Il deserto dell’Arabia Saudita ha emesso un verdetto tanto sorprendente quanto esaltante al termine dell’ottava tappa della Dakar 2026. In una giornata che verrà ricordata come quella del sorpasso, l’argentino Luciano Benavides ha scritto una pagina memorabile della sua carriera e della storia recente del rally-raid più famoso al mondo. Il pilota ufficiale del team KTM, considerato da molti un “outsider” alla partenza di questa 48ª edizione, ha sbaragliato la concorrenza con una prestazione magistrale, conquistando non solo la vittoria di tappa ma anche la vetta della classifica generale.
Una vittoria, quella odierna, che bissa il successo ottenuto appena ventiquattro ore prima nella settima frazione, a dimostrazione di uno stato di forma eccezionale e di una perfetta simbiosi con la sua moto. Il trionfo è maturato al termine di una massacrante speciale ad anello di 721 km attorno alla città di Wadi ad-Dawasir, di cui ben 483 km cronometrati, un banco di prova durissimo che ha messo a dura prova la resistenza e le capacità di navigazione di tutti i concorrenti.
Una “giornata da re” nel deserto
Gli organizzatori stessi hanno definito la performance di Benavides una “giornata da re”. L’argentino ha interpretato il percorso in maniera impeccabile, attaccando fin dai primi chilometri e navigando in solitaria per gran parte della speciale. Il suo ritmo indiavolato ha scavato un solco incolmabile per gli avversari. Ha fermato il cronometro sul tempo di 4 ore, 26 minuti e 39 secondi, un tempo che la dice lunga sull’intensità della sua guida.
Il primo degli inseguitori, il suo compagno di squadra e uno dei grandi favoriti della vigilia, l’australiano Daniel Sanders, ha accusato un ritardo pesante di 4 minuti e 50 secondi. Un distacco significativo in una tappa così lunga e complessa, che ha permesso a Benavides di erodere il suo svantaggio in classifica generale e di operare il clamoroso sorpasso.
La nuova classifica generale: una lotta sul filo dei secondi
La classifica generale, dopo otto tappe, è ora un affare a due tra i piloti KTM, con l’Honda costretta a inseguire. La situazione è la seguente:
- 1° Luciano Benavides (KTM)
- 2° Daniel Sanders (KTM) a soli 10 secondi
- 3° Ricky Brabec (Honda)
- 4° Tosha Schareina (Honda)
- 5° Skyler Howes (Honda)
Con un margine di appena dieci secondi, la leadership di Benavides è tutt’altro che solida. L’australiano Sanders, ferito nell’orgoglio, darà sicuramente battaglia nelle prossime tappe per riprendersi il primato. Alle loro spalle, il terzetto di piloti Honda, guidato dall’esperto americano Ricky Brabec, non starà a guardare. Lo spagnolo Tosha Schareina, dominatore della stagione 2025 e partito come favorito numero uno, ha chiuso la tappa odierna al quarto posto e cercherà in tutti i modi di recuperare il terreno perduto. La sua delusione è palpabile, ma la Dakar è una gara di resistenza e tutto può ancora succedere.
L’analisi tattica: KTM contro Honda
La tappa odierna ha messo in luce la grande strategia del team KTM, che è riuscito a piazzare due suoi piloti ai vertici della classifica, creando una situazione tattica favorevole. Benavides e Sanders potranno ora collaborare, studiando le mosse degli avversari e gestendo la gara. Dall’altra parte, il team Honda dovrà reagire prontamente. Brabec, Schareina e Howes dovranno fare gioco di squadra per cercare di spezzare l’egemonia delle moto austriache e riportare una delle loro moto in testa alla corsa.
La Dakar 2026 si conferma ancora una volta una competizione imprevedibile ed emozionante. La vittoria di un “outsider” come Luciano Benavides è la testimonianza che in questa gara nulla è scontato e che il coraggio, la determinazione e una guida impeccabile possono sovvertire qualsiasi pronostico. Le prossime tappe si preannunciano infuocate, con una battaglia aperta su ogni duna e ogni pista del deserto saudita. Lo spettacolo è garantito.
