Dalle aule della facoltà di Ingegneria dell’Università di Tokyo ai palcoscenici più prestigiosi del mondo, passando per l’universo digitale dove è un’autentica celebrità. La traiettoria di Hayato Sumino è la cronaca di un talento poliedrico che abbatte le barriere tra mondi apparentemente inconciliabili, scrivendo una pagina nuova e affascinante nella storia della musica classica. Questo giovane fuoriclasse giapponese, pianista, compositore e fenomeno del web, farà il suo attesissimo debutto a Roma martedì 13 gennaio 2026, alle ore 20:30, nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza, un evento che si preannuncia come uno dei momenti culminanti della 81ª stagione della Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC).

Un Artista dai Numeri Record

Prima ancora di ascoltare la prima nota del suo recital romano, i numeri che accompagnano Hayato Sumino sono a dir poco impressionanti. Nel novembre 2025, il suo nome è entrato ufficialmente nel Guinness dei Primati per aver venduto il record mondiale di 18.864 biglietti per un singolo recital pianistico indoor alla K-Arena di Yokohama, in Giappone. Un traguardo che non certifica solo la sua popolarità, ma anche la sua straordinaria capacità di rendere la musica classica un evento di massa, capace di riempire arene solitamente riservate alle rockstar. La sua fama è amplificata dal suo alter ego digitale, “Cateen”, con cui domina YouTube: il suo canale vanta oltre 1,3 milioni di iscritti e ha accumulato più di 170 milioni di visualizzazioni, cifre che testimoniano un legame diretto e costante con una community globale.

Il Debutto nella Città Eterna: un Viaggio Musicale Eclettico

Per il suo primo concerto nella capitale, Hayato Sumino ha disegnato un programma che è un manifesto della sua visione artistica, un ponte tra epoche e stili. La serata si snoderà attraverso sentieri musicali diversi ma interconnessi, unendo maestri universalmente amati a compositori del Novecento e a creazioni originali. Il pubblico romano potrà immergersi nelle profondità romantiche di Fryderyk Chopin, compositore a cui Sumino è particolarmente legato e che ha rappresentato una tappa fondamentale nella sua carriera, con la partecipazione come semifinalista al prestigioso Concorso Pianistico Chopin di Varsavia nel 2021. Accanto a Chopin, risuonerà il rigore contrappuntistico di Johann Sebastian Bach, esplorato attraverso la Partita n. 2.

Il viaggio proseguirà con le incursioni nel mondo del jazz di Nikolai Kapustin e Friedrich Gulda, a dimostrazione di come il confine tra classica e improvvisazione possa essere un territorio fertile e stimolante. A completare questo affresco sonoro, Sumino presenterà una sua audace trascrizione per pianoforte solo del celeberrimo Bolero di Ravel e, in prima esecuzione romana, due sue composizioni originali, offrendo uno sguardo privilegiato sul suo universo creativo.

La Doppia Anima: Ingegnere e Musicista

Ciò che rende Hayato Sumino una figura così unica nel panorama contemporaneo è la sua formazione duale. Parallelamente alla sua ascesa nel mondo musicale, ha conseguito un Master in Ingegneria presso la Graduate School of Information Science and Technology dell’Università di Tokyo, ricevendo anche il President’s Award dell’ateneo per i suoi eccezionali meriti accademici e artistici. Questa profonda conoscenza del mondo scientifico e tecnologico non è un semplice dettaglio biografico, ma il cuore pulsante del suo approccio alla musica. La sua mente analitica da ingegnere si fonde con la sua anima da artista, permettendogli di esplorare la musica con un approccio fresco e innovativo, che unisce la tecnica impeccabile a una straordinaria capacità di arrangiamento e improvvisazione. Non sorprende, dunque, che sia stato inserito nella prestigiosa lista Forbes Japan 30 Under 30.

“Chopin Orbit”: un Dialogo con il Maestro

Il debutto romano arriva a pochi giorni dall’uscita del suo secondo album per la prestigiosa etichetta Sony Classical, intitolato ‘Chopin Orbit’, previsto per il 26 gennaio 2026. Anche in questo progetto discografico emerge la sua poetica: non una semplice esecuzione dei brani del maestro polacco, ma un dialogo creativo. “Per me Chopin è sempre stato un idolo e la sua musica mi è rimasta nel cuore fin dall’infanzia”, ha dichiarato Sumino, “Quello che volevo era unire il suo spirito alla mia sensibilità e creatività moderne”. Per questo, nell’album, ogni sua composizione originale è abbinata all’opera di Chopin che l’ha ispirata, creando un’orbita affascinante tra passato e presente.

Dopo aver calcato palchi come la Carnegie Hall di New York nel 2025 e aver incantato il pubblico italiano al Festival di Spoleto, l’arrivo di Hayato Sumino a Roma non è solo il concerto di un pianista virtuoso, ma l’incontro con un artista che sta ridefinendo i contorni della musica classica nel XXI secolo, rendendola accessibile, emozionante e profondamente connessa con il nostro tempo.

Di euterpe

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