Bruxelles – Un importante sviluppo nelle relazioni commerciali tra Cina e Unione Europea sembra essere alle porte, con Pechino che ha annunciato una svolta significativa nei negoziati sui dazi all’importazione delle auto elettriche (e-car) prodotte nel gigante asiatico. Al centro della questione, la pubblicazione da parte della Commissione Europea di un “Documento di orientamento sulla presentazione delle domande di impegno sui prezzi”, un passo che potrebbe aprire la strada a soluzioni alternative ai dazi compensativi imposti nell’ottobre del 2024.
La mossa di Bruxelles è stata accolta con favore dal Ministero del Commercio cinese, che in una nota ha sottolineato come l’UE si sia impegnata a condurre le valutazioni in modo “obiettivo e imparziale”, nel pieno rispetto dello “spirito del dialogo e i risultati delle consultazioni tra Cina e Ue”. Questo approccio, basato sui principi di non discriminazione e sull’applicazione degli stessi standard giuridici a tutte le domande in conformità con le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), è visto da Pechino come un segnale costruttivo per risolvere le divergenze commerciali.
Il Contesto: I Dazi Ant-Sovvenzioni e le Preoccupazioni Europee
Per comprendere appieno la portata di questa novità, è necessario fare un passo indietro. Il 29 ottobre 2024, la Commissione Europea ha concluso un’indagine anti-sovvenzioni sulle importazioni di veicoli elettrici a batteria (BEV) dalla Cina. L’inchiesta aveva accertato l’esistenza di sussidi statali cinesi che, secondo Bruxelles, avrebbero concesso ai produttori un vantaggio competitivo sleale, alterando la concorrenza sul mercato europeo. Tra le forme di sostegno contestate figuravano prestiti a tassi agevolati, incentivi fiscali e accesso a materie prime a basso costo.
Di conseguenza, l’UE ha imposto dazi compensativi definitivi che variavano a seconda del produttore, con aliquote comprese tra il 7,8% e il 35,3%, da sommarsi al dazio standard del 10% già in vigore. Questa misura era stata concepita per riequilibrare le condizioni di mercato e proteggere i costruttori europei dalla concorrenza ritenuta sleale.
La Svolta: Impegni sui Prezzi Minimi come Alternativa
La recente pubblicazione del documento di orientamento da parte della Commissione Europea segna un cambio di passo. In sostanza, si apre la possibilità per gli esportatori cinesi di presentare “offerte di impegno sui prezzi”. Questo meccanismo consentirebbe ai produttori di veicoli elettrici cinesi di sostituire i dazi con impegni volontari a vendere i loro veicoli a un prezzo minimo all’importazione nell’UE.
L’obiettivo è quello di introdurre uno strumento alternativo che possa correggere le distorsioni di mercato senza però interrompere i flussi commerciali tra le due potenze economiche. Come ha spiegato un portavoce della Commissione, l’esecutivo comunitario è disposto a valutare soluzioni alternative ai dazi, a patto che queste affrontino in modo adeguato il vantaggio competitivo derivante dai sussidi.
Cosa Prevede il Documento di Orientamento
Il documento fornisce indicazioni operative dettagliate agli esportatori cinesi su come strutturare le loro offerte. Oltre al prezzo minimo di importazione, le proposte possono includere altri aspetti cruciali, quali:
- Canali di vendita: per garantire trasparenza nella distribuzione.
- Meccanismi contro la compensazione incrociata: per evitare che i prezzi minimi vengano aggirati attraverso sconti su altri prodotti o servizi.
- Investimenti futuri sul territorio dell’UE: un elemento che potrebbe essere valutato positivamente dalla Commissione.
La Commissione ha tenuto a precisare che ogni offerta sarà valutata in modo equo, obiettivo e non discriminatorio, in piena conformità con le norme del WTO.
Le Reazioni e le Prospettive Future
Da parte cinese, l’annuncio è stato interpretato come un significativo progresso. La Camera di Commercio cinese presso l’UE ha accolto con favore il negoziato, sottolineando l’importanza del rispetto reciproco. L’accordo, secondo Pechino, non solo favorirebbe uno sviluppo sano delle relazioni economiche e commerciali bilaterali, ma contribuirebbe anche a mantenere un ordine commerciale internazionale basato su regole chiare.
Tuttavia, da Bruxelles si tende a moderare l’entusiasmo. Un portavoce della Commissione ha chiarito che il documento rappresenta per ora solo delle “linee guida” e “niente di più”, un modo per fornire un quadro chiaro per eventuali future offerte. Sebbene la porta al dialogo resti aperta, la strada per un accordo definitivo che sostituisca i dazi potrebbe essere ancora lunga e complessa.
Questa potenziale intesa rappresenta un bivio cruciale per il settore automobilistico globale. Un accordo basato su impegni di prezzo potrebbe preservare la stabilità della filiera produttiva, evitando un’escalation della guerra commerciale. Per i consumatori europei, l’effetto potrebbe essere ambivalente: da un lato, si ridurrebbe il rischio di un’impennata dei prezzi dovuta ai dazi, ma dall’altro potrebbero scomparire le offerte super-aggressive che hanno finora caratterizzato l’ingresso dei marchi cinesi nel mercato, rallentando forse la transizione verso una mobilità elettrica a basso costo.
