro liberazione è stata accolta con “gioia e soddisfazione” anche dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ringraziato le autorità di Caracas per la “costruttiva collaborazione”.
Il contesto della liberazione e il disgelo diplomatico
La liberazione di Trentini e Burlò si inserisce in un quadro più ampio di scarcerazioni di prigionieri politici, sia venezuelani che stranieri, avviato dal governo di Caracas. Questa apertura è stata interpretata dal governo italiano come un “segnale molto forte” che va nella direzione di un cambiamento. Le relazioni tra Roma e Caracas erano state caratterizzate da tensioni, in particolare dopo l’arresto di Trentini, che aveva portato a una drastica riduzione del personale diplomatico italiano autorizzato a rimanere nell’ambasciata a Caracas.
Il “cambio di passo” annunciato da Tajani mira a superare queste difficoltà e a ripristinare un dialogo costruttivo. La nomina di un ambasciatore a pieno titolo, al posto dell’attuale incaricato d’affari, rappresenta il primo, tangibile passo in questa direzione. L’Italia, come molti altri paesi, non aveva riconosciuto la legittimità di alcune elezioni venezuelane, mantenendo un profilo diplomatico più basso. La decisione attuale sembra indicare una nuova valutazione del contesto politico venezuelano e la volontà di impegnarsi in un dialogo più diretto.
L’importanza strategica del Venezuela per l’Italia
Il Ministro Tajani ha sottolineato come il Venezuela sia un “paese molto importante” per l’Italia, non solo per i legami storici e la presenza di una vasta comunità di origine italiana (circa 140.000 italiani residenti e oltre un milione di venezuelani di origine italiana), ma anche per interessi economici strategici. In questo scenario, un ruolo di primo piano è giocato dall’Eni, la cui presenza in Venezuela è stata definita “importante” dallo stesso ministro.
L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha recentemente partecipato a un incontro alla Casa Bianca con i vertici delle principali compagnie petrolifere per discutere degli investimenti in Venezuela. Eni, che in Venezuela produce gas per il consumo interno, vanta ingenti crediti nei confronti della compagnia statale PDVSA e si è detta pronta a investire e a collaborare con le aziende americane per sviluppare le vaste riserve energetiche del paese. “Possediamo circa 4 miliardi di barili di riserve”, ha dichiarato Descalzi, evidenziando l’enorme potenziale del paese sudamericano. La normalizzazione delle relazioni diplomatiche è quindi fondamentale per tutelare e promuovere questi interessi economici.
La situazione interna del Venezuela e le prospettive future
Nonostante questi segnali di apertura, il Venezuela continua ad affrontare una profonda crisi economica, politica e sociale, caratterizzata da iperinflazione, carenza di beni essenziali e una massiccia emigrazione. La liberazione dei prigionieri politici procede a rilento e tra le opposizioni prevalgono la frammentazione e l’assenza di un progetto comune. In questo contesto, la comunità internazionale, inclusa l’Italia, è chiamata a svolgere un ruolo delicato, incoraggiando un percorso di transizione democratica e di stabilità.
Il governo italiano, pur accogliendo con favore i recenti sviluppi, continua a monitorare la situazione dei diritti umani e a lavorare per la liberazione degli altri italiani ancora detenuti. L’obiettivo, come ribadito da Tajani, è quello di “continuare a essere protagonisti in quell’area”, promuovendo non solo gli interessi nazionali, ma anche un futuro di pace e prosperità per il popolo venezuelano.
