Torino si trova nuovamente al centro di un delicato intreccio tra cronaca e tensioni sociali. Questa mattina, la Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali (Digos) del capoluogo piemontese ha notificato tredici provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti militanti dell’area antagonista. Le misure, che dispongono obblighi di firma e di dimora con prescrizione di permanenza notturna in abitazione, giungono in un momento cruciale: a poche settimane dalla manifestazione nazionale indetta per il 31 gennaio in risposta allo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto lo scorso 18 dicembre.
L’operazione, coordinata dalla Procura di Torino e condotta dalla Digos, attualmente guidata dalla dirigente Rita Fabretti, è il culmine di un’inchiesta avviata sotto la precedente direzione di Carlo Ambra, oggi Questore di Cremona. Secondo gli inquirenti, dietro ai quattro principali episodi di violenza contestati, verificatisi tra il 13 novembre e il 13 dicembre 2024, vi sarebbe la regia proprio del noto centro sociale di corso Regina Margherita 47. Tra i destinatari delle misure, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, figurano infatti volti noti del movimento. Le accuse, contestate a vario titolo, sono pesanti: resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata e rapina.
Una scia di violenze: la cronologia dei fatti contestati
L’indagine della Digos ha meticolosamente ricostruito quattro distinti episodi che hanno segnato l’autunno torinese, caratterizzati da un’escalation di scontri e azioni dimostrative.
- 13 Novembre 2024: L’irruzione alla Leonardo. Il primo episodio vede circa settanta manifestanti fare irruzione all’interno degli stabilimenti dell’azienda Leonardo, leader nel settore della difesa. Durante l’azione sono stati bloccati gli accessi, imbrattati e danneggiati diversi padiglioni e uffici, interrompendo l’attività lavorativa e spintonando il personale di vigilanza e gli agenti della Digos intervenuti.
- 15 Novembre 2024: Scontri alla “Giornata dello Studente”. Durante un corteo studentesco, circa 700 manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per raggiungere la Prefettura in piazza Castello, dove hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine. Successivamente, un gruppo di circa settanta persone è riuscito a entrare nella Mole Antonelliana, simbolo della città. Qui sono state rimosse le bandiere istituzionali (europea, italiana e comunale) e sostituite con una bandiera palestinese; il tricolore è stato inoltre imbrattato. Durante la manifestazione, alcuni partecipanti avrebbero mimato il gesto della P38, evocando un cupo immaginario degli anni di piombo.
- 29 Novembre 2024: Tensione durante lo sciopero generale. In occasione dello sciopero indetto da Cgil e Uil, un gruppo di autonomi in coda al corteo ufficiale ha lanciato uova ripiene di vernice contro la Prefettura e le forze dell’ordine. Si sono registrati poi tentativi di forzare l’ingresso alle stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa. In quest’ultima, sono stati occupati i binari ed è in questo frangente che viene contestato il reato di rapina: a un agente della Digos, che stava documentando i fatti, sarebbe stato sottratto il telefono cellulare, poi gettato a terra.
- 13 Dicembre 2024: Corteo studentesco pro-Palestina. L’ultimo episodio riguarda un’altra manifestazione studentesca. Uova e fumogeni sono stati lanciati contro l’Ufficio Scolastico Regionale. La tensione è salita ulteriormente nei pressi del Politecnico, dove i manifestanti hanno tentato di forzare uno sbarramento con lancio di pietre, riuscendo a entrare nell’ateneo e a imbrattarlo. Il corteo si è poi diretto verso la sede Rai, cercando di farvi irruzione.
Il contesto: lo sgombero di Askatasuna e la risposta del movimento
Queste misure cautelari non possono essere lette senza considerare il contesto più ampio dello sgombero di Askatasuna. Lo storico centro sociale, occupato dal 1996, è stato svuotato il 18 dicembre 2025, un’operazione che ha segnato la fine di un complesso “patto di collaborazione” avviato con l’amministrazione comunale per la regolarizzazione dello stabile. La scoperta di persone che dormivano ai piani superiori, dichiarati inagibili, ha portato il sindaco Stefano Lo Russo a dichiarare decaduto l’accordo, spianando la strada all’intervento delle forze dell’ordine.
Lo sgombero ha immediatamente provocato la reazione del movimento antagonista e di una parte della cittadinanza, che considera Askatasuna una risorsa sociale e culturale per il quartiere Vanchiglia. Una prima grande manifestazione ha sfilato per le vie di Torino il 20 dicembre, radunando migliaia di persone e culminando in momenti di tensione e scontri con la polizia. In quell’occasione è stato annunciato un nuovo appuntamento, questa volta a carattere nazionale, per il 31 gennaio, con l’obiettivo di portare in città solidarietà da tutta Italia e protestare contro quelle che vengono definite “strategie repressive”.
L’operazione odierna della Digos si inserisce quindi in un clima già rovente. Se da un lato la Procura intende perseguire precise responsabilità penali per gli atti di violenza, dall’altro il movimento antagonista interpreta queste azioni come un tentativo di intimidire e depotenziare la mobilitazione imminente. La città di Torino si prepara a vivere un’altra giornata di alta tensione, un crocevia in cui si scontrano le ragioni della legalità e quelle della protesta sociale.
