Un solo punto in due trasferte consecutive, frutto del pareggio per 2-2 a Cremona e della pesante sconfitta per 3-0 subita al “Ferraris” contro il Genoa. È questo il magro bottino del Cagliari di Fabio Pisacane, che si ritrova a fare i conti con un paradosso tanto evidente quanto preoccupante: la squadra crea tanto, conclude innumerevoli volte verso la porta avversaria, ma non riesce a concretizzare, pagando a caro prezzo ogni disattenzione difensiva.
Una produzione offensiva a vuoto: 36 tiri, solo due gol
Il dato che balza all’occhio e che lo stesso tecnico Pisacane ha voluto sottolineare con forza al termine della gara di Genova è quello relativo alle conclusioni. “In due trasferte abbiamo fatto 36 tiri e abbiamo fatto solo due gol, questo dispiace”, ha dichiarato l’allenatore, evidenziando la frustrazione per una mole di gioco che non si traduce in risultati positivi. Contro il Genoa, nonostante il passivo di 3-0, i sardi hanno provato a reagire allo svantaggio iniziale, ma hanno peccato di precisione e cinismo, come nell’occasione capitata a Luvumbo che, a tu per tu con il portiere, non è riuscito a segnare. “Firmerei per fare trasferte con ogni volta 15/20 tiri”, ha aggiunto Pisacane, a testimonianza di come il problema non sia nella costruzione della manovra, ma nell’atto finale.
Errori difensivi che pesano come macigni
Se l’attacco non concretizza, la difesa commette errori cruciali che spianano la strada agli avversari. Contro il Genoa, il primo gol di Colombo è nato da una “lettura facile” sbagliata dalla retroguardia rossoblù. “Siamo andati sotto dopo pochi minuti, su una lettura facile, è quello che dobbiamo mettere nel mirino”, ha ammesso Pisacane. Il tecnico ha parlato di un “errore evidente di reparto” e di un “errore proprio nel principio della marcatura di linea esterna”, senza però voler condannare i singoli. “Non si condanna nessuno, è normale che bisogna lavorare ancora di più per diminuire questi errori che sono sotto gli occhi di tutti”. La pesantezza del risultato finale, definito “bugiardo” da Pisacane per quanto visto in campo, è la diretta conseguenza di queste ingenuità.
La strada da seguire: resettare e ripartire
Nonostante la delusione per uno scontro diretto perso, l’allenatore del Cagliari cerca di guardare avanti con fiducia, consapevole del percorso di crescita di una squadra giovane. “Abbiamo una squadra piena di ragazzi, non bisogna demoralizzarsi, bisogna pensare a sabato e resettare la sconfitta”, ha affermato. La sconfitta contro il Genoa, la peggiore della sua gestione in termini di scarto, deve servire da lezione per il futuro. L’obiettivo è chiaro: trovare quella cattiveria agonistica e quella concretezza che al momento mancano, trasformando la grande quantità di occasioni create in gol pesanti per la classifica. La reazione dopo il primo gol subito a Genova è uno degli aspetti positivi da cui ripartire, come sottolineato dallo stesso allenatore.
Il Cagliari si trova ora agganciato in classifica proprio dal Genoa a quota 19 punti, e la lotta per la salvezza si preannuncia più agguerrita che mai. La prossima sfida casalinga diventa quindi un crocevia fondamentale per invertire la rotta e ritrovare quella vittoria che manca da tre partite. La chiave sarà capitalizzare l’enorme lavoro offensivo e, al contempo, registrare una fase difensiva apparsa troppo vulnerabile nelle ultime uscite.
